IV.
Passarono tre anni ancora. I due sposi, se non felici, viveano per lo meno tranquilli. Onorina si era abituata al soggiorno della campagna; coltivava i fiori, educava le tortorelle, conversava colle galline e coi gatti, rassegnata ad una vita di annegazione e di solitudine, per la quale nei primi giorni di matrimonio sentiva della ripugnanza. Pasquale, dal canto suo, cercava di soddisfarla in ogni desiderio; egli avea introdotta qualche riforma nelle proprie abitudini; vestiva con ricercatezza, si pettinava di tempo in tempo i favoriti, ed aveva educati, a forza di lardo, un bel paio di mustacchi rosso-bigi, ch'erano la delizia della moglie. S'egli non avea tutt'affatto l'aspetto d'un Arturo o d'un Enrico, nessuno in vederlo avrebbe supposto ch'egli fosse Pasquale Bertoni, il droghiere del vicolo delle Galline.
Cionullameno i due conjugi pativano ancora un difetto; dopo tre anni di matrimonio erano tuttavia senza prole. Onorina per distrarsi dalle noie della campagna, oltre ai gatti ed alle galline, avrebbe amato assai di educare un gentil bamboletto.