XLIII.
Il droghiere si fermò—e appoggiossi al portello della propria abitazione in attesa dei commiliti.—Quando le guardie ed il popolo furono dinanzi a lui: signori, disse, questo bravo cittadino si è abbastanza giustificato col semplice e naturale esposito dei fatti... Rilasciatelo!... Io, Giacomo Pizzalunga del quondam Pasquale sto garante della sua innocenza.—Quanto a voi, temerario campione del bel sesso, io vi prego, con permissione del signor caporale, di salire in persona nel mio appartamento superiore, a ricevere i ringraziamenti di Angiolina e a deporre il mio cappello e il mio soprabito color nocciolo nelle mani della vostra protetta.