XXVIII.
—La guardia cittadina protegge sempre gli oppressi, esclama il caporale—e in questo caso gli oppressi siete voi!
—Viva la Guardia nazionale!
—Presto!—avanzatevi, o militi—Io spero.... cioè credo che noi siamo giunti in tempo per operare un arresto. Si batta a quella porta.
—È inutile risponde una voce dalle file dei militi. Io porto in tasca la chiave...
—Chi ha parlato esca dai ranghi e si presenti... Giacomo Pizzalunga esce barcollando dal drappello, e si fa innanzi mostrando la chiave al caporale!