III.
Clementina, dopo la scena che abbiamo riferita, discese nella bottega, e quivi, con molte cautele, si fece a scrivere la lettera seguente:
«Adorato Rodolfo!
«L'affare del giornale è combinato. Onofrio metterà a nostra disposizione i capitali necessari. Tu volevi partire da Milano, ingrato! Volevi lasciarmi... dopo tante promesse... dopo tante dichiarazioni di amore!... E tutto ciò, perchè qui non trovavi modo di far brillare il tuo ingegno... Egoista! Tu posponevi l'amore all'interesse... all'ambizione... Basta!... Ho pensato io. Nella quarta pagina del Pungolo vedrai domani sera un avviso col quale si fa ricerca di un giovane istruito, per un impiego. Questo impiego è la redazione del giornale di mio marito. Il numero dei concorrenti sarà grande; ti prego dunque di prevenirli — sii sollecito. Dopo domani, presentati allo studio verso le otto del mattino; credo non ti sarà difficile metterti d'accordo con Onofrio — d'altronde, ci sarò anch'io! Prudenza nelle parole, negli sguardi! Tu sei giovane, Rodolfo — e mio marito patisce l'ombrìa. Procura di solleticarlo nell'amor proprio.... Ci vuole un po' di pazienza anche da parte tua — io ne ho avuta tanta! Non badare se egli vien fuori con delle sciocchezze... Sulle prime non bisogna contrariarlo — poi, gradatamente, col tempo, riusciremo a tutto. Pensa al tuo avvenire, al mio... alla felicità che ci aspetta. Vederci ogni giorno! trovarci assieme!... Rodolfo!... Noi stabiliremo l'ufficio del giornale in un grande magazzeno attiguo al negozio della ceralacca... Mio Dio!.. È questo un sogno? È questa una realtà?... Tutto dipende da te... Rodolfo... Io dubito ancora che quanto mi andavi dicendo sulle difficoltà di istituire un giornale in Milano non fosse che un pretesto per andartene... Se un tal dubbio si cangiasse in certezza, io morirei di dolore — Rodolfo! io ti amo sempre... Dopo domani... a otto ore del mattino... siamo intesi! Io ti aspetto colla morte nel cuore...
La tua C...»
La lettera fu suggellata con ceralacca color di rosa, e quindi spedita immediatamente al domicilio di Rodolfo Barcheggia, per mezzo di Silvestro, garzone di bottega e segretario intimo della signora.