Cap. XVII.

Quali avrebbero dovuto essere le Ispezioni essenziali della prima assemblea, e quali le ingerenze urgenti del Gran Sanhedrim, secondo il bisogno d'Israel, e le sovrane mire paterne del suo Augusto Protettore.

Allorchè piacque all'augusto Rigeneratore d'Israel di fare notificare al primo sinodo la sua sovrana soddisfazione, in seguito delle Risposte emanate da questo alle dodici questioni propostigli dalla stessa Maestà Sua, e da noi estesamente riportate nel Capitolo antecedente, in chiari sensi fece ad esso capire quali erano le sue benefiche intenzioni paterne in vantaggio del popolo che da sì fatto congresso veniva formalmente rappresentato. Esse prefiggevansi per primo essenziale scopo di richiamare l'eccelso Culto dell'Israelismo alla sua purità primitiva, confusamente alterato dalla turba immensa de' Commentatori di cui le opinioni affluenti e contraddittorie ne hanno si sovente oscurati i sommi pregj, e gettati eziandio nel dubbio presso che tutti coloro che gli trascorrono, o se ne dichiarano fautori; ciò che non avrebbe potuto giammai effettuarsi, senza rovesciare da Colmo a fondo le moltiplici pratiche superstiziose, le cerimonie stravaganti, e gli usi bizzarri, e antisociali che durante lo spazio di molti secoli, si videro presso la nazione d'Israel tenere le veci, ed il Carattere di Religione, siccome per reiterate volte io mi feci all'opportunità espressamente a dimostrare.

Un secondo ammirabile disegno paterno niente meno urgente del primo proponevansi felicemente le mire salutari di sì benefico Monarca, e questo era quello propriamente di livellare la sorte, e i requisiti di questo popolo al rango equipollente di tutti gli altri, conferendo ad esso quell'esistenza politico morale, che ricusatagli era fino ad ora in qualunque angolo di mondo in cui fissato avesse il suo precario domicilio ciò che non sarebbe del pari, in verun modo riuscito senza prima rifondere, per così dire, i suoi Costumi, e le sue inveterate abitudini entro il crogiuolo de' lumi, della civilizzazione, del disinganno, sostituendone in vece que' solidi principj di coltura, e quelle virtù sociali che un infausto destino costrignevalo ad ignorare per lo passato. Tali sembrami che avrebbero dovute essere in massima le ispezioni edificanti della prima assemblea rappresentante l'intero corpo dell'Israelismo esistente nella Francia e nell'Italia.

Non può cadere indubbio ad alcuno certamente che concentrate non fossero in questo solo punto le cesaree cure del genio incomparabile che all'eterna Provvidenza piacque di accordare alla posterità di Abramo sopra la terra per suo padre, suo monarca, e suo sostegno.

Infatti se al primo scopo eccelso tendere non doveano radicalmente le ingerenze oltremodo urgenti del Gran Sinedrio, a quale oggetto fare dunque risorgere a' nostri giorni il primo Magistrato di Gerosolima, un esimio areopago sì rispettabile nel mondo Israelita, fregiarlo delle medesime supreme attribuzioni che venerava la Giudea nell'antico, se non se affine di illuminare per ogni parte ad imitazione di quello il popolo ch'esso dirigeva, e governava per ricondurre al vero spirito della vetusta sua Legge, dandogliene una spiegazione metodica, ed omogenea, efficace a fare svanire le moltiplici interpretazioni assurde, che a quelle date furono ne' tempi andati? Dicasi pure a qual fine richiamare premurosamente da lontanissime Regioni i più commendevoli soggetti del popolo d'Israel, convocarli in formale assemblea nella Metropoli della Francia, se non fosse stato quella provocato dal disegno salutare di evadere le alte ispezioni ragguardevoli che affidate erano a quella dal magnanimo Sovrano che l'avea convocata; cioè di rigenerare onninamente la civilizzazione, e i costumi del popolo che rappresentava, preparando in tale maniera agli avanzi d'Israel un Era felicemente memorabile, tutta nuova ne' suoi fasti, e quindi assoggettarlo in avvenire a' più lieti, e più avventurosi destini?

Dal che apparisce dunque indubitabile che l'una dovea essere destinata a riformare l'educazione del popolo d'Israel, a civilizzare i suoi Costumi, renduti oggi alquanto depravati dalla penosa Circostanza della sua odierna situazione, a megliorare lo sviluppo del suo spirito, ed a ricondurlo, in una parola, nel seno della società, dalla quale esso vivea da sì lungo tempo separato e proscritto; dovea l'altra propriamente ingerirsi di rifondere nel crogiuolo della Ragione le pratiche del suo Culto, eccessivamente degenerate dalla primitiva limpida sorgente da cui emanate si videro, e ridurla a quello stato di perfettibilità che seco loro portarono nascendo.

Or domando, quali progressi luminosi ha fatto mai l'educazione del popolo ebreo dopo la convocazione della prima assemblea, e quali solidi vantaggi ha in verun modo risentita la sua moderna religione dalle assidue sedute del gran Sinedrio? I talenti sono essi forse più sviluppati da ciò che lo erano mezzo secolo indietro? La civilizzazione ha essa fatti più numerosi progressi? Ben lontano da ciò io vedo i lumi rimanere avvolti nelle dense tenebre antiche, e l'instruzioni a gran passi retrogradi, sembra sfuggire il nostro incontro, e rimontare con isdegno fino a quelle regioni pur troppo del tutto sconosciute per noi. E le pratiche religionarie seguitate oggi dalla Comunione d'Israel in che differiscono esse mai da quelle cerimonie superstiziose adottate dalla medesima avanti la convocazione del Gran sinedrio? Gli stessi usi ridicoli, le medesime pratiche stravaganti che erano generalmente in voga presso gli ebrei per lo passato, non lo sono da essi attualmente del pari con eguale trasporto, non sono quelle osservate oggi, e mantenute da essi coll'entusiasmo precisamente uniforme a quella che lo erano già nelle epoche decorse [(134)]?

Il Popolo d'Israel avea diritto di tutto aspettare di ottimo, e di consolante dalle dotte operazioni di entrambi tali rispettabili Congressi, e questi, al contrario, possedevano tutti i mezzi più efficaci, onde corrispondere, d'accordo, al felice progresso della sua impaziente aspettazione, ma per fatalità inconcepibile, questo popolo tutta via ritrovasi aggravato dalla salma lacerante de' suoi vetusti pregiudizj tradizionali, e le dense tenebre dell'ignoranza dalle quali la sua educazione rimase involta, pare che cospirino a mantenerlo nelle sue inveterate abitudini Macchinali.

Allorchè l'Augusto Napoleone volle fare conoscere alle indicate Assemblee la sua volontà suprema, nella espressa comunicazione fatta da esso alle medesime ne' sopraccennati dodici articoli, è indubitato, che la spiegazione di questi non dovea soltanto limitarsi al mero senso letterale sottinteso ne' medesimi ma essa dovea assolutamente abbracciare una serie di cognizioni molto più vasta, un analisi molto più esteso, e più profondo di tutto ciò che in se medesima racchiude l'esimia credenza tramandata da Mosè alla posterità d'Israel; e tutto chè soddisfatto apparisse dalle soluzioni date da quella a' suddetti articoli, com'egli stesso lo fece chiaramente capire per l'organo de' suoi medesimi Commissarj, non per tanto, la sovrana Deliberazione di convocare un gran sinedrio ad imitazione di quello generalmente venerato dall'antica Gerosolima dopo di avere fatto solennemente adunare la prima ragguardevole assemblea; non potea racchiudere certamente altro disegno, se non se quello di presentare all'intero popolo ebreo un nuovo Codice salutare modellato sopra quello di Mosè, e basato sulla Ragione, e la cui purità lesa o alterata non fosse dalla folla immensa de' glossatori che sovente oscurarono purtroppo gl'inestimabili pregj dell'antico (ved. Racc. degli Atti dell'ass. degl'Israel. di Francia T. II pag. 55.) nella guisa che abbiamo avuto luogo di rimarcarlo più di una volta.

Ecco infatti il più salutare servigio che rendere poteasi generalmente ad un popolo il quale anche i mezzo delle sue deplorabili peripezie, era gionto a convincersi una volta non restargli altra pronta risorsa che i talenti, la Coltura, e lo sviluppo dello spirito, ed è per ciò che ad altro non aspirava in questa opportuna Circostanza che a vedere rigenerati i suoi Costumi, rischiarare la sua ragione, e ad un tempo medesimo sgravare il proprio Culto da quell'oneroso fardello d'informi pregiudizj, rinascenti ad ognora in mille foggie differenti e ridurlo a quello stato edificante di sua purità primitiva.

Ma quali solidi moltiplici vantaggi avrebbe la nazione d'Israel profusamente ricavati per tante parti dalla proclamazione di un nuovo Codice Religionario Civile fondato sulle inconcusse basi dell'antico, noi passiamo tosto a dimostrarlo.

[(134)] Dove dunque propriamente consiste la tanto vantata Riforma dell'educazione, e del culto del Popolo ebreo? Se si riflette assiduamente alla meschinità de' progressi che ha quella fatti a' tempi nostri si direbbe che ha essa retrogradato molti secoli addietro, e che per conseguenza i lumi, ed i talenti ritornarono miseramente a sepellirsi nell'infanzia primitiva donde sono essi in origine scaturiti; e quale meraviglia? Se di tutto si ha cura di parlare all'ebreo fra noi fuori che d'Istruzione; se le nozioni che si fanno al medesimo acquistare non sono idonei ad altro, che a confonderlo, ed a farlo travviare dal retto sentiere della Ragione, e se occupando i suoi talenti continuamente di oggetti i più frivoli, ed i più ributtanti, condursi lo veggiamo a gran passi, da uno in altro smarrimento, e perpetuarsi così la stupidità la più cieca, e la più materiale.

E se al Culto attendiamo un solo istante, vedremo che lungi dall'essere stato questo rigenerato, come si è forse vanamente preteso colle operazioni d'entrambe le Israelitiche assemblee, pare che il medesimo rimonti unitamente a tanti altri, fino a' secoli di ferina barbarie ne' quali follemente supponevasi onorare l'Essere Supremo, adottando quelle pratiche ridicole che ne oscurano i sommi pregj, e coltivando quegli usi detestabili, che lo disonorano, e dove stabilivasi per principio che l'uomo per piacergli dovea essere al grado massimo imbecille, contradittorio, e assurdo.