INDICE
| Capitolo | XIX. | — [1860—Spedizione dei mille—Marsala—SalemiCalatafimi—Palermo—Milazzo—ReggioCalabria—Napoli—Volturno] | Pag. | 3 | ||
| " | XX. | — [Liberazione dell'Umbria e delleMarche—Castelfidardo—Ancona] | " | 101 | ||
| " | XXI. | — [Ritiro di Garibaldi a Caprera.] | " | 146 | ||
| " | XXII. | — [Presa di Capua e di Gaeta.] | " | 147 | ||
| " | XXIII. | — [Aspromonte—Sollevazione inPolonia] | " | 156 | ||
| " | XXIV. | — [Guerra del 1866—Liberazionedel Veneto] | " | 182 | ||
| " | XXV. | — [Campagna dell'Agro Romano—Montelibretti—Roma—Monterotondo—Mentana.] | " | 253 | ||
| " | XXVI. | — [Il 1870—Digione—Entrata inRoma] | " | 303 | ||
| " | XXVII. | — [Morte di Mazzini] | " | 339 | ||
| " | XXVIII. | — [Morte di Vittorio Emanuele II] | " | 343 | ||
| " | XXIX. | — [Ultimi giorni e morte del generaleGaribaldi] | " | 352 | ||
| " | XXX. | — [Sbarco a Massaua—GuerraAbissina] | " | 361 | ||
| " | XXXI. | — [Volontari Italiani in Grecia] | " | 424 | ||
| " | XXXII. | — [Orrendo misfatto—Morte diUmberto I] | " | 443 |
APPENDICE
agli avvenimenti del combattimento del 15 maggio 1860 sostenuto dai Mille sbarcati a Marsala e dalle Squadre Siciliane.
Ritenuta la non dubbia importanza di alcuni documenti che sono lettere del Dott. Pietro Ripari, che all'ultima ora ci pervengono, non esitiamo a pubblicarle; riferendosi essi alla memoranda giornata di Calatafimi.
Elia.
Lettera del Dott. Pietro Ripari, Capo medico dell'ambulanza dei Mille, con la quale si trasmette un'ordine del generale Garibaldi al Dottore Ignazio Lampiasi, ora deputato al Parlamento.
"Sti.mo sig. Dott. e Prof. in chirurgia
"Don Ignazio Lampiasi,
"Un ordine del generale Garibaldi mi impone di seguirlo col corpo medico dell'ambulanza.
"Dei feriti che trovansi qui in Vita, i più leggermente offesi, saranno entro oggi trasportati in Calatafimi, in quello Ospedale.
"La cura dei gravi, che resteranno nel convento di S. Francesco, dovendo essere affidata a uomini esperti nell'arte, io la invito, dietro comando del Generale a volere compiacersi di assumerla Ella; la quale eventualità, le aprirà la via a far risaltare maggiormente il di Lei valore come chirurgo.
"Ella entra quindi in carica officiale fin da questo giorno e veste l'autorità mia in Vita, che non ha limiti per tutto ciò che riguarda i bisogni, i vantaggi, i comodi dei feriti, ed anche il loro vivere lauto, se avviati a convalescenza, o recati a guarigione.
"Ho l'onore di rassegnarmele con distinta stima
"Collega Dott. Pietro Ripàri
"Capo medico dell'ambulanza generale pei Cacciatori
delle Alpi in Sicilia.
"Di Lei stimatissimo sig. Dottore e Professore in chirurgia.
"Vita, 17 maggio 1860".
16 settembre 1860—Visto per la firma del Dott. Ripàri—Il Direttore dell'Ospedale Garibaldi—Gr. Ugdulena—Palermo.
"Sig. Dottore stimatissimo,
"Nella di Lei lettera del 24, ricevuta oggi, da due Signori di squisiti modi e di piacevole conversare, sento da questa, che i pochi feriti rimasti alla di Lei cura, versano in condizioni di buona, e tra breve di perfetta salute, e ne godo insieme con Lei.
"Mi conforta pure il sentire che buon'aria, pulitezza ed altri conforti presta loro Salemi, ai quali vantaggi aggiungendo il di Lei noto valore dell'arte, mi rende certo della salvezza di tutti.
"Non ho potuto oggi fare parola al Generale della necessità in cui si trovano i feriti di altro denaro, ma ne terrò parola domani e credo potrò ottenere un altro ordine di pagamento di denaro per essi.
"Qui pure abbiamo a deplorare perdite dolorose di prodi che hanno suggellato col sangue il patto antico della giurata libera nazionalità d'Italia: sia lieve la terra ai generosi, e dormano l'eterno sonno avviluppati nel loro mantello di gloria.
"Mi abbia con distinta stima
"Dott. PIETRO RIPÀRI
"Capo medico".
Seguono altre lettere dello stesso Ripári e di altri che gettano molta luce sui memorabili avvenimenti di quella ambulanza.
E noi esortiamo l'on. Lampiasi di pubblicare tutti i documenti e le notizie di quel periodo memorabile nel quale egli ebbe tanta parte.
Elia.