SCENA VII

SAMIA serva, FULVIA.

SAMIA. Come va il mondo! Non è ancora un mese passato che Lidio, della mia padrona ardendo, voleva ad ogni ora esser seco; e poi che vidde lei bene accesa di lui, la stima quanto il fango. E, se a questa cosa remedio non si pone, certo Fulvia ci fará drento error di sorte che tutta la cittá ne sará piena. E ho fantasia che li fratelli di Calandro, fin da mò, alcuna cosa non abbino spiato, perché altro non stima, altro non pensa e d'altro non ragiona che di Lidio. Bene è vero che chi ha amore in seno sempre ha li sproni al fianco. Or voglia il cielo che a bene ne esca.

FULVIA. Samia!

SAMIA. Odila che di sopra mi chiama. Ará dalle finestre visto Lidio, ché lá lo vedo parlare con non so chi. O forse vorrá rimandarmi a Ruffo.

FULVIA. Saaamia!

SAMIA. Veeengo.