SCENA XV

SAMIA serva, RUFFO negromante.

SAMIA. Oh! oh! oh! Gran ventura! Ecco Ruffo. Contentiti el cielo.

RUFFO. Che cerchi, Samia?

SAMIA. Consumasi di sapere quello che hai fatto della faccenda sua.

RUFFO. Credo si condurrá in porto.

SAMIA. E quando?

RUFFO. Verrò a dire a Fulvia il tutto.

SAMIA. Tu stai pur troppo a far questa cosa.

RUFFO. Samia, le son trame che non si fanno al gitto. Bisogna accozzare stelle, parole, acque, erbe, pietre e tante bazzicature che è forza che ci vada tempo.

SAMIA. Se voi il fate pur poi…

RUFFO. Ne ho ferma speranza.

SAMIA. Oh! oh! oh! Conosci tu l'amante?

RUFFO. Non certo.

SAMIA. È quel lá.

RUFFO. El conosci ben, tu?

SAMIA. Non è anco due ore che io gli parlai.

RUFFO. Che ti disse?

SAMIA. Mi si mostrò piú aspro che un tribulo.

RUFFO. Va', parlali ora per vedere se lo spirito l'ha punto raddolcito.

SAMIA. Ti pare?

RUFFO. Te ne prego.

SAMIA. A lui ne vo.

RUFFO. Olá! Tórnatene poi per di lá a Fulvia; e io ne verrò subito a lei.

SAMIA. Fatto è.

RUFFO. Fin che costei parla a Lidio, mi starò qui apparato.