I.
Al valente Signore[3]
Di cui non so migliore
Su la terra trovare;
Che non avete pare
Nè 'n pace ned in guerra;
Sì ch'a voi tutta terra,
Che 'l sol gira lo giorno
E 'l mar batte d'intorno,
San fallia si convene.
Ponendo mente al bene
Che faite per usaggio,
Ed all'alto lignaggio
Donde voi sete nato;
E poi dall'altro lato
Potem tanto vedere
In voi senno e savere
Ad ogne condizione,
Ch'un altro Salamone
Pare 'n voi rivenuto,
E bene avem veduto
In duro convenente,
Dov'ogn'altro servente,
Che voi, par megliorare,
E tutt'or affinare;
E 'l vostro cor valente
Poggia sì altamente
In ogne beninanza,
Che tutta la sembianza
D'Alessandro tenete;
Che per neente avete
Terra oro ed argento.
Sì alto 'ntendimento
Avete d'ogne canto,
Che voi corona e manto
Portate di franchezza,
E di fina prodezza:
Sì ch'Achille lo prode
Ch'acquistò tanta lode,
E 'l buono Ettor Troiano,
Lancellotto, e Tristano
Non valse me' di voe,
Quando bisogno fue.
Che voi parole dite,
E poi quando venite
In consiglio, o 'n aringa,
Par ch'abbiate la lingua
Del buon Tullio Romano
Che fue 'n dir sovrano;
Sì buon cominciamento
E mezzo e finimento
Sapete ognora fare,
E parole accordare
Secondo la matera,
Ciascuna in sua manera.
Appresso tutta fiata
Avete compagnata
L'adorna costumanza,
Che 'n voi fa per usanza
Sì ricco portamento,
E sì bel reggimento;
Ch'avanzate a ragione
E Seneca, e Catone.
E posso dire 'n somma
Che 'n voi signor s'assomma,
E compie ogni bontade;
E 'n voi solo assembiate
Son sì compitamente,
Che non falla neente,
Se non com'auro fino.
Io Brunetto Latino,
Che vostro in ogni guisa
Mi son sanza divisa;
A voi mi raccomando.
Poi vi presento e mando
Questo ricco Tesoro,
Che vale argento ed oro:
Sì ch'io non ho trovato
Uomo di carne nato,
Che sia degno d'avere,
Nè quasi di vedere
Lo scritto ch'i' vi mostro
In lettere d'inchiostro.
Ad ogne altro lo nego,
Ed a voi faccio prego
Che lo tegniate caro,
E che ne siate avaro.
Ch'i' ho visto sovente
Vil tenere alla gente
Molte valenti cose:
E pietre preziose
Son già cadute 'n loco,
Che son gradite poco.
Ben conosco che 'l bene
Assai val men ch'il tene
Del tutto in se celato,
Di quel ch'è palesato:
Sì come la candela
Luce men chi la cela.
Ma io ho già trovato
In prosa ed in rimato
Cose di grand'affetto,
Che poi per gran segreto
L'ho date a caro amico:
Poi (con dolor lo dico)
Le vidi 'n man de' fanti,
E rassemplati tanti,
Che si ruppe la bolla
E rimase per nulla.
S'avem così di questo,
Sì dico che sia presto;
E di carta 'n quaderno
Sia gittata 'n inferno.