SCENA V.
Riccardo, in frak, dalla Galleria, introdotto da un servo. — Detti.
Ricc. Oh, Marchese, ben tornato! (si danno la mano).
Gust. Arrivai ieri.... Venni subito per vederti... ma non eri in Ufficio....
Ricc. Ero sul lavoro....
Gust. Ebbene, eccoti qui!... Sei dunque contento d'aver lasciato il nuovo mondo per il vecchio?!... Dimmelo francamente... perchè, avendoti proposto la Direzione della nostra Società... e fatto accettare da essa... non vorrei aver rimorsi!
Ricc. Rimorsi!?... Tu scherzi!... Eh, via!... Fosse stata la mia rovina, tu non ci avresti colpa! — Non forse ti parlai... fino alla noja... della nostalgia invincibile, che m'aveva preso dopo sei anni di vita americana!?... Ma già... noi Italiani siamo tutti così!... Non possiamo star lontani dal nostro paese.... E... poi... quando ci si torna....
Gust. Ebbene... quando ci si torna!? —
Ricc. La vita è fatta così.... Ciò che non si ha... par sempre più bello!... E... poi....
Gust. E poi!? —
Ricc. Vuoi che ti dica, l'idea, che mi son fatta in questi otto mesi... dacchè sono qui?... È questa... che gli Americani sbagliano quando vogliono scimmiottare gli Europei.... e noi sbagliamo quando vogliamo scimmiottare gli Americani!... Laggiù vanno matti per le nostre anticaglie... noi, diventiamo così per le loro enormi imprese... per i loro affari colossali!... E qui... son capitato proprio nel mondo più adatto... a osservare questa... pazzia!
Gust. Vuoi dire!?
Ricc. Voglio dire questo mondo di patrizj romani.... de' parrucconi che vogliono posare a Jankee!... Oh, che gente!... Loro... voler fare delle imprese americane... come questa di costruire una città come Roma!... Ma dovranno contentarsi di figurare come decorazioni de' loro vecchi palazzi... de' loro vecchi ambienti!
Gust. Il male si è... mio caro... che non lo hanno potuto!...
Ricc. Anche questo è vero!... La borghesia americana... da per tutto... li aveva superati in ricchezza... ed essi... per la solita albagia della superiorità... si son lasciati tentare a gettarsi a capo fitto nel mondo degli affari... Credevano di raddoppiare i proprj patrimonj... e vi lasciano, invece, le penne!
Gust. Dunque, gli affari della nostra Società... van male!?...
Ricc. Non dico questo... ma bene neppure!... Basta... speriamo!... (pausa) Fatto sta che... in otto mesi che sono qui... io non ho potuto ancora veder bene nelle cose... Oh, che amministrazione!... Un labirinto!... E quanti ostacoli!... La politica... e il Governo... entrano da per tutto!... Questo Principe romano.... che ha voluto fare il Costruttore in grande... ha fatto le cose da Principe... e non da costruttore!... Ci vuol altro!... E tutti gli hanno mangiato addosso!... Figurarsi!... Una Società impegnata per 20 milioni... con tutte le azioni emesse.... È in mano di chi!?... Otto milioni spariti nelle fondamenta... cioè... no... nelle tasche di uomini politici... per procurarsi l'appoggio governativo... caso mai... o per contrarre prestiti onerosi, co' quali far fronte a' mancati pagamenti degli azionisti!... Otto milioni!... (breve pausa). A proposito... anche tu hai delle azioni?
Gust. (imbarazzato) Sì....
Ricc. E... devi ancora i due ultimi pagamenti... mi pare?
Gust. Sì!... (rinfrancandosi) E pagherò!... ma... caspita... con te posso parlar schietto... pagherò quando tu mi potrai assicurare....
Ricc. Oh! te lo ripeto... per ora non c'è nulla di minaccioso... e se non saltano fuori magagne... mi capisci?... spero di condurre le cose a buon porto...
Gust. Benissimo!... E se saltano fuori?!
Ricc. Oh, non lo credo!
Gust. E neppur io!... Ma... quando si hanno pochi danari come me... che, per fare que' pagamenti, sarei proprio costretto a gravi sacrificj... tu comprenderai che ci vorrebbe almeno una certa sicurezza... un'intiera fiducia....
Ricc. E tu non l'hai?!
Gust. Sì... in te... nel Principe!... Ma... capirai... ci sono degli altri...
Ricc. Chi!?
Gust. Io non ho peli sulla lingua... con te, specialmente!... Non ti parlo di Maurizio, che si occupa solo di cavalli... o di caccia!... Fabrizio, per esempio!... Ah, questa è una volpe fina!... Ma per quanto fino sia lui... io non son tanto gonzo da credere che... lui... il cadetto... non abbia profittato di questa bella occasione di maneggiar milioni... per rifarsi delle nostre leggi... patrizie!... La volpe spende e spande... e... in somma... io farò... sì... i miei due pagamenti... ma, prima, fammi tu un gran favore.... Fruga... fruga bene... specialmente negli scartafacci de' primi contratti... e... poi... ne riparleremo!
Ricc. Bah!... Come vuoi....
Gust. Grazie!... E in premio... voglio darti un consiglio... perchè vedo che sei nella buona strada per giudicare il nostro patriziato... e vorrei affrettare la tua educazione definitiva!... Noi... in somma... siamo un vecchio mondo in isfacelo di giocatori... di oziosi... di scettici... di donnajuoli... d'ignoranti... d'ignoranti, sopra tutto!... I nostri avi, almeno, avevano qualche gusto d'arte... noi neppur questo!... Dimmi quanti patrizj, oggi, spendono una infinitissima parte delle loro rendite per comprare una statua... un quadro... de' libri!?... Molta vernice... spesso nera... per coprire le macchie... ma sotto!... (pausa) Gli uomini migliori... come il vecchio Principe... sono delle nullità... che vorrebbero far l'Ercole degli affari!... Il solo vero gentiluomo sono ancora io... credimi... modestia in tasca... perchè io, almeno, non fo l'ipocrita!... Sono uno scavezza collo... e non la pretendo a gran Costruttore... o a modello di nessuno!... Quanto alle nostre dame... avendo l'abitudine di confessarsi spesso... hanno sempre qualche cosa... di nuovo... da dire al confessore!... Osa tutto con esse!... Non far mai l'ingenuo... perchè questa è la sola colpa che non ti perdonerebbero mai!
Ricc. (sorridendo) Oh, che scettico!