LXXXIII.
Da quel dì, dopo quel convegno, l'esistenza d'Agnese subì un mutamento assai importante. La vita di quella donna può dividersi in due epoche, e questo giorno ne segna il confine. — Gioje, speranze, dolori ebbero in seguito eguale vicenda nell'animo suo; ma non eguale l'indole e l'intensità. Ella provò nuovi istanti di gaudio inesprimibile; ma le sue dolcezze più profonde, più interne, più nascose, non andavano mai disgiunte da una soavissima mestizia, che le dimandava nuove lacrime. Prima di quel giorno ella soleva riguardare la sua felicità come l'effetto che tien dietro immancabilmente alla sua cagione: l'amore non le dava soltanto la contentezza presente, ma era un pegno sicuro di quella ben più grande e durevole che le veniva promessa per l'avvenire. Da qui innanzi invece, il suo poetico dimani erasi fatto una positiva attualità, ricca di bene, ma pur troppo non scevra di dubii e di apprensioni. — Se il cuor suo non poteva più chiedere nulla al mondo ed agli uomini, la ragione molto doveva chiedere a sè stessa. Vero è, che il cuore era sempre vittorioso; ma la vittoria attestava la lotta; questa il travaglio e l'incertezza. La speranza dei giorni addietro le faceva gradire la promessa di un bene futuro e lontano, quasi che il suo stato presente non potesse capire tutto quello che gli era serbato. La speranza dei giorni successivi all'opposto la guidava ad affrettare con animo impaziente il compimento di un patto, senza il quale crollava in parte il meraviglioso edificio della sua esistenza. — È cosa ben diversa lo sperare l'aggiunta di un bene ad un bene, e l'attendere un fatto che ci guarentisca da un male. Spera sorridendo colui che oggi è felice, ed aspetta un dimani ancora più felice. Ma l'ansietà di chi attende un giudizio è sempre grave e severa, anche quando abbia ragione di crederlo favorevole a' suoi voti.
Torneremo ad Agnese tra breve. — Prima di ripigliare il filo degli avvenimenti che la riguardano, ci è necessario arrestarci alquanto alla corte di Milano, dove si congiura a suo danno. Ma poichè quel luogo e quelle persone ci richiamano alcune memorie storiche, e queste alla lor volta risvegliano in noi qualche idea generale sulle nostre condizioni civili e politiche, così prima ancora di ripigliare la cronaca, registreremo brevemente, come in un sommario, alcuni fatti, aggiungendovi qualche nostra osservazione. — Chi non s'accomoda a digressioni, e preferisce continuare la storia di Agnese, non ha che a lasciar di mezzo il capitolo seguente.
FINE DEL PRIMO VOLUME.