NOTE:
[1]. E cotal pianta di Republica è fondata sopra i due principj eterni di questo mondo di nazioni, che sono la mente e il corpo degli uomini, che le compongono. Imperocchè constando gli uomini di queste due parti, delle quali una è nobile, che come tale dovrebbe comandare, e l'altra vile, la quale dovrebbe servire, e per la corrotta natura umana senza l'ajuto della filosofia, la quale non può soccorrere che a pochissimi, non potendo l'universale degli uomini far sì che privatamente la mente di ciascheduno comandasse e non servisse al suo corpo, la divina Provvedenza ordinò talmente le cose umane con quest'ordine eterno che nelle Republiche quelli che usano la mente vi comandino, e quelli che usano il corpo vi ubbidiscano. (G. B. Vico Scienza nuova pag. 25.)
[2]. Sopratutt'altro per le fontane perenni fu detto da' politici, che la comunanza dell'acqua fosse stata l'occasione, che da presso vi si unissero le famiglie. (Vico Scienza nuova lib. 2, pag. 199.)
[3]. Romagnosi.
[4]. Vico, Scienza nuova lib. I, pag. 62.
[5]. Secondo il Tiraboschi Carlo Magno, quasi compiutamente illetterato, approfittò del suo soggiorno in Italia per apprendere i rudimenti della lingua latina dal grammatico Pietro da Pisa. (Storia della lett. ital. voi. III. c. I.)
[6]. Il regno dei Longobardi era stato diviso fra 35 governatori che pigliavano il nome di duchi; ciascuno dei quali era tiranno assoluto della provincia a lui commessa.
[7]. Tacit Ann. lib. 1.
[8]. ... ciascun nobile poteva occidere un plebeo con la pena de libre septe et soldo uno de terzolij per la qual cosa molti erano morti. Corio Hist. di Mil.
[9]. C. Cattaneo. Introd. alle notizie ecc. pag. LVI.
[10]. La republica di Milano si limitava alla città, e a qualche villaggio del suburbio. A piccola distanza esistevano le Contee del Seprio, della Martesana, ed altri distretti, che avevano una costituzione propria.
[11]. Muratori R. I. S. Dissert. 46.
[12]. Le cerimonie di questo giudizio di Dio, sono riferite per esteso da Landolfo juniore al cap. X, Rer. It. Script. Tom. V. p. 476.
[13]. Rer. Ital. Scrip., tom. V, pag. 378.
[14]. Trist. Calch. Med. Hist. Patr., lib. 7, p. 149. Verri Stor. di Mil., t. 1, p. 252.
[15]. Sismondi, St. del risorgimento della libertà in Italia, cap. II.
[16]. Trist. Calch.
[17]. Murena R. Ital. Scrip., tomo VI.
[18]. Galvano Fiamma.
[19]. Sir R. Peel.
[20]. Il nostro Podestà fu in altro secolo superato da più zelanti interpreti delle bolle pontificie. L'elettore di Treveri, per dare effetto alla bolla di Innocenzo VIII (1484), in poco tempo distrusse col fuoco e colla mannaja 6510 individui accusati di stregoneria. — Sprengel. Stor. pramm. della medicina. Gioia Galat. Lib. III. Cap. VIII.
[21]. I cittadini di Reggio, sconfitti dai Parmigiani presso la Secchia, furono rilasciati dalle carceri con una mitra di carta in capo ed una canna in mano (1152). All'uscire di prigione, un aguzzino dava ad ognuno di essi uno scappellotto. Lo raccontano il Muratori (Annali d'Italia) ed il Tassoni al canto V. della Secchia rapita. — Sorte più umiliante toccò ai Parmigiani prigionieri in Cremona (1230): essi furono rinviati alle loro case senza brache e in mezzo ai fischii della plebe. — Un fascio di paglia si appose alle natiche dei prigionieri pavesi, e vi si diè fuoco al momento d'uscir di Milano (1108). Lo narra il Fiamma (Rer. It. Script. Tom. XI). — I nobili erano rimandati coll'obligo di portare un cane sulle spalle, i prelati dovevano tenere un messale, i contadini un aratro. Ce ne dà conferma lo storico Arnolfo Hist. Mediol. lib. 1.
[22]. Vedi Corio all'anno 1240.
[23]. Ce lo attestano il Corio, e Landolfo Seniore, citato dal Giulini all'anno 1037. L'uso dei cognomi divenne generale verso il secolo X. Essi si desumevano o dalle cariche, come i Visconti (Vicecomites) Cattanei (Castellani) De Capitani (Capitani) Avogadri (Avvocati) ecc.; oppure dal nome dei parenti, come Donati, Ridolfi, Uberti, Orsini; o da vizii e difetti personali, come Zoppi, Malatesta ecc.; o in fine dai sopranomi dettati talvolta dal buon umore delle publiche festività; tali sarebbero Cane, Mosca, Braccio, Cassone, Mastino ecc.
[24]. G. P. Crescenzi, Anfiteat. Romano, nel quale colle memorie dei grandi si riepilogano in parte l'origine et le grandezze dei primi potentati di Europa. Milano 1648. — Di quest'opera si è publicata soltanto la prima parte. L'altra, tuttora inedita, esiste nella biblioteca Belgiojoso. È una disordinata collezione di molte notizie storiche ed altretante favole.
[25]. Il Ritratto di Milano colorito da Carlo Torre. Milano 1715.
[26]. G. P. Crescenzi sudetto.
[27]. Ecco questa iscrizione quale fu copiata da G. Flamma nel libro 7.º delle sue Cronache.
Je Fuy Galdé de Turbigez
Roy des Lombards incoronez
Sur les autres Barones apprexiez
Ce que vos veez ou portez
Por Deo vos prí non me robez.
Sotto la pietra si trovò un avello, entro cui giaceva il cadavere con corona d'oro massiccio tempestata di gemme: aveva allato uno stocco, sul pomo del quale era inciso il seguente distico:
Cet est l'espee de miser Tristant
Un il occist Lamorath d'Yrlant.
[28]. Corio, Hist. di Mil., parte prima fogl. 7.
[29]. Lib. 1, Vicecom., fogl. 16.
[30]. Lib. 10, fogl. 114.
[31]. Crescenzi sudetto.
[32]. Ritratto di Milano.
[33]. Trist. Calc. Hist. Urbis Med.
[34]. Trist. Calch. sud.
[35]. C. Cattaneo. Alcuni scritti, vol. 1, p. 82.
[36]. Sismondi. Storia del Risorgimento, del progresso, del decadimento e della ruina della libertà in Italia. Cap. IV, pag. 110.
[37]. Verri. Storia di Milano, Cap. X.
[38]. Rainaldi ad annum 1341, citato dal Verri.
[39]. Inferno. Canto XIX.
[40]. Purgatorio. Canto XVI.
[41]. C. Balbo. Vita di Dante, Cap. II, lib. II.
[42]. Rosmini, Storia di Milano.
[43]. Sismondi. Storia della libertà in Italia. Cap. VI.
[44]. Machiavelli, Il Principe. Cap. XVII.
[45]. Vedi il Corio e P. Giovio.
[46]. Dante. Purgatorio, Cap. XVI.
[47]. C. Balbo. Vita di Dante.
[48]. Storia del risorgimento, e della ruina della libertà in Italia. Cap. III.
[49]. Vino d'Apuglia assai prelibato e riputatissimo anche presso gli antichi.
[50]. La maggior parte degli storici attribuisce trentadue figli a Barnabò Visconti. — Pompeo Litta nelle sue famiglie celebri italiane ne registra e ne nomina trentatre, tra i quali più della metà bastardi.
[51]. Decreta antiqua pag. 185 (1393).
[52]. Sismondi.
[53]. Stat. Cap. 455.
[54]. La dote stipulata per queste nozze fu di cento mila fiorini d'oro. Verri Istoria di Milano C. XIV. Giulini e Corio all'anno 1365.
[55]. Andrea Gataro, nella storia di Padova publicata dal Muratori, ne racconta come nell'inverno 1363 trovandosi in Roma Francesco vecchio da Carrara, non vedesse un sol cammino in quella città; perchè tutti facevano fuoco nel mezzo della casa sul pavimento, oppure in cassoni pieni di terra.
[56]. G. Flamma. Opus de gest Azon. Vicecom. Muratori Dis. Vol. XXV.
[57]. Quod ostendunt naticas etc.... Vedi il Musso suddetto.
[58]. Dante, Purgatorio, Canto VIII.
[59]. G. Merula Antiq. Vicecomitum lib. 1.
[60]. Ritratto di Milano colorito da Carlo Torre, lib. I.
[61]. Leggasi l'iscrizione seguente che fregiava l'ingresso della Porta Romana, e che Galeazzo II trasportò sul ponte del Ticino a Pavia:
Dic homo qui transis, dum Portae limina tangis:
Roma secunda vale; Regni decus Imperiale,
Urbs veneranda nimis, plenissima rebus opimis;
Te metuunt gentes, tibi flectunt colla Potentes,
Tu bello Thebas, tu sensu vincis Athenas.
[62]. Vedi il Giulini all'anno 1016.
[63]. Vedi il Giulini sudetto all'anno 1262.
[64]. Attestano questo fatto le due strade di S. Giovanni sul Muro, e dei Moriggi (ad muricolos). Vedi il Fumagalli. — Vicende di Milano dopo la distruzione di Federico Barbarossa.
[65]. Galateo di M. Gioja, lib. III.
[66]. El pascuee di gainn, di rest, ecc.
[67]. Giulini all'anno 1268.
[68]. Galateo di M. Gioja, lib. III.
[69]. Giulini all'anno 1223.
[70]. Giusti Proverbj. Illus. VI.
[71]. Galv. Flamma Manip. Flor. Cap. XXV.
[72]. Lacrymas etiamnum marmora manant. Ovid Metam. Lib. VI.
[73]. Contro il furto duravano le leggi della Republica, emanate dal podestà Beno da Gozadino; giusta le quali, il ladro era punito la prima volta colla perdita d'un occhio, la seconda col taglio delle due mani, la terza (era il caso del Seregnino) colla forca. — Statuto di Milano, all'anno 1272.
[74]. Statuto di Milano, dell'anno 1272.
[75]. Giulini, all'anno 1232.
[76]. C. Simonetta. Prefaz. pag. 14.
[77]. Vedi il Corio all'anno 1385.
[78]. Conobbi un pitocco che, al sopravenire dell'inverno, si rendeva colpevole di qualche piccola trasgressione, per essere colto e imprigionato. Nel carcere trovava almeno un tetto ed il pane quotidiano.
[79]. P. Giovio. Vita dei XII Visconti.
[80]. Tali parole furono pronunciate dal vescovo di Novara Pietro di Candia, che poi diventò papa Alessandro V, nella cerimonia solenne celebratasi sulla Piazza di S. Ambrogio, quando Giangaleazzo vestì le insegne ducali.
[81]. P. Giovio. Vita dei XII Visconti. Trad. di Lodovico Domenichi.
[82]. P. Litta. Famiglie celebri italiane. I Visconti. Fascicolo IX, tav. VI.
[83]. P. Litta. Famiglie celebri italiane. — I Visconti.
[84]. Caterina Riario, figlia di Galeazzo Sforza duca di Milano, fece prodigj di valore nella difesa della rocca di Forlì. P. Litta. Famiglie celebri italiane.
[85]. And. Billius. Histor. lib. I. Rer. It. Script. Tomo XIX. Georgii Stellae Ann. Genneus. pag. 1217 R. I. Script. Tomo XVII.
| VOLUME PRIMO | |||
| Pag. | lin. | errata | corrige |
| 92 | 6 | di quello; gli usciva | di quello, gli usciva |
| 114 | 5 | predilettoe | prediletto |
| 173 | 31 | desriveore | descrivere |
| 212 | 30 | barda | barba |
| VOLUME SECONDO | |||
| Pag. | lin. | errata | corrige |
| 18 | 29 | Leprio | Seprio |
| 20 | 25 | Arrigo IV | Arrigo V |
| 143 | 17 | dichiarate | dichiarato |
| 156 | 4 | che | chi |
| 224 | 14 | sobbarcata | sottoposta |
| 260 | 11 | cassina | cascina |
| 280 | 30 | veritieri | veritiere |
| 440 | 11 | le | la |
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni indicate dall'autore a fine volume sono state riportate nel testo.