NOTE:

[1]. Mach, Letture scientifiche. Torino, Bocca, 1900.

[2]. In un foglietto trovato tra le sue carte e che sembra essere la minuta di una lettera all'amico Wolff (professore nel 1886-87 al Conservatorio di Lipsia) sta scritto:

"Il y a entre la musique et les mathématiques un rapprochement que l'on n'a peut-être pas encore remarqué. Si l'on conçoit le domaine général des idées comme étant un système continu, le champ des idées mathématiques n'en forme qu'une très-faible partie; ou, pour mieux dire, elles n'y figurent, à mon avis, que comme les raies de Fraeunhofer dans l'étendue du spectre solaire. Ainsi il y a une gamme mathématique comme il y a une gamme musicale. De ce point de vue, un raisonnement mathématique est comme une suite d'accords tirés de la lyre intellectuelle formée par les raies mathématiques de la pensée humaine, et la découverte d'une branche nouvelle des mathématiques est comparable à celle d'une nouvelle modulation harmonique. Mais tandis qu'on peut très-bien déplacer la gamme musicale sans altérer les rapports harmoniques, on ne peut pas déplacer la gamme mathématique; du moins l'on n'a pas d'exemple, dans l'histoire de la science, que le même théorème se soit presenté, à différentes époques, ou chez différents peuples, dans des tons différents. Les accords mathématiques ont donc une existence absolue, tandis que les accords musicaux n'en ont qu'une relative" (Cremona, o. c.).

[3]. Vedi Nuovi studi sul genio, vol. I: Cardano.

[4]. Möbius, Uber der Anlage zur Mathematik. — Leipzig, 1900.

[5]. C. Lombroso, L'uomo di genio, 6ª ed., parte III.

[6]. Paola Lombroso, Sul problema della felicità. Torino, Fratelli Bocca, 1899.

[7]. Nelli, Vita di Galileo, 1793.

[8]. G. Antonini, I precursori di C. Lombroso. Torino, Bocca, 1899.

[9]. Nuova Antologia. Roma, 1899.

[10]. C. Lombroso, L'uomo di genio. Parte I.

[11]. Binet et Lecler, Annuair de psychologie, vol. III.

[12]. Arago, Œuvres complètes, vol. II, 1854.

[13]. Arago, op. cit., vol. III.

[14]. Vie et correspondance de C. Darwin, pag. 32, 1888.

[15]. D. Guerrazzi, Autobiografia. Firenze, 1900.

[16]. Nelli, Vita di Galileo.

[17]. Starbuck, The psychologie of Religion. London, 1900.

[18].

In femmine In maschi
Dei genitori 23% 32%
dell'ambiente famigliare 30% 52%
di amici e conoscenti 34% 42%
del pastore evangelico 23% 29%
del maestro 9% 6%
di scrittori speciali 17% 17%
della scienza 3% 8%
dell'arte, della musica e della poesia 8% 32%
di libri 10% 15%
di morti — % 13%
di disgrazie — % 2%
di lotte interne — % 9%

[19]. Dallo Starbuck, The phisiology of Religion, 1899.

[20]. Marro, La pubertà, 2a ed. Torino, Frat. Bocca, 1900.

[21]. Starbuck, op. cit.

[22]. Krafft-Ebing, Psicopatici sessuali, pag. 16.

[23]. Magnan, Archive de neuropathologie, 1882, nº 12.

[24]. Archivio di psichiatria, vol. XX, 1900.

[25]. Seinur, Obsessions sexuelles (Archive d'anthropologie criminelle, 15 novembre 1900).

[26]. Per chi volesse una prova quasi sperimentale della precocità del genio, gioverà l'osservazione recente di Richet su Pepito Rodriguez Ariola, di 3 anni, 7 mesi e 7 giorni, nato a Ferrol (Spagna), con la madre buona suonatrice di piano a 8 anni e la nonna materna suonatrice di chitarra a 11 anni; a due anni e mezzo egli suonava a perfezione sul piano un'aria nuova che sua madre aveva suonato pochi giorni prima. Dopo d'allora, anche senza che la madre gli desse lezione, suonava o arie che la madre eseguiva davanti a lui, o altre che inventava. Ne suonò di bellissime, a 3 anni meno qualche giorno, di sua invenzione. L'esecuzione è ingegnosa e si vede che inventa da sè il maneggio delle dita; abile per quanto lo permette la piccola mano, non giunge a fare un'ottava, ma che la rimpiazza con arpeggi tranquillamente eseguiti. Alle volte alza la mano in alto con la più gran serietà, per farla cadere sulla nota giusta. Egli è incerto per mezzo minuto, poi tutto a un tratto, come ispirato, si mette a suonare con agilità e precisione anche pezzi difficilissimi, ma non può suonare che sul suo piano che è primitivo, e non si capisce il perchè.

Più che l'esecuzione, l'armonia è in lui straordinaria e sopratutto mirabile è l'espressione. Qualche volta pare non possa sfogare tutte le idee musicali che fremono in lui. Grande ne è la memoria: ha 20 pezzi a mente, che ha appresi a orecchio. Del resto è ribelle alle lezioni ed anche alle correzioni. Basta, ad insegnargli un'aria, suonarla al piano due o tre volte od anche cantarla, ed egli ricostruisce gli accordi dell'accompagnamento e l'armonia come potrebbe fare un musico di valore.

Nelle arie inventate vi ha un'introduzione, un corpo ed un finale e una varietà e ricchezza di sonorità straordinarie. Non sono esse veramente superiori, ma in mezzo a imperfezioni e fanciullaggini si notano idee, combinazioni di ritmo, passaggi da un ritmo all'altro, cambiamenti di tono, perfino lieti motivi, come dettasse un musico. Anche supponendo che 1000 giovani diciottenni ignari di musica passino sei mesi a non fare altra cosa che studiare il piano, non riescirebbero, nell'esecuzione e nell'invenzione, all'altezza di Pepito (C. Richet, Un caso notevole di precocità. Revue scientifique, 6 octobre 1900.).

Egli ha statura e peso della sua età, è bello, ha occhi neri e vivi, l'intelligenza non è superiore a quella dei coetanei, ha i gusti, i giuochi, il parlare dei bimbi di 3 anni e mezzo, docile, con memoria eccellente, ma non al disopra della media; non sa leggere, non ha talento pel disegno, ma si compiace — egli dice — a scrivere arie musicali. La scrittura non ha alcun senso; tuttavia egli finge di leggere e suona davvero.

[27]. D. E. Duché, Precocité intellectuelle. Étude sur le génie. Paris, Jouve, 1890.

[28]. Lombroso e Ferrero, La donna delinquente. Torino, 1898.

[29]. Victor Hugo, Vie par Mabillaud, 1892.

[30]. Renda, L'ideazione geniale. Torino, Bocca, 1899.

[31]. Vedi Appendice al capitolo X in fine del volume.

[32]. Sergi, Gli uomini di genio (Nuova Antologia, 1º febbraio 1900); Idem, The Monist, 1895-96; Renda, Comte e l'ideazione geniale. Torino, Frat. Bocca, 1900.

[33]. Prof. Pasquale Turiello, Un problema psichico storico, Napoli, 1901.

[34]. H. Journal American Medical, 1890.

[35]. Lo stesso equivoco prese l'illustre prof. Leonardo Bianchi quando formulava contro la mia teoria (dell'epilessia geniale) l'obiezione grave: non aver mai osservato ingegni grandi negli epilettici. Ora, la cosa è verissima quando si tratta di epilessia motoria, anche mutatasi poi in epilessia maniaca, non quando si tratta della vera epilessia psichica, che consiste sopratutto in pazzia morale con qualche rarissimo accesso motorio e, più spesso, vertiginoso, come accade nei pazzi morali e nei genî più noti.

È la stessa cosa che può notarsi nell'isterìa in rapporto alla santità e all'ipnotismo; a Torino, dove l'isterìa colpisce sopratutto gli organi del moto e assai poco i centri nervosi superiori, è rarissimo di vedere quei fenomeni di genialità, di santità e, sopratutto, di suggestione ipnotica e di mediumismo che colpisce le isteriche psichiche, specialmente quelle che, avendo un maggior sviluppo dei centri psichici, offrono in queste i fenomeni più meravigliosi dell'intossicazione (chiamiamola così) isterica.

[36]. Vedi C. Lombroso, L'uomo delinquente, 5ª ediz., vol. II, parte II.

[37]. Veretz, Distrazioni di Meissonnier, nella Contemp. Review, 1899.

[38]. Bellezza, op. cit. — Vedi pure il vol. I.

[39]. Mandelli, Distrazioni di Ponchielli. Cremona, 1899.

[40]. F. Pietro-Paolo, Pensiero contemporaneo, 1899.

[41]. Saint-Paul, Essais sur le langage intérieur, 1898.

[42]. Paola Lombroso, Vita moderna, 1893.

[43]. Sand, Histoire de ma vie.

[44]. Mach, op. cit.

[45]. Antonio Renda, L'ideazione geniale. Torino, Fratelli Bocca, 1900.

[46]. Mach, Wissenschaft Vorlesungen. Wien, 1896.

[47]. Féré, Société de biologie, 1899.

[48]. Pitres et Regis, Séméiologie des obsessions (Congrès de Moscou), vol. IV, 1899; Freud, Obsessions et fobies, 1895; Magnan, L'obsession criminelle, 1892; Westphal, Uber Zwangvorstellungen, 1878; Buccola, Idee fisse. Reggio-Emilia, 1880; Tamburini, Follìa del dubbio ed idee fisse. Reggio-Emilia, 1883; Wille, Zur Lehre der Zwangvorstellungen (Archive de psychiatrie, 1881); Shaw, Un caso di misofobìa, 1880; Segrèra, Idee fisse, 1880.

[49]. Wille, op. cit.

[50]. Rubinowic, Obsessions. New-York, 1893.

[51]. Westphal, Uber Zwang vorstellungen, 1878.

[52]. Buccola, op. cit.

[53]. Magnan, op. cit.

[54]. Vallon et Marie, Réflexions sur les obsessions (Congresso di Mosca), vol. IV, 1899.

[55]. C. Lombroso, L'uomo delinquente, 5ª ediz., vol. II, parte I e II.

[56]. Vaschide e Vurpas, Revue scientifique, août 1901.

[57]. Reymond, Épilepties psychiques, 1901.

[58]. C. Lombroso, L'uomo di genio, parte II.

[59]. Vedi vol. I.

[60]. Vedi Tasso in Genio e degenerazione di C. Lombroso; Vedi vol. I di quest'opera su Cardano, Manzoni, ecc.

[61]. Havelock-Ellis, Ninetenth Century. N.-York, 1898.

[62]. Talbott, The Humanitarian, 1898.

[63]. Vedi capitolo XV.

[64]. Vedi nell'Uomo di genio di C. Lombroso, 5ª ediz., l'Appendice sull'equazione personale.

[65]. A. Graf, Foscolo, Manzoni, Leopardi, 1898.

[66]. Vedi C. Lombroso L'uomo delinquente, vol. II: Epilessia.

[67]. Grandis, Arch. di psich. e antrop. crim. Torino, 1898.

[68]. Vogt, Archive de la Société de biologie, 1899; Mendel, Nevrol. Centralblatt, 1900.

[69]. L. Bianchi, Ann. di neuropatol., 1899; Id. 1900, III.

[70]. Monakow, nel Compte rendu du Congrès medical international de Paris, 1900.

[71]. Leggiadri-Laura, Rivista di biologia. Como, 1899.

[72]. A. Mochi, Archivio di antropologia. Firenze, 1898; Idem, Arch. di psich., antropol. crimin., ecc. Torino, 1898.

[73]. Si veda lo studio fatto da G. Favaro nell'Archivio di psichiatria, vol. XXII, fasc. III, 1901.

[74]. Papillaud, Essai d'étude anthropologique sur Victor Hugo (Revue de psichiatrie, 1898).

[75]. Thulié, Sur l'autopsie de Louis Assoline, membre de la Société d'anthropologie (Bulletin de la Société d'anthropologie, 1878, pagg. 161-67).

[76]. Revue d'anthropologie, 1876, pag. 74.

[77]. Bulletin de la Société d'anthropologie, 1885, pag. 322.

[78]. Chudzinski e Mathias Duval, Description morphologique au cerveaux de Gambetta (Bulletin de la Société d'anthropologie, 1886, pagg. 129-152); M. Duval, Les poids de l'encéphale de Gambetta, (loco cit., pagg. 399-416); Laborde, Leon Gambetta. Paris, Schleicher, 1898. — A tutti questi lavori si aggiungano i bellissimi Dati anatomici su uomini eminenti di Francia, del dott. Portigliotti, nell'Archivio di psichiatria, antropologia, ecc., 1901, pag. 441.

[79]. Hervé, La circonvolution de Broca; étude de morphologie cérébrale. Paris, 1888.

[80]. Chudzinski e Manouvrier, Étude sur le cerveaux de Bertillon (Bulletin de la Société d'anthropologie, 1887, pagg. 558-591.)

[81]. Manouvrier, loc. cit.; Idem, Étude comparative des cerveaux de Gambetta et de Bertillon (Revue philosophique, 1887).

[82]. Bulletin de la Société d'anthropologie, 1892.

[83]. Sergi e Portigliotti, Archivio di psichiatria, antropologia, ecc., vol. XXII, fasc. III, pag. 457.

[84]. Edward Anthony Spitzka, A preliminary communication of a study of the brains of two distinguished physicians, father and son (Da, The Philadelphia Medical Journal, 6 aprile 1901).

[85]. Queste cifre si ottengono considerando equivalente a 100 la lunghezza del bordo dorsale emicerebrale, secondo il metodo di Cunningham. L'indice occipitale è normalmente circa 20,8 per gli uomini adulti e 21,7 per le donne, e cresce, scendendo la scala zoologica: orango 23,2; chimpanzè 24,2; amadriade 29,5; cinocefalo 29,7; mangaby 30,5; macaco 31; cercopiteco 32,9; cebo 33,1. Dunque un indice piccolo è segno di superiorità.

[86]. Fenomeno trovato da Cunningham soltanto quattro volte su 62 mezzi cervelli, una volta a destra, una a sinistra ed una volta da ambe le parti. È segno di superiorità, secondo Mickle (Journal of Mental Science, January 1897).

[87]. Edward Anthony Spitzka, The redundancy of the preinsula in the brains of distinguished educated men (The Medical Record. New-York, 15 giugno 1901).

[88]. Ranke, Das Gehirn der Matematiker Sonia Kowalewscky (Biologische Untersuchungen), settembre 1900.

[89]. Edinger cita a tale riguardo Rubinstein e Cuvier, entrambi i quali dovevano essere stati idrocefalici, il primo com'era rilevabile dalle forme del cranio, il secondo per autentiche relazioni.

Di uomini celebri, dalla fronte larga e sporgente, presentavano in circonferenza cranica: Giovanni Müller 614 mm.; Riccardo Wagner 600 mm.; Bismarck 590 mm. (misura del cappello); ma altri, al contrario, assai meno. Per es., Argelander 555 mm., Napoleone I 564 mm., Darwin 563, Schwan 565 mm.

[90]. Hansemann, Uber das Gehirn von Helmoltz. Leipzig, 1899.

[91]. Sperino, Descrizione morfologica del cervello di Giacomini. Torino, Giornale dell'Accademia di Medicina, 1900.

[92]. Edinger, Lezioni sulla struttura di centri nervosi (trad. Bottazzi), 1890.

[93]. Bersano, Per la storia della teoria sui rapporti fra genio e pazzia (Archivio di psichiatria ed antropologia criminale, vol. XXI, fasc. IV).

[94]. Cicerone, De divinatione, I, 37.

[95]. Aristotele, De divinatione per somnium, cap. II.

[96]. "Aristoteles quidem eos etiam qui valetudinis vitio furerunt, et melancholici dicerentur, censebat habere aliquid in animis præsagiens atque divinum. Ego autem haud scio an nec cardiacis hoc tribuendum sit nec phreneticis: animi enim integri, non vitiosi corporis, est divinatio".

È la stessa obbiezione che ci muoveva Mantegazza, sostituendo solo i cardiaci ai gottosi. — Vedi Lombroso, Genio e degenerazione. Palermo, Sandron, 1898.

[97]. "Come più tardi l'epilessia fu considerata come una ossessione diabolica, guaribile con esorcismi e preghiere, così il nome di malattia sacra presso i Greci sorse probabilmente dalla credenza popolare, rafforzata dai sacerdoti, che l'epilessia fosse una malattia, che si sottraesse alla medicina comune, mandata dagli Dei e da loro solo guarita. Contro tali imposture sacerdotali si scagliò energicamente Ippocrate, rivendicando tale malattia allo studio della scienza e sostenendo che essa non è per nulla più soprannaturale delle altre malattie. Bella è per contro la posizione assunta da Aristotele in tale dibattito: per lui l'epilessia è pur sempre una malattia umana, santa però, poichè l'ebbe Eracle, il purificatore della Grecia, e gran parte dei genî religiosi ellenici" (Bersano, opera e loco citati).

[98]. Omero, Iliade, VI, 200.

[99]. Aristotele, Problemata, sect. XXX, 1.

[100]. Arturo Bersano, Pazzia, genio e delinquenza nella filosofia platonica (Appunti). Torino, E. Loescher, 1899.

[101]. Apol., 22, A. C. Ione, nº 33.

[102]. "Negat enim sine furore Democritus quemquam poëtam magnum esse posse. Quod idem dicit Plato, quem, si placet, appellet furorem, dummodo is furor ita laudetur at in Phaedro Platonis laudatus est".

[103]. Luciano, Demosth., encom., II, pag. 687.

[104]. Seneca, De tranq., cap. 15.

[105]. Quasi con le stesse parole di Platone sentenzia dell'artista il Durand (Nouvelles recherches sur l'esthétique et la morale, pag. 107. Paris, Alean, 1900): "Loin d'avoir à lui tenir compte de son habileté a rendre le poison agréable, a rendre le mal attrayant, la société devrait, au contraire, mesurer sa responsabilité a son talent, et ne voir en lui qu'un malfaiteur d'autant plus dangereux qu'il est plus habile".

[106]. A. Clemente, Strom., VI, 827.

[107].

"Ingenium misera quia fortunatius arte

Credit et excludit sanos Helicone poëtas

Democritus; bona pars non ungues ponere curat

Non barbam, secreta petit loca, balnea vitat.

Nanciscetur enim pretium momenque poëtæ,

Si tribus Anticyris caput insanabile nunquam

Tonsori Licino commiserit. O ego lævus

Qui purgor bilem sub verni temporis horam!

Non alius faceret meliora poëmata...".

(Orazio, Ep., 2, 3, 295).

[108]. Lutoslawski, Plato's Logic. London, 1897.

[109]. A. Bersano, Per la storia dei rapporti tra genio e pazzia (Archivio di psichiatria ed antropologia criminale, vol. XXI, fascicoli IV e V).

[110]. Zionistische Rundschau, gennaio 1899; Lombroso's Theorie in Judische Schriften.

[111]. G. B. Belli, Ragionamento V.

[112]. Valerio Da Pos, Poesie. Belluno, Cavezzano. — Da un articolo del dott. Alpago Novelli nel mio Archivio di psichiatria, ecc. Torino, 1899.

[113]. Dal Guido Marpillero, Francesco Saverio Quadrio e l'uomo di genio. Pavia, 1900.

[114]. Idem, ibidem.

[115]. Idem, ibidem.

[116]. Guido Marpillero, op, cit.

[117]. Berbrugger, Le Maroc et ses tribus (trad.), pag. 31. Bruxelles, 1844.

[118]. Bartels, Die Medizin der Naturvolkers, 1893.

[119]. Beck, Allgmeine Schilder, des Otkom. Reiches, p. 177.

[120]. Idem, ibidem, pag. 529, II.

[121]. Dubois, Descript. of the Caract., pag. 360.

[122]. Pfeiffer, Reise, cap. VII.

[123]. Modigliani, Un viaggio a Nias, 1890.

[124]. Medhurst, China State and Prospect., pagina 75. Londra, 1838.

[125]. Bulletin de la Société d'anthropologie, 1865.

[126]. Cook, Voy. Pacif., II, pag. 19.

[127]. Rienzi, Oceania, VI, pag. 289.

[128]. Idem, ibidem.

[129]. Fraser Magazin, 1866.

[130]. Schoolcraft, op. cit., t. IV, pag. 49.

[131]. Müller, Geschichte der Amerikanischen Ur-religion, pag. 90. Basel, 1855.

[132]. D'Orbigny, Homme américain, II, pag. 92.

[133]. Max Bartels, Die Medizin der Naturwolkers. — Leipzig, 1893. — Devo la notizia di questo prezioso libro all'egregio collega prof. Giacosa.

[134]. Idem, ibidem.

[135]. J. G. Kiernan, Alienist and Neurologist, january 1898.

[136]. Bartels, op. cit.

[137]. Idem, ibidem.

[138]. Réclus, Les primitifs, pag. 83.

[139]. Bartels, op. cit.

[140]. Bartels, op. cit.

[141]. Alexandre Bellemare, Sociétés sécrètes de l'Algérie. Paris, nov. 1858. — Bebrugger: Medjudibim, 1857.

[142]. Nouv. Ann. des voyages, juillet, 1857.

[143]. Layard, Niniveh, II, 70.

[144]. Journ. Of. Sacr. Lit., II, pag. 65, 1849; As. Resear., t. XVI, pag. 33.

[145]. Clot-Bey, Aperçu général de l'Égypte, tome II. Bruxelles, 1840.

[146]. C. Lombroso, L'uomo delinquente, vol. II.

[147]. Justinus, op. cit.

[148]. Mach, Wisschafell Vorlesungen. Wien, 1896.

[149]. Revues des Revues, septembre 1901.

[150]. Bechterew, Neurologische Central Blatt, 1898.

[151]. Mendel, Neurologische Central Blatt, 1898.

[152]. Œuvres de Louis Duchosal: Le livre de Thulé. Lausanne, Payot, 1891; La forêt enchantée. Genève, Eggimann, 1892; Le rameau d'or, édition plus complète du même ouvrage, même librairie, 1894; Le guet, drame en un acte. Genève, Stopelmohr, 1890; Marquise, vos beaux yeux me font mourir d'amour, comédie en un acte, id.; La petite fleur bleu. Lausanne, Nazol, 1895; Polichinelle et C.ie. Pages littéraires. Genève, 1897. — V. les articles des Mm. G. Vallette (La Suisse, 2 mars 1901); L. Debarge (Semaine littéraire, 9 mars 1901); P. Leippel (Journal de Genève, 11 et 18 mars 1901); Ph. Monnier (Gazette de Lausanne, 16 mars 1901), etc.

[153]. De Cesare, La fine di un regno, parte II, pagg. 109 e 110. Città di Castello, 1900.

[154]. L'ampiezza della bocca è frequente nei deficienti ed è certamente segno di sviluppo incompleto, sebbene manchi uno studio esauriente a tale riguardo. I difetti di estetica sono già un primo indizio della degenerazione somatica. Cfr. Giuffrida-Ruggeri, Sulla dignità morfologica dei segni detti degenerativi, negli Atti della Società Romana di antropologia, vol. IV.

[155]. Dall'inchiesta di Gabardi.

[156]. Vedi Tavola III — Cardiopneumogramma col cardiografo di Marey: — A. — B tracciato normale; B —> C dilata la pupilla; dopo C la pupilla e la curva tornano normali; D —> E dilata la pupilla; dopo E torna normale.

[157]. Il prof. I. R. Tarchanoff, Ueber die Willkürliche Acceleration der Herzschloge Beim Menschem (Plügers Archiv., vol. XXXV, pag. 109, anno 1885), ha visto in uno studente in medicina un'accelerazione ed un rallentamento dei battiti del cuore e della pressione.

Polso. Pressione.
Tranquillità, 15" 18 122
" " 17 125
" " 18 122
Accelerazione volontaria " 20 132
" " 21 135
" " 23 138

[158]. Treves, Congrès d'anthropologie criminelle, 1902, pag. 389; Arch. di psich., ecc., vol. XXII, fasc. 2º, 1902.

[159]. Vedi Ribot, Les maladies de la volonté, 15ª ediz., pag. 27, 1901.

[160]. Idem, ibidem.

[161]. Ricordi e studi artistici di Adelaide Ristori. Torino, Roux e C., 1888.

[162]. Allg. Zeitschr. f. Psychiat., 1902, 58, 6.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.