a. 1216

L'anno 1216 morì Papa Innocenzo III presso Perugia in Luglio, ed è sepolto nella chiesa episcopale. Al suo tempo fiorì rigogliosa la Chiesa, e tenne supremazia sull'Impero romano, e sopra i Re ed i Principi di tutta la terra. Ma l'Imperatore Federico, da lui esaltato e chiamato figlio della Chiesa, fu uomo pestifero, maledetto, scismatico, eretico, epicureo, coruttore di tutto il mondo, perchè seminò nelle città italiane tanto seme di divisione e di discordia, che dura tuttora; sicchè i figli, riguardo a' padri loro, possono ripetere il lamento profetico di Ezechiele 18.º: I padri hanno mangiato l'agresto, ed i denti de' figliuoli ne sono allegati. E parimente Geremia nell'ultimo de' treni: I nostri padri hanno peccato, e non sono più: noi abbiam portate le loro iniquità. Quindi pare verificata in Federico la profezia dell'abbate Gioacchino[5] all'Imperatore Enrico padre di lui, che si lamentava di suo figlio quand'era ancor giovinetto: Il figlio tuo sarà perverso, gli disse: iniquo sarà il figlio tuo ed erede, o principe. Perocchè, diventato padrone, metterà sossopra il mondo, e calpesterà i santi dell'altissimo. Perciò si attaglia benissimo a Federico ciò che il signore per bocca di Isaia 10.º disse di Assur, ossia di Senacheribbo: Penserà nel cuor suo di distruggere e di sterminare genti non poche. Tutte queste cose si avverarono in Federico, come abbiamo veduto noi cogli occhi nostri, noi, che, ora che scriviamo, siamo nel giorno che è vigilia della Maddalena del 1283. Tuttavia si può scusare Papa Innocenzo di aver deposto Ottone ed esaltato Federico, perchè lo fece con buona intenzione, secondo il detto del salmo: l'uno umilia, l'altro esalta. E nota che Innocenzo.... fu uomo generoso e mag.... dis. Perocchè una volta accostò a sè stesso stesa pel lungo la tunica inconsutile del signore per misurarla coll'altezza della propria persona, e gli parve che Gesù Cristo fosse di piccola statura; ma poi vestitosene, si trovò più piccolo di lui. E perciò gli entrò nell'animo una reverenza, che lo mosse a venerarla come era conveniente. Così quando predicava al popolo soleva tenersi sempre dinanzi il libro aperto. E quando i cappellani gli domandavano come mai un uomo, quale egli era, sapiente e letterato facesse tal cosa, rispondeva: Lo faccio per voi, per dare esempio a voi, che siete ignoranti e avete rossore di studiare. Ad Innocenzo successe Onorio III.

L'anno 1216, millesimo già sunnotato, milizie e arcieri andarono in aiuto de' Bolognesi attorno a S. Arcangelo[6] contro quei di Rimini, e posero assedio a quel castello, e vi stettero lungo tempo, tanto che fu poi fatta la pace; e tutti quelli di Cesena, che erano nelle carceri di quei di Rimini, ed erano settecento, furono prosciolti. Cadde quell'inverno grandissima quantità di neve, e fece freddo intenso, sicchè ne furono distrutte le vigne, e il Po gelò e su quel ghiaccio le donne menavano le danze; e i cavalieri facevano correndo loro torneamenti; e i campagnuoli passavano il Po co' loro carri, barocci e treggie. Così durò due mesi. E allora lo staio del frumento si vendeva nove di quegli imperiali che erano in corso e lo staio della spelta quattro imperiali. E la Regina, moglie di Federico Imperatore, figlio del fu Imperatore Enrico, passò per Reggio di ritorno dalle Puglie, e in viaggio per raggiungere suo marito in Germania. E il Comune di Reggio le fece le spese per tutto il tempo della sua sosta in città.