CXV. — SUL CONCETTO DEL NULLA.
Il minore punto naturale è maggiore di tutti i punti matematici, e questo si pruova perchè il punto naturale è quantità continua, e ogni continuo è divisibile in infinito, e il punto matematico è indivisibile, perchè non è quantità.
Ogni quantità continua intellettualmente è divisibile in infinito.
Infra le grandezze delle cose, che sono infra noi, l’essere del Nulla tiene il principato, e ’l suo offizio s’estende infra le cose, che non hanno l’essere, e la sua essenza risiede appresso del tempo, infra ’l preterito e ’l futuro — e nulla possiede del presente.
Questo Nulla ha la sua parte eguale al tutto e ’l tutto alla parte e ’l divisibile allo indivisibile, e tal somma produce nella sua partizione come nella multiplicazione e nel suo sommare quanto nel sottrarre, come si dimostra appresso delli aritmetici dello suo decimo carattere, che rappresenta esso Nulla [lo zero]. E la podestà sua non si estende infra le cose di natura.
[Quello che è detto Niente si ritrova solo nel tempo e nelle parole: nel tempo si trova infra ’l preterito e ’l futuro, e nulla ritiene del presente, e così, infra le parole, delle cose che si dicono, che non sono o che sono impossibili.]
Appresso del tempo il Nulla risiede infra ’l preterito e ’l futuro, e niente possiede del presente, e apresso di natura e’ s’accompagna infra le cose impossibili. Onde per quel ch’è detto e’ non ha l’essere, imperò che, dove fusse il nulla, sarebbe dato il vacuo.