III. — LA PITTURA È SCIENZA UNIVERSALE.
Quella scienza è più utile, della quale il suo frutto è più comunicabile [universalmente inteso], e così, per contrario, è meno utile ch’è meno comunicabile.
La Pittura ha il suo fine comunicabile a tutte le generazioni dell’universo, perchè il suo fine è subbietto della virtù visiva, e non passa per l’orecchio al senso comune, col medesimo modo che vi passa per il vedere.
Dunque questa non ha bisogno d’interpreti di diverse lingue, come hanno le lettere, e sùbito ha saddisfatto all’umana spezie, non altrementi che si facciano le cose prodotte dalla natura. E non che alla spezie umana, ma agli altri animali: come si è manifestato in una pittura, imitata da uno padre di famiglia, alla quale facean carezze li piccioli figliuoli, che ancora erano nelle fasce, e similmente il cane e gatta della medesima casa, ch’era cosa meravigliosa a considerare tale spettacolo.