IX. — SE LO SPIRITO TIENE CORPO INFRA LI ELEMENTI.
Abbiam provato, come lo spirito non può per sè stare infra li elementi, sanza corpo, nè per sè si può movere, per moto volontario, se non è allo in su. Ma al presente diremo, come, pigliando corpo d’aria tale spirito, è necessario che s’infonda infra essa aria, perchè s’elli stesse unito, e’ sarebbe separato, e caderebbe alla generazion del vacuo, come di sopra è detto. Adunque è necessario che, a volere restare infra l’aria, che esso s’infonda in una quantità d’aria, e, se si mista [si mescola, si unisce] coll’aria, elli seguita due inconvenienti, cioè, che elli levifica [rende leggera] quella quantità dell’aria, dove esso si mista, per la qual cosa l’aria levificata per sè vola in alto, e non resta infra l’aria più grossa di lei; e oltre a questo tal virtù spirituale sparsa si disunisce, e altera sua natura, per la qual cosa esso manca della prima virtù.
Aggiugnesi un terzo inconveniente, e questo è, che tal corpo d’aria, preso dallo spirito, è sottoposto alla penetrazion dei venti, li quali al continuo disuniscono e stracciano le parti unite dell’aria, quelle rivolgendo e raggirando infra l’altra aria. Adunque lo spirito in tale aria infuso, sarebbe smembrato, o vero sbranato e rotto, insieme collo sbranamento dell’aria, nella qual s’infuse.