LE PROFEZIE E LE FACEZIE.

LE PROFEZIE.

[Pag. 349.] Le profezie degli animali razionali. — Profezia. I. 63 r. e v. — [350.] De’ fanciulli che stanno legati nelle fascie. C. A. 143 r. — [351.] De’ putti che tettano. I. 67 r. — Il dormire sopra le piume dell’uccelli. R. 1297. — Dello scriver lettere da un paese a un altro. C. A. 362 r. — Delle putte maritate. I. 64 r. — Delle dote delle fanciulle. C. A. 362 v. — [352.] Dello spegnere il lume a chi va a letto. C. A. 362 r. — Del sognare. C. A. 362 r. — Ancora del sognare. C. A. 145 r. — [353.] Dell’ombra che si move coll’uomo. C. A. 362 r. — Dell’ombra che fa l’omo di notte col lume. K. 50 v. — Dell’ombra del sole e dello specchiarsi nell’acqua in un medesimo tempo. C. A. 362 r. — [354.] Delle lingue de’ diversi popoli. I. 64 v. — De’ soldati a cavallo. C. A. 362 r. — De’ segatori. C. A. 362 v. — De’ zappatori. I. 64 r. — [355.] Del seminare. — Le terre lavorate. C. A. 362 r. — I calzolari. R. 1312. — Del segare delle erbe. R. 1311. — Del grano e altre semenze. R. 1310. — [356.] Del battere il grano. I. 65 r. — De’ giocatori. I. 64 v. — Del suono della piva. I. 65 r. — De’ dadi. I. 65. r. — De’ battuti e scoreggiati. C. A. 362 r. — [357.] Le lingue de’ porci e vitelli nelle budelle. C. A. 362 r. — De’ villani in camicia che lavorano. — De’ barbieri. R. 1290.

[Pag. 357.] Le profezie degli animali irrazionali. — Tiran le bombarde. R. 1297. — De’ buoi che si mangiano. C. A. 362 r. — [358.] Delli asini bastonati. C. A. 143 r. — Delli asini. C. A. 362 r. — Delle campanelle de’ muli che stanno presso ai loro orecchi. C. A. 362 r. — De’ muli che portano le ricche some dell’argento e oro. L. 91 r. — [359.] De’ capretti. R. 1313. — Delle pecore, vacche, capre e simili. C. A. 143 r. — Delle gatte che mangiano i topi. C. A. 143 r. — Le api che fanno la cera delle candele. R. 1297. — Dell’api. C. A. 143 r. — [360.] Delle formiche. C. A. 143 r. — Delle mosche e altri insetti. I. 64 r. — Delle civette o gufi con che s’uccella alla pania. C. A. 162 r. — Delle biscie portate dalle cicogne. C. A. 127 v. — [361.] I pesci lessi. C. A. 362 r. — De’ pesci che si mangiano non nati. C. A. 362 r. — De’ nicchi e chiocciole che sono ributtate dal mare, che marciscono dentro ai lor gusci. I. 67 r. — Dell’ova che sendo mangiate non possono fare i pulcini. C. A. 362 v. — Delle taccole e stornelli. G. 76 r. — [362.] Delle api. R. 1329.

[Pag. 362.] Le profezie delle piante. — Delle noci e ulive e ghiande e castagne e simili. C. A. 143 v. — De’ noci battuti. I. 65. v. — [363.] L’ulive che cadono dagli ulivi dannoci olio che fa lume. C. A. 362 r. — De’ legnami che bruciano. C. A. 362 r. — Degli alberi che nutriscono i nesti. R. 1310.

[Pag. 363.] Le profezie delle cose materiali. — I. Della sola delle scarpe che son di bue. C. A. 362 r. — [364.] De’ crivelli fatti di pelle d’animali. C. A. 362 r. — Delle lanterne. F. 64 v. — Delle medesime. C. A. 362 r. — Delle maniche de’ coltelli fatte di corna di castrone. C. A. 362 r. — Delli archi fatti colli corni de’ buoi. C. A. 362 v. — [365.] Delle piume ne’ letti. C. A. 362 r. — Del pettine nel telaio. F. 65 r. — Il filatoio da seta. C. A. 362 r. — Del lino che fa la cura delle genti. C. A. 362 r. — Del manico della scure. F. 64 v. — [366.] Il bastone ch’è morto. C. A. 362 r. — De’ lacciuoli e trappole. C. A. 362 r. — Del moto dell’acque che portano i legnami che son morti. C. A. 362 r. — Dei carri e navi. I. 66 r. — Delle casse che riserrano molti tesori. C. A. 362 r. — [367.] Del navigare. C. A. 362 v. — Del navigare. C. A. 362 v. — De’ navili che annegano. C. A. 362 r. — Li animali che van sopra le terre andando in zoccolo. C. A. 362 r. — [368.] Delle baghe. R. 1317. — Del parasole.

[Pag. 368.] II. De’ sassi convertiti in calcina de’ quali si murano le prigioni. I. 66 v. — Dello specchiare le mura delle città nell’acqua de’ lor fossi. C. A. 362 r. — Dei forni. I. 66 r. — [369.] Ancora dei forni. I. 66 r. — Del mettere e trarre il pane dalla bocca del forno. C. A. 362 r. — Delle fornaci di mattoni e calcina. C. A. 362 r. — Delle armi da offendere. I. 64 v. — Il ferro uscito di sotto terra è morto, e se ne fa l’arme che ha morti tanti uomini. R. 1297. — [370.] Delle spade e lance che per sè mai nuocono a nessuno. C. A. 362 r. — Delle stelle degli sproni. C. A. 362 r. — Del fuoco delle bombarde. R. 1297. — Delle bombarde ch’escan della fossa e della forma. C. A. 197 v. — [371.] La pietra del fucile, che fa foco che consuma tutte le some delle legne, con che si disfan le selve; e cuocerassi con esse la carne delle bestie. R. 1297. — Dell’esca. C. A. 362 r. — De’ metalli. C. A. 362 r. — [372.] De’ danari e oro. C. A. 36 r.

[Pag. 372.] Le profezie delle cerimonie. — De’ morti che si vanno a sotterrare. C. A. 362 v. — De li uffizi funerali e processioni e lumi e campane e compagnia. C. A. 143 v. — [373.] Del dì de’ morti. C. A. 362 v. — Del pianto fatto il venerdì santo. C. A. 362 r. — De’ cristiani. C. A. 145 r. — Del turibolo dell’incenso. R. 1310. — De’ preti che dicono messa. C. A. 362 v. — De’ preti che tengono l’ostia in corpo. I. 65 v. — [374.] De’ frati confessori. C. A. 362 v. — Delle pitture de’ santi adorate. C. A. 362 r. — Delle scolture. I. 65 v. — De’ crocefissi venduti. I. 66 v. — Della religione de’ frati che vivono per li loro santi, morti per assai tempo! I. 66 v. — [375.] Del vendere il Paradiso. C. A. 362 v. — De’ frati che spendendo parole ricevono di gran ricchezze, e danno il Paradiso. C. A. 362 r. — Delle chiese e abitazion de’ frati.

[Pag. 376.] Le profezie dei costumi. — Dello sgomberare l’Ognissanti. C. A. 362 v. — Delli omini che dorman nell’asse d’albero. C. A. 145 r. — Del battere il letto per rifarlo. C. A. 362 r. — I medici che vivono de’ malati. I. 66. v. — [377.] Del comune. C. A. 36 r. — Profezia. G. 14 v.

[Pag. 377.] Le profezie de’ casi che non possono stare in natura. — Della fossa. C. A. 362 r. — Del peso posto sul piumaccio. C. A. 362 r. — [378.] Del pigliare de’ pidocchi. C. A. 362 r. — Dell’attignere l’acqua con due secchie a una sola corda. C. A. 362 r.

[Pag. 378.] Le profezie delle cose filosofiche. — Dell’avaro. C. A. 362 r. — [379.] Delli uomini che quanto più invecchiano più si fanno avari, chè avendosi a star poco dovrebbero farsi liberali. C. A. 362 r. — Del desiderio di ricchezza. I. 64 v. — Delle cose che si mangiano, che prima s’uccidono. C. A. 362 r. — Della bocca dell’omo ch’è sepoltura. I. 65 v. — Del cibo stato animato. C. A. 145 r. — [380.] Della vita delli omini che ogni anno si mutano carne. R. 1311. — Della crudeltà dell’omo. C. A. 362 v. — [381.] Della lettura de’ buoni libri. I. 64 r. — De’ libri che insegnano precetti. C. A 362 r. — Della fuma. I. 64 v. — Delle pelli delli animali che tengono il senso del tatto, che v’è sulle scritture. I. 64 v. — [382.] Della storia. I. 65 v. — In ogni punto della terra si può fare divisione de’ due emisperi. C. A. 362 r. — In ogni punto è divisione da oriente a occidente. C. A. 362 r. — Degli emisperi, che sono infiniti e da infinite linee son divisi, in modo che sempre ciascuno omo n’ha una d’esse linee infra l’un de’ piedi e l’altro. C. A. 362 v. — [383.] Delle nuvole. R. 1297. — La neve che fiocca, che è acqua. R. 1297. — La palla della neve rotolando sopra la neve. R. 1297. — Delle pioggie, che fanno che i fiumi intorbidati portan via le terre. C. A. 362 r. — [384.] Questo sono li fiumi, che portano la terre da loro levate dalle montagne, e le scaricano ai marini liti; e dove entra la terra si fugge il mare. R. 1297. — Dell’acqua, che corre torbida e mista con terra, e della polvere e nebbia mista coll’aria, e del foco misto col suo e altri con ciascuno. C. A. 362 r. — Il vento d’oriente che scorrerà in ponente. R. 1297. — [385.] Della notte che non si conosce alcun colore. C. A. 362 r. — Del foco. C. A. 362 r. — Lo specchio cavo accende il foco col quale si scalda il forno, che ha il fondo, che sta sotto il suo cielo. R. 1297. — Traccia. R. 1297. — [386.] Dei pianeti. I. 66 r. — Del consiglio. C. A. 36 r. — Della paura della povertà. C. A. 36 r. — Della bugia. I. 39 v.

LE FACEZIE.

[Pag. 387.] Di un frate ad un mercante. C. A. 147 v. — [389.] Di un pittore ad un prete. C. A. 117 r. — Motto di un artigiano ad un signore. R. 1283. — [390.] Bella risposta ad un pitagoreo. M. 58 v. — Risposta di un pittore. M. 58 v. — [391.] Un amico ad un maldicente. C. A. 300 v. — Detto di un infermo. R. 1290. — [392.] Detto di un dormiglione. R. 1292. — Arguzia. F. cop. v. — Risposta ad un motto. C. A. 12 r. — [393.] Facezia ad un vantatore. C. A. 75 v. — Risposta ad un motto. C. A. 75 v. — [394.] La stessa. C. A. 75 v. — Motto. C. A. 75 v. — Facezia di un prete. C. A. 75 v. — [395.] Facezia. C. 19 v. — Motto arguto. — [396.] Motto detto da un giovane ad un vecchio. T. 8 r. — Facezia. H. 37 r.

[ INDICE]

Prefazione [Pag. V]
Tavola delle sigle [LXIII]
Le favole [1]
Le allegorie [29]
I pensieri [63]
Pensieri sulla scienza [65]
Pensieri sulla natura [111]
Pensieri sulla morale [185]
Pensieri sull’arte [231]
Difesa della pittura contro le arti liberali [231]
Il pittore e la pittura [274]
Paragone della pittura colla scultura [289]
I paesi e le figure [299]
I paesi [301]
Il viaggio in Oriente [324]
Le figure [335]
Un gigante fantastico [342]
Le profezie e le facezie [347]
Le profezie degli animali razionali [349]
Le profezie degli animali irrazionali [357]
Le profezie delle piante [362]
Le profezie delle cose materiali [363]
Le profezie delle cerimonie [372]
Le profezie dei costumi [376]
Le profezie de’ casi che non possono stare in natura [377]
Le profezie delle cose filosofiche [378]
Le facezie [387]
Note [397]
Sommarii e riferimenti [419]

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Per comodità di lettura è stato aggiunto un indice generale a fine volume.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.