LIV. — SUL MEDESIMO SOGGETTO.

Provasi il sole, in sua natura, essere caldo — e non freddo, come già s’è detto. —

Lo specchio concavo, essendo freddo, nel ricevere li razzi del foco, li rifrette più caldi, che esso foco.

La palla di vetro, piena d’acqua fredda, manda fori di sè li razzi, presi dal foco, ancora più caldi d’esso foco.

Di queste due dette esperienze sèguita, che tal calore delli razzi, avuti dello specchio o della palla d’acqua fredda, sien caldi per virtù, e non perchè tale specchio o palla sia calda; e ’l simile in questo caso accade del sole passato per essi corpi, che scalda per virtù. E per questo hanno concluso il solo non esser caldo. — Il che per le medesime allegate isperienze si prova esso sole essere caldissimo, per la sperienza detta dello specchio e palla, che, essendo freddi, pigliando i razzi della caldezza del foco, li rendan razzi caldi, perchè la prima causa è calda: e il simile accade del sole, che essendo lui caldo, passando per tali specchi freddi, refrette gran calore.

Non lo splendore del sole scalda, ma il suo natural calore.