LXXI. — L’ACQUA È IL SANGUE E LA LINEA DEL MONDO.
L’acqua, che surge ne’ monti è il sangue, che tien viva essa montagna, o, forata in essa o per traverso essa vena, la natura, aiutatrice de’ sua vivi, sendo abbondante nell’aumento di volere riparare il mancamento del versato umore, quivi con curioso [sollecito] soccorso abbonda; a similitudine del loco percosso nell’omo, e’ si vede, per lo soccorso fatto, multiplicare il sangue sotto alla pelle, in modo di sgonfiamento, per sopperire al loco infecto [contuso, per la percussione]; similmente la vite, sendo tagliata nell’alta stremità, manda la natura dall’infime radice all’altezza somma del loco tagliato il suo umore, e quello, essendo versato, essa non l’abbandona di vitale umore, insino al fine della sua vita.