LXXIX. — BASTA UN PICCOLO SEGNO PER RICOSTRUIRE L’INTERO PASSATO.

Perchè molto son più antiche le cose che le lettere, non è maraviglia se alli nostri giorni non apparisce scrittura delli predetti mari essere occupatori di tanti paesi; e se pure alcuna scrittura apparìa le guerre, l’incendi, li diluvi dell’acque, le mutazioni delle lingue e delle leggi hanno consumato ogni antichità: ma a noi bastano le testimonianze delle cose nate nelle acque salse, ritrovarsi nelli alti monti, lontani dalli mari d’allora.

LXXX. — DEL DILUVIO E DE’ NICCHI [le conchiglie fossili] MARINI.[138]

Se tu dirai che li nicchi, che per li confini d’Italia lontano dalli mari, in tanta altezza si veggono alli nostri tempi, siano stati per causa del Diluvio, che lì li lasciò; io ti rispondo che, credendo tu che tal Diluvio superasse il più alto monte 7 cubiti, — come scrisse chi li misurò, — tali nicchi, che sempre stanno vicini ai liti del mare, e’ dovriano restare sopra tali montagne, e non sì poco sopra le radici de’ monti, per tutto a una medesima altezza, a suoli a suoli

E se tu dirai, che, essendo tali nicchi vaghi di stare vicini alli liti marini, e che, crescendo in tanta altezza, che li nicchi si partirono da esso lor primo sito, e seguitarono l’accrescimento delle acque insino alla lor somma altezza; qui si risponde che, sendo il nicchio animale di non più veloce moto che si sia la lumaca, fori dell’acqua, — e qualche cosa più tarda, perchè non nuota, anzi si fa un solco ove s’appoggia, — camminerà il dì dalle 3 alle 4 braccia. Adunque questo, con tale moto, non sarà camminato dal mare Adriano insino in Monferrato di Lombardia, chè v’è 250 miglia di distanza in 40 giorni — come disse chi tenne conto d’esso tempo.

E se tu dici che l’onde ve li portarono, essi per la lor grossezza, non si reggono, se non sopra il suo fondo; e se questo non mi concedi, confessami almeno ch’elli aveano a rimanere nelle cime de’ più alti monti e ne’ laghi, che infra li monti si serrano: come lago di Lario o di Como e ’l Maggiore e di Fiesole e di Perugia e simili.

E se tu dirai che li nicchi son portati dall’onde, essendo voti e morti, io dico che, dove andavano li morti, poco si rimovevano da’ vivi, e in queste montagne sono trovati tutti i vivi, che si cognoscono, che sono colli gusci appaiati, e sono in un filo dove non è nessun de’ morti, e poco più alto è trovato, dove eran gettati dall’onde tutti li morti colle loro scorze separate, appresso a dove li fiumi cascavano in mare in gran profondità. E se li nicchi fussero stati portati dal torbido Diluvio, essi si sarebbero misti separatamente l’un dall’altro, infra ’l fango e non con ordinati gradi a suoli, come alli nostri tempi si vede.