LXXXIX. — VITA DEL PITTORE FILOSOFO NE’ PAESI.
Al pittore è necessario la matematica appartenente a essa pittura e la privazione de’ compagni, che son alieni dalli loro studî, e cervello mutabile secondo la varietà delli obbietti, che dinanzi se li oppongono, e remoto da altre cure.
E s’è nella contemplazione e definizione d’un caso, come accade quando l’obbietto muove il senso, allora di tali casi si deve giudicare quale è di più faticosa definizione, e quello seguitare insino alla sua ultima chiarezza, e poi seguitare la definizione dell’altro.
E sopra tutto essere di mente eguale a la superfizie dello specchio, la quale si trasmuta in tanti varî colori, quanti sono li colori delli sua obbietti; e le sue compagnìe abbino similitudine con lui in tali studî, e, non le trovando, usi con sè medesimo nelle sue contemplazioni, che infine non troverà più utile compagnia.