V. — COME LA PITTURA AVANZA TUTTE L’OPERE UMANE PER SOTTILE SPECULAZIONE APPARTENENTE A QUELLA.

L’occhio, che si dice finestra dell’anima, è la principale via, donde il comune senso può più copiosamente e magnificamente considerare le infinite opere di natura; e l’orecchio è il secondo, il quale si fa nobile per le cose racconte, le quali ha veduto l’occhio.

Se voi, storiografi o poeti o altri matematici, non avessi coll’occhio viste le cose, male le potreste riferire per le scritture; e se tu, poeta, figurerai una storia colla pittura della penna, e ’l pittore col pennello la farà di più facile saddisfazione, e men tediosa a essere compresa. Se tu dimanderai la pittura muta poesia, ancora il pittore potrà dire del poeta orba pittura. Or guarda: — quale è più dannoso morso [danno] o cieco o muto? — Se ’l poeta è libero, come ’l pittore, nelle invenzioni, le sue finzioni non sono di tanta saddisfazione a li omini, quanto le pitture, perchè, se la Poesia s’astende con le parole a figurare forme, atti e siti, il pittore si move, colle proprie similitudine de le forme, a contraffare esse forme. Or guarda: — qual’è più propinquo all’omo, ’l nome d’omo o la similitudine [la figura] d’esso omo? — Il nome dell’omo si varia in varî paesi, e la forma non è mutata se non da morte.

Se voi dicessi: — la Poesia è più eterna —; per questo io dirò essere più eterne l’opere d’un calderaio, che il tempo più le conserva che le vostre o nostre opere, nientedimeno è di poca fantasia, e la Pittura si po’, dipignendo sopra rame con colori di vetro, fare molto più eterna.

Noi per arte possiamo essore detti nipoti a Dio. Se la Poesia s’astende in filosofia morale e questa in filosofia naturale; se quella descrive l’operazione della mente, che considera, questa colla mente opera ne’ movimenti; se quella spaventa i popoli con le infernali finzioni, questa colle medesime cose in atto fa il simile. Pongasi il poeta a figurare una bellezza, una fierezza, una cosa nefanda e brutta, una mostruosa, col pittore; faccia a suo modo, come vuole, tramutazione di forme, che il pittore non saddisfassi più [in modo da superare il pittore]. Non s’è egli viste pitture avere tanta conformità colla cosa vera, ch’ell’ha ingannato omini e animali?