XI. — PROVVIDENZA DELLA NATURA NELLA CONFORMAZIONE DEL CORPO UMANO.

Perche l’occhio è finestra dell’anima, ella è sempre con timore di perderlo, in modo tale ch’essendoli mossa una cosa dinanzi, che dia subito spavento all’omo, quello colle mani non soccorre il core, fonte della vita, nè ’l capo, ricettaculo del signore de’ sensi, nè audito, nè odorato o gusto, anzi subito lo spaventato senso: non bastando chiudere li occhi con sua coperchi [le palpebre] serrati con somma forza, che subito lo rivolge in contraria parte; non sicurando ancora, vi pone la mano, e l’altra distende, facendo antiguardia contro al sospetto suo.

Ancora, la natura ha ordinato, che l’occhio de l’omo per sè medesimo col coperchio (si chiuda), acciò che, non sendo da esso dormiente guardato, d’alcuna cosa non sia offeso.