XL. — SUL MEDESIMO SOGGETTO.

Trovato il ragno uno grappolo d’uva, il quale per la sua dolcezza era molto visitato da ape e diverse qualità di mosche, li parve avere trovato loco molto comodo al suo inganno. E calatosi giù per lo suo sottile filo, e entrato nella nova abitazione, lì ogni giorno, facendosi alli spiraculi fatti dalli intervalli de’ grani dell’uva, assaltava, come ladrone, i miseri animali, che da lui non si guardavano. E passati alquanti giorni, il vendemmiatore, còlta essa uva e messa con l’altre, insieme con quelle fu pigiato. E così l’uva fu laccio e inganno dello ingannatore ragno, come delle ingannate mosche.