XXII. — NASCE ROVINA DAL SEGUIRE IL FALSO SPLENDORE.
Non si contentando il vano e vagabondo parpaglione di potere comodamente volare per l’aria, vinto dalla dilettevole fiamma della candela, diliberò volare in quella, e ’l suo giocondo movimento, fu cagione di subita tristizia. Imperocchè ’n detto lume si consumarono le sottili ali, e ’l parpaglione misero, caduto tutto bruciato a’ piè del candeliere, dopo molto pianto e pentimento, si rasciugò le lagrime dai bagnati occhi, e levato il viso in alto, disse: — O falsa luce! quanti, come me, debbi tu avere ne’ passati tempi miserabilmente ingannati! Oh! s’i pure volevo vedere la luce, non dovev’io conoscere il sole dal falso lume dello sporco sevo? —