XXXIII. — DEFINIZIONE DELLA SCIENZA.

Scienza è detto quel discorso mentale, il quale ha origine da’ suoi ultimi principii, (oltre) de’ quali in natura null’altra cosa si può trovare, che sia parte d’essa scienza: come nella quantità continua, cioè la scienza di Geometria, la quale, cominciando dalla superfizie de’ corpi, si trova avere origine nella linea, termine di essa superfizie; e in questo non restiamo soddisfatti, perchè noi conosciamo la linea aver termine nel punto, e il punto esser quello, del quale null’altra cosa può essere minore.

Dunque il punto è il primo principio di Geometria, e niuna altra cosa può essere nè in natura, nè in mente umana, che possa dar principio al punto. Perchè se tu dirai, nel contatto fatto sopra una superfizie da un’ultima acuità della punta de lo stile, quello essere creazione del punto; questo non è vero, ma diremo, questo tale contatto essere una superfizie, che circonda il suo mezzo, e in esso mezzo è la residenza del punto. E tal punto non è della muteria di essa superfizie, nè lui, nè tutti li punti dell’universo, [Sott.: che] sono in potenza, ancorchè sieno uniti — dato che si potessero unire — comporrebbono parte alcuna d’una superfizie. E dato, che tu ti immaginassi, un tutto essere composto da mille punti, qui dividendo alcuna parte da essa quantità de’ mille, si può dire molto bene, che tal parte sia equale al suo tutto; e questo si prova col zero, ovver nulla, cioè la decima figura de la Aritmetica, per la quale si figura un 0 per esso nullo, il quale, posto dopo la unità, il farà dire dieci, e, se porrai due dopo tale unità, dira’ cento, e così infinitamente crescerà sempre dieci volte il numero, dove esso s’aggiunga; e lui in sè non vale altro, che nulla, e tutti li nulli dell’universo sono eguali a un sol nulla, in quanto alla loro sustanzia e valetudine.