XXXIII. — IL FALCONE E L’ANITRA.

Il falcone, non potendo sopportare con pazienzia il nascondere che fa l’anitra, fuggendosele dinanzi e entrando sotto acqua: volle, come quella, sott’acqua seguitare, e, bagnatosi le ponne, rimase in essa acqua: o l’anitra levatasi in aria, schernía il falcone, che annegava.

XXXIV. — L’OSTRICA E IL GRANCHIO.[29]

Ostrica. Questa, quando la luna è piena, s’apre tutta, e, quando il granchio la vede, dentro le getta qualche sasso o festuca: e questa non si può risserrare, ond’è cibo d’esso granchio. Così fa chi apre la bocca a dire il suo segreto, che si fa preda dello indiscreto auditore.