XVIII.

Girani attendeva sollecito a quanto gli richiedeva il dover suo, ma il pungeva impaziente brama di vedere Marcellina.—Le sono sì di poco lungi, diceva fra sè, vedo il suo casale, annovero le piante che s'infiorano al di lei sorriso, e forse or mi piange lontano! forse ora geme, ed io non volo a consolarla? forse in questo momento disperando del mio ritorno, cede all'importunità che la preme e dà la mano ad un altro…. Ed io avrò invano sì a lungo amato e formati tanti desiderj?… e così si sperderanno le mie speranze, mentre un momento solo può recarmi alla sospirata felicità? e starò più a lungo inerte e pensoso?…—Tai cose volgeva nella mente il contrastato guerriero, e ognor più s'accendeva in lui il desiderio di Marcellina. Restava ancora a un'ancella del mattino il menare la danza della terra intorno al sole, perchè questa toccasse a metà del suo viaggio, e le truppe non raggiungeano il drappello spiatore che verso sera; e in due ore Girani aveva agio volare a Nebiolo, vedere la bella ed essere di ritorno. Adescato da idea cotanto seducente, più non vede ostacoli, affida il suo picchetto al minor uffiziale, e sotto colore di riconoscere il colle e ritornare in breve, si mette precipitoso in cammino.

A misura ch'ei percorrea que' poggi mille care rimembranze se gli ridestavano nell'animo, e sentìa crescere la fiamma dell'antico affetto: alcuni montanari accorrevano tirati dalla curiosità a vedere quel soldato, e forse lo avrebbero ravvisato, s'ei in nulla ponendo mente al loro meravigliare, con ogni pensiero inteso al vedere l'amante, non si fosse involato ai loro sguardi colla rapidità del lampo. Era Nebiolo cui cercavano i suoi occhi, era la bella solitaria cui intendevano i suoi voti: già col desìo precorreva l'evento e favellava con lei, già per nuove affezioni era tolto il pensiero d'ogni passata amarezza, e come raggio di sole dopo lunghe tenebre, più bella gli rinasceva nell'animo la speranza.