2º Le tribadi al medioevo
Abbiamo già accennato in uno dei capitoli precedenti come nel medioevo i massimi disordini carnali si verificassero nei penitenziali, dove abbiamo visto che gli errori antifisici delle donne erano puniti colla stessa severità di quelli degli uomini.
Il termine di tribade si trova riportato in tutti i penitenziali, così in quello di Angers al X secolo indicava tre anni di penitenza alle tribadi (mulier cum altera fornicans).
Si è pure visto come più tardi lo squadrone volante della regina Caterina de' Medici, non fosse composto da altro se non da damigelle che si abbandonavano a tutti i sollazzi, non escluso quello del tribadismo. Brantôme nelle sue Dame galanti l'illustra a meraviglia.
Sauval parla di talune lesbiche, le quali si crescevano le donnole per farsi conoscere [pg 97] «tanto che gli antichi si servivano di queste bestiuole come di lettere jeroglifiche per indicare le tribadi.»
E tanto era il gusto che questo donne provavano a far l'amore in fra loro da non volersi maritare, nè dal volere che le loro amiche si maritassero.
Anche Brantôme fa menzione degli «istrumenti in forma di priapi, che si è voluto chiamare Godemichys parola formata dal latino Gaude mihi.»
Ai tempi di Luigi XVI esisteva un vero collegio di tribadi, e si davano il nome di Vestali di Venere. Riunioni particolari si tenevano in appositi locali, le associate erano in gran numero e tutte di alto censo. Esistevano perfino statuti, sotto la garenzia dei anali si operavano le nuove ammissioni; l'affiliazione contava tre categorie: le promotrici, le postulanti, le iniziate.
Prima che la postulante fosse ammessa ai segreti dell'ordine, doveva subire una prova per tre giorni di seguito. Rinchiusa in una cella tappezzata d'immagini lubriche, virilità maschili ritte e scene di accoppiamento, doveva alimentare il sacro fuoco. Questo fuoco, composto di materie speciali, aveva il carattere particolare che se vi si metteva troppo o troppo poco materiale si spegneva, e ciò per provare che la postulante non si era distratta nella contemplazione degli organi e delle pose lascive che la circondavano. Se il fuoco si spegneva, voleva dire che ella aveva ancora qualche desiderio pel maschio, e perciò non poteva essere ammessa.
L'ammissione la faceva passare nella categoria delle iniziate. Solo questo possiamo [pg 98] dire, gli altri articoli dello statuto appartengono ai trattati di pornografia, e noi passiamo a descrivere la tribade moderna.