CANZONETTE DI PRIMAVERA
I.
La bella primavera, o cittadini,
Di violette adorna,
Ecco tra noi ritorna.
April l'accoglierà ne' suoi giardini
E sotto i pergolati
Di fresco inghirlandati,
Uscite ad incontrarla, o quanti siete
Belle fanciulle e quanti
Desiderosi amanti:
E voi, che vecchi stanchi, non potete
Discendere le scale,
Correte al davanzale.
Ella sen vien di molli aure vestita
Nel rugiadosi umori
Il sen colmo di fiorì:
E dove passa colle rosee dita
Crolla le siepi e scioglie
Del mandorlo le foglie.
S'increspa il flutto e brilla
Bianco nel prato il torrentel; sul clivo
S'illumina ogni villa.
Andiamo ad incontrare,
O cittadini, in lungo stuol giulivo
Le rondini sul mare.
II.
Di raggi d'oro il sole
Rallegra le finestre:
E dalle stalle fuggono le fole,
Che le comari al novellar maestre
Allungan, quando fiocca,
Sul filo della rocca.
S'apre il mattin. D'argento,
Fanciulla, è l'alba e ride:
Tu la mantiglia sciorinando al vento,
Scoti la polve e le lusinghe infide,
Che in mezzo a false rose
Il carneval vi pose.
O mio dolore assorto,
O miei pensieri bruni,
Itene fuor, libratevi nell'orto
A far bisbiglio tra le siepi e i pruni:
E vi trasformi il sole
In rose ed in viole.