LA CAPRA ED IO

Sovra la rupe aerea,
Dove non giunge mai
Foglio di stampa od orma d'esattore,
Soli tra spini e cardi
Tra le nebbie emergenti e i scialbi sassi
Siamo una capra ed io.

Non prati, non ovili,
Ma solamente burroni scoscesi
Fra cui serpeggia e luccica
Al sol d'un'acqua povera la striscia:
Intorno alto il silenzio
Scende nel lento scendere del giorno.

Io lei rimiro ed essa
Sui piè diritta e rigida
Guarda il borghese ignoto che la guarda
E non sappiam che dire.
Qual scienza mai d'una barbara capra
Intese i biascicati sillogismi?
Del mio scarso viatico
Porgo alla bestia un morsellin di pane,
Che lieta il muso sporge
E mangia e ancor ne chiede: io la cornuta
Testa carezzo, chè già sento un nuovo
Affetto entrarmi in seno.

O sacra forza d'un boccon di pane!
Già in fondo agli occhi gialli
Io veggo il lento fluttuar di un'anima
Che mi ringrazia; parmi
Che anche un pensier si snodi
Tra la cornuta e l'uomo.

Un picciol suon non più che di zanzara
È degli umani il dire
In riva al mar ch'ogni pensiero asconde.
Meglio parla il silenzio
Degli occhi che una luce a noi riflettono
Degli infiniti flutti.

"—Amici entrambi del deserto, i cari
Verdi cerchiamo e l'ombre
Dei più segreti boschi;
Guardar nel fondo degli abissi e i cieli
Correr col guardo è giubilo
Comune—-essa mi dice s'io l'intendo.—

"Se de' belati tuoi, fratel, l'ascoso
Senso non colgo, la pietà del cuore
Sento nel pan che dài.
Una sola bontà forse ne spinge
Per i sassi del mondo
Verso un fonte che scioglie i tristi arcani.

"Rotta questa di carne e d'unghie e d'ossa
Compagine diversa,
Nel ben comune scioglierem le voglie
Or impedite, e cara
In altri mondi men ricchi di mali
Sarà di questo incontro la memoria.

"Però ti prego, o senza-corni, stendi
La mano alla mammella
E un po' del latte mio spremi a ristoro
Della riarsa sete:
Chè più del pane è dolce
Il beneficio che si rende altrui."

Obbediente all'amoroso invito
Porsi la mano e molle
Trassi alle labbra il tiepido tesoro.
Povera capra, addio!
Se Dio tien nota, ci vedremo all'ultimo
Di Giosafat in qualche ombra romita.

Perchè ride, marchesa?
Se tra gli umani irsuti arido è spesso
Il favellar e il vivere
Qual colpa n'ha la capra?
Qual colpa il servo suo quando all'altero
Riso non ride e l'anima non trova?