III.

Quindici giorni dopo il su Francesco potè abboccarsi con Tagliaferro. Ma questi tentennò il capo. Era latitante da due mesi appena…. allora come allora non conosceva nessuno: per assaltare il Savarella non ci volevan meno di sei armati…. Avevano ragione gli sbirri! questa volta l'avevano vinta; erano riusciti a distruggere la prima banda del mondo…. Rocca tradito a Polizzi da quell'infame di Martino, s'era ammazzato per non cader vivo nelle mani dei soldati; compare Turiddo l'avevano preso a Gangi in casa del suo amico mastro Paolo, un ometto quanto un soldo di cacio, ma che si sarebbe fatto squartare piuttosto che tradire un amico…. questo significa aver principi! compare Micu, ridotto alle strette a Cozzo di Sona, s'era arreso a un capitano de' bersaglieri; compare Angelo Rinaldi, il poveretto, venduto come Cristo dall'innamorata, era stato fatto a pezzi sotto S. Mauro…. Che voleva dunque? correvan brutti tempi, non si poteva più vivere!… Se ci fossero ancora que' Beatipaoli lì…. non faceva per dire, avrebbe potuto dare all'amico tutto l'aiuto possibile…. Però non si perdesse d'animo per questo: era solo, solo lo servirebbe: trovasse gente e conquibus.

E vedendo che il campiere alla parola conquibus fece certe musate, intese per aria, e soggiunse, che in simili faccende la prima cosa era il danaro.

Sicchè l'uomo in cui mastro Pasquale e il cugino Santo avevano tanta fiducia, si trovò arenato al primo passo.

—Bene, disse al bandito: conto su di voi…. Si troverà il danaro, si troveranno gli uomini e ci riparleremo.

Raccontò ogni cosa al figliolo, chiedendo consiglio e aiuto. Ora che avevano promesso agli amici, non bisogna venir meno.

Sciaverio, al caso, sarebbe stato uomo da menar le mani, ma cervello la natura non gliene aveva dato che una bricciola, tanto per non essere un bruto affatto. Pensa di qua, rumina di là, non trovò altro che d'aprirsi con tre mafiosi suoi amici: mastro Calcedonio Barreca, mastro Salvatore Manna, assessore comunale! il barbiere Lo Faso, tutti di Lascari. Quei tre galantuomini accettarono; ma d'arrisicar la pelle non vollero saperne nemmen loro. Se si fosse trattato di andar a tirare al giovine una schioppettata di dietro a un sasso, o al tronco d'un albero…. umh, non dicevano! Però vollero abboccarsi con Carrarella e Zumboli. La riunione ebbe luogo con gran mistero, a notte avanzata, nella taverna del sopraddetto mastro Calcedonio. Non si concluse nulla di definitivo è vero, ma da quella sera s'ebbe qualcosa in cassa: l'assessore comunale, per la buona riuscita dell'impresa, tra un mormorio adulatore degli amici che alla proposta di dar denari s'eran guardati in faccia, aveva offerto generosamente cinquanta lire.