Soddisfazioni morali, piccole noie, arrivi, partenze.

C'è da inorgoglire. Un'eco della mia fama letteraria è giunta fino quassù. Credo abbia contribuito a ciò lo zelo del mio carissimo amico Peretti, il quale, sebbene abbia frenato gli slanci del suo cuore espansivo, mi dimostra una considerazione superiore a' miei meriti. È certo che si sa ch'io sono quello che scrive. Il proprietario mi fa degli inchini profondi sperando un articolo di elogio; qualche signora spinge la degnazione fino a volere ch'io le sia presentato. In complesso mi sembra che nessuno abbia letto i miei libri, ma, viceversa, tutte desiderano di leggerli, e pensano al modo di procurarseli. L'idea luminosa che il modo più semplice di procurarsi un libro sia quello di comperarlo non entra quasi mai nel cervello degl'Italiani. Le signore specialmente, così pronte a gettare il danaro in fronzoli vani e gingilli inutili, diventano, a questo proposito, modelli di economia domestica. — Un libro? Che cosa se ne fa dopo averlo letto? — Una delle mie ammiratrici mi domanda il titolo del mio ultimo romanzo. Glielo dico. — Ah, ella esclama, quanto pagherei ad averlo! — Sarei tentato di risponderle che le basterebbe pagar quattro lire, ma taccio per prudenza. La signora resta un poco soprappensiero, poi soggiunge: — Al mio ritorno pregherò mio fratello di farselo prestare dal Club. Al Club lo avranno? — Ma! — replico io in tuono dubitativo.

Nessuno mi leva dalla mente che la signora mi giudica un somaro perchè non le offro io stesso un esemplare del romanzo con le sue due righe di dedica. Un'altra ha trovato una maniera singolarissima di lusingare il mio amor proprio. Convien notare ch'ella si è portata seco un marmocchio di undici mesi, slattato appena, il quale non fa la doccia, ma la fa fare, tepida, a chi lo prende in collo senza le debite precauzioni. Or bene, questa mamma fortunata tiene, me presente, al suo bambino dei lunghi sproloqui per eccitarlo a diventare una brava persona come me, a scrivere, quando sarà grande, dei libri come li scrivo io. E si capisce ch'ella non dubita nemmeno ch'egli li scriverà molto meglio, tanta è l'intelligenza ch'egli spiega alla sua tenera età, tanto il criterio ch'egli dimostra in ogni atto della sua vita. Del rimanente, questo è il più piccolo ma non il più nocivo tra i fanciulli che si trovano nello Stabilimento. I più nocivi sono quelli tra gli otto e i dodici anni, sia che strepitino e s'accapiglino insieme, sia che si caccino fra le gambe degli adulti, sia che si esercitino nella divina arte di Euterpe (maniera difficile per dire la musica) sedendo due o tre ore di fila al pianoforte della sala, o portando nei boschetti del giardino i loro strumenti insidiosi, flauto, violino, clarinetto, eccetera, eccetera. Vittor Hugo augurava a' suoi cari di non veder mai

..... la ruche sans abeilles

La maison sans enfants!

Pensiero alto e gentile. Pur che le api restino nell'alveare e i fanciulli nella casa.

— E pettegolezzi, e galanterie, e scandali non ce ne sono?... mi chiederà qualcheduno. Di scandali non so; certo che i pettegolezzi e le galanterie non mancano. E qui, con questa vita tutta preazioni, docce e reazioni, i pettegolezzi e le galanterie sono un piacevole diversivo. Ma che sugo c'è a rammentarli? Chi non se li immagina? Non son sempre le medesime cose? Le tali e tali guardano in cagnesco le tali altre o per gelosia di bellezza, o per gelosia di toilette, o per bizze e dispetto dei figliuoli, o per un saluto freddo, o per un biglietto da visita non ricambiato subito, o per la naturale e insanabile antipatia di classe; la signora X va troppo spesso col signor Z, la signora K si dilegua dopo cena col signor Y, la signora Tre Stelle in assenza del marito si fa custodire da un cugino che non è cugino, il dotto e grave professore Asterisco dell'Università di.... sospira ai piedi della elegantissima marchesa W che si ride di lui; le due coppie A e B hanno eseguito d'accordo uno dei movimenti della quadriglia: changez de dame et de place. E così all'infinito. Tutte le cronache dei luoghi di cura si rassomigliano.

E si rassomigliano anche per la grande importanza data a ogni arrivo e ad ogni partenza. Chi si aspetta oggi? O, meglio ancora, chi verrà inaspettato? E allo spuntare d'un landau i curiosi sporgono il capo dalla finestra o scendono nel piazzale. — Chi è? Chi è? — Non manca mai qualche signor Peretti a saperlo addirittura o a correr subito ad informarsene.

Le partenze ordinariamente si conoscono uno o più giorni prima e basta la notizia per promuovere mille lamentazioni finte o sincere. — Come? — Vogliono (o vuol) già partire? — Così presto! — Che peccato!

Poi la mattina compare la carrozza vuota coi non focosi bucefali. Camerieri e bagnaiuoli ronzano intorno per le mancie; il capo della famiglia (s'è una famiglia che se ne va) invigila perchè sien messi a posto i bauli, gli scialli, le cappelliere, gli ombrelli, donne e fanciulli scendono alla spicciolata, in abito da viaggio, con aria contrita, scambiano con gli amici baci e strette di mano. — Presto, presto, — dice il marito e babbo, guardando l'orologio. — Su, su. — Ci siamo? — Sì, pronti.... Il cocchiere monta a cassetto, scuote le briglie sul collo ai cavalli, e via. — Buon viaggio, buon viaggio. Arrivederci.... — Si agitano i cappelli, si sventolano i fazzoletti fin che il veicolo abbia svoltata la strada.

Un individuo che parta solo fa meno chiasso. Ecco, oggi per esempio, ci ha lasciato tacitamente il conte Ortigli, il quale, essendo misantropo per sua natura, non aveva destate molte simpatie. Io, per altro, non posso lagnarmene perch'egli mi trattò sempre con rara cordialità e mi diede oggi stesso una prova della sua deferenza. — Ha il mio indirizzo? egli mi chiese nell'accommiatarsi. Mi farà un vero piacere scrivendomi a suo tempo se nell'estate prossima va ad Abano od a Monsummano. Dove andrà Lei andrò io.

— Grazie, — replicai. — Ma io non vorrei andare in nessuno di questi due posti.

— Preferisce Battaglia?

— Nemmeno.

— Oh scusi! — egli riprese infastidito. — Crede forse ch'io ci vada per elezione? Crede che di mio gusto sarei venuto qui, che sarei andato a Levico, a Carlsbad, a St. Moritz? Si ricordi la mia teoria. Le cure sono come le ciliegie. Una tira l'altra. Dura lex, sed lex. Dopo la cura dell'acqua fredda, l'artrite, dopo l'artrite, la cura termale. Si rassegni....

Era inutile combattere quest'idea fissa. Mi contentai di ridere.

— Riderà bene chi riderà l'ultimo, — soggiunse il conte a modo di conclusione, mentre la timonella s'allontanava.

— Crepi l'astrologo! — dissi fra me. — Tuttavia, non lo nego, l'accento solenne di Ortigli mi fece una certa impressione. Se i suoi pronostici si avverassero?... Eh, in tal caso, vi spedirei nell'agosto prossimo una corrispondenza da Monsummano o da Battaglia o da Abano.