NOTE:

[1]. «Discorrendo sul serio (Galileo) era ricchissimo di sentenze e di concetti gravi, e ne' discorsi piacevoli le arguzie e i sali non gli mancavano.» (Viviani, Vita di Galileo).

[2]. Vedi come documento assai notevole in questo senso il suo Capitolo in biasimo della toga.

[3]. Vedi a questo proposito gli studi di Ernesto Masi: Storia di Renata d'Este. I Burlamacchi: Zanichelli, Bologna 1876.

[4]. Epître a M. F. Villot, pag. 66.

[5]. La teoria del suono ne' suoi rapporti colla musica, pag. 167. Milano, Fratelli Dumolard, 1875.

[6]. Intorno agli effetti così potenti sul cuore del canto di Guadagni, Farinelli, Pacchierotti ed altri fra i più celebri di quel tempo, abbiamo prove irrecusabili. Non cito che un aneddoto sul Pacchierotti, servendomi delle parole di N. Tommaseo (Il serio nel faceto pag. 118, Ediz. Le Monnier); «Tra le meraviglie di quel canto, narrasi come in un teatro d'Italia la commozione una sera si trasfondesse dagli spettatori nei suonatori stessi, gente indurita per uso alle illusioni sceniche e tutta occupata al suo leggìo e al suo istrumento. I suonatori ristettero. Il cantante, come uccello a cui manchi l'aria e il respiro, si volge al capo d'orchestra, e: Che fate voi?Piango

[7]. «... J'éprouvais une aversion sans cesse grandissante pour le genre qui avait avec l'idéal dont j'étais occupé la ressemblance repoussante du singe avec l'homme...» Epître a M. F. Villot, pag. 12.

[8]. Da questo e non da altro io credo bene attingere. Non sembra che la lettura dei molti e voluminosi scritti di Wagner intorno alla sua estetica musicale rechi grande chiarezza d'idee. Egli stesso ne parla in questi termini: «A la répugnance prononcée que j'ai maintenant à relire mes écrits théoriques, il m'est aisé de réconnaître qu'à l'époque où je les composai j'étais dans une situation d'esprit tout-à-fait anormale...» — Alcuni critici in Germania e fuori hanno assai lavorato di commenti sopra quest'ultima confessione, certo significantissima in bocca al Wagner.

[9]. Ibid., pag. 39.

[10]. Solamente è fatto luogo alle melodie in quei due o tre punti, ove la scena reca che i personaggi cantino. Anche qui, come ognun vede, l'eccezione conferma la regola.

[11]. Ibid., pag. 33.

[12]. Vedono nella musica dell'ultima maniera di Wagner un riflesso della dottrina di Arturo Schopenhauer. — Quanto sia di vero in ciò, io non sono proprio in grado di assicurare. Certo è che non si possono leggere, per esempio, le scene più appassionate del Tristano ed Isotta senza sentirci dentro come un caldo soffio delle dottrine di Schopenhauer intorno all'amore, alla morte e al fine della esistenza: nè si può dissimulare che, traverso tutto il disegno concettuale della Tetralogia, spicca qua e là un concetto chiarissimo. Gli Dei se ne vanno, gli Dei tramontano (Götterdämmerung), dinanzi alla forza sempre ascendente delle umane personalità. Sulla terra altro non resta di sovraumano che l'Amore alle prese anch'egli colla Morte.

Accenno a questo proposito due circostanze di fatto e le do per quello che valgono. Nella villa di Bayreuth, entro la splendida sala ove Wagner accoglie i suoi visitatori ed ove tutto parla di lui, solamente di lui e della sua gloria, come eccezione pende dalle pareti un grande ritratto di Schopenhauer. Lo diresti il genius loci. È noto inoltre che Wagner intende chiudere la serie dei suoi melodrammi musicando il Budda: e nel Buddismo trovava lo Schopenhauer la più esatta significazione religiosa della sua filosofia.

C'è però un guaio. Schopenhauer mette fra le musiche meglio rispondenti al vero fine umano la musica di Rossini... Basta, se la sbroglino un po' fra loro!..

[13]. Appunti bibliografici del Monitore di Bologna. 1873.

[14]. Vedi la prefazione alle poesie, nella edizione del Barbèra.

[15]. Jeunes-France. — Préface.

[16]. Tip. Zanichelli. Terza edizione.

[17]. Enotrio Romano e Giosuè Carducci. — Studio Critico di Giuseppe Chiarini. Rivista Contemporanea 1869.

[18]. Vedi il frammento dell'Intermezzo pubblicato nella Rassegna Settimanale.

[19]. Vedi Appunti bibliografici etc.

[20]. Vedi i Colloqui con Eckermann e la prefazione alla Marie Tudor.

[21]. Studi critici pag. 192.

[22]. Vedi Le Roman contemporain nel Figaro, supplemento letterario del 22 dicembre 1878.

[23]. Avverta il lettore ch'io, questo scrivevo nell'anno di grazia 1860. In questi ultimi dodici anni anche in Italia s'è fatto della strada assai per questo verso. E chi vuole se ne rallegri.

[24]. Origine e scopo dell'opera p. 3.

[25]. Capo XIII p. 245.

[26]. Vol. 1 p. 7.

[27]. Corrèspondance Politique de Massimo d'Azeglio par G. Rendu. Parigi.

[28]. I Burlamacchi e di alcuni documenti intorno a Renata d'Este ecc. Bologna presso Nicola Zanichelli 1876. Leggi attentamente da pag. 66 a pag. 79 in cui l'A. discorre il diverso impulso, il diverso procedimento e i risultati diversi del moto riformista in Italia e in Germania. È un parallelo magistralmente fatto, che epiloga e condensa, a nostro avviso, i più sani criteri storici e filosofici per giudicare quel grande avvenimento.

[29]. L'A. non ha tralasciato dal 1876 in poi gli studi sulla Riforma in Italia. Ne fanno preziosa testimonianza le sue monografie intorno a Vittoria Colonna, Girolamo Castelvetro e i Valdesi pubblicate nella Rassegna Settimanale.

[30]. Terenzio Mamiani. Inno alla Chiesa primitiva.

[31]. Saint-Beuve. Nouveaux Lundis. T. IV pag. 31.

[32]. Nana p. 416.

[33]. Une page d'amour, p. 2.

[34]. Vedi a questo proposito un articolo di I. Fleury. — Le marivaudage e la preciosité — nella Revue politique et litteraire, 20 Agosto 1880.

[35]. Ma dello Schiller è pur anco il motto: la vita è triste, l'arte serena.

[36]. Il libro di Lazzaro. Epilogo.

[37]. Traduzione di V. Betteloni.

[38]. Il pessimismo nella letteratura moderna religiosa (Chateaubriand, Lammenais, Donoso Cortes, Manzoni...) potrebbe essere argomento a uno studio curiosissimo e grave. In una mia pubblica conferenza, tenuta a Bologna su Alessandro Manzoni poco appresso la sua morte, io toccai dapprima questo tasto ed il Carducci così ne scriveva. «Desidererei che E. P. svolgesse più largamente quel che nella sua lettura notò con acutezza e verità circa il pessimismo di quel romanzo famoso, nel quale tutti i personaggi sono insigni ribaldi o ippocriti o codardi e furbi volgari e poveri di spirito, eccetto il cardinal Borromeo e il p. Cristoforo.» (Bozzetti critici. — A proposito di certi giudizi intorno ad Alessandro Manzoni.) —

Ho citata l'autorità del Carducci per vedere se altri e meglio di me rispondesse all'invito.

[39]. La légende des siècles. T. II.

[40]. Avvertenza al carme Le Grazie.

[41]. Dialogo di Tristano e di un amico.

[42]. Lettera a Carlo Pepoli. Epistolario, 301.

[ INDICE] CORREZIONI E NOTE

[Galileo Galilei e il suo ingegno critico.] Pag. 1

Pag. 3. La tragedia del Ponsard Galilée fu rappresentata a Parigi nell'inverno del 1867. — Pag 9. Il giudizio di Cartesio intorno a Galileo è tratto da una lettera al p. Mersenne, che è la novantunesima della seconda parte dell'epistolario cartesiano edito a Francfort sul Meno nel 1692. — Pag. 67. Qui il Cartesio è chiamato «filosofo olandese» mentre non è chi ignori che nacque a La Haye nella Turena. Forse, scrivendo, pensavo al suo contemporaneo Benedetto Spinoza.

Nella stampa di questo studio sono incorsi parecchi errori d'interpunzione. Piuttosto che citarli e correggerli, credo che basti averne avvisato il lettore.

[Riccardo Wagner e l'anello dei Nibelungi] Pag. 71

Pag. 76. Accennando alla rivoluzione musicale di Claudio Monteverde, non intendo qui giudicare e decidere delle opinioni molto discordi degli eruditi in questo argomento. — Pag. 88. Alla linea quindicesima leggi Götterdammerung. — Pag. 105. Se a qualcuno paresse eccessivo ciò ch'io dico delle condizioni a cui è ridotto il cantante negli ultimi drammi musicali del Wagner, io lo consiglio a leggere ciò che ne scrive il Signor Gioachino Marsillach, che nessuno certo sospetterà di poco entusiasmo per l'autore della Trilogia: «Le opere in cui Wagner è andato più in là nel sentiero della melodia infinita, ha obbligato la voce a fare incessantemente degli intervalli d'intonazione inverosimili, none aumentate, terze diminuite, etc., ha condannate le gole ad una tortura continuata, trattandole con minor riguardo che se fossero degli istrumenti... Inoltre nel Tristano e in alcuni tratti della Trilogia si succedono con tale profusioni gli accordi più dissonanti, più strani più impossibili, che in mezzo a quella tortura non interrotta, la settima dominante è l'unico rifugio che rimanga all'udito. (R. Wagner. Saggio biografico critico. Milano. Fratelli Dumolard).»

[Giosuè Carducci] Pag. 111

Quantunque l'abbia avvertito colla nota a pag. 120, amo qui nuovamente notare che presi argomento a questo studio dalla pubblicazione delle Nuove poesie. — Pag. 152. Nell'ultima linea leggi: e penso che passeranno degli anni parecchi etc.

[Massimo d'Azeglio (I miei ricordi)] Pag. 157

Pag. 181. Nella linea antipenultima invece di prove leggi prose.

[Il Tommaseo poeta] Pag. 183

Pag. 203. Questo frammento è cavato dalla lettera del Tommaseo pubblicata per intera dal Tabarrini nella vita di Gino Capponi.

[Ernesto Masi. (Studi della Riforma in Italia nel secolo XVI)] Pag. 207

Pag. 220. — Nella ottava linea invece di Enrico II leggi Ercole II.

[Giuseppe Giusti] Pag. 225

[Emilio Zola (A proposito della Giacinta di L. Capuana)] Pag. 255

[Giacomo Leopardi. (Il Pessimismo nella Letteratura)] Pag. 287

Finito di stampare
il dì 20 dicembre MDCCCLXXX
nella tipografia di Nicola Zanichelli
in Modena.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni indicate dall'Autore in calce alle voci dell'Indice sono state riportate nel testo.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.