SCENA SETTIMA

Questo silenzio è rotto da un sordo rumore di gran portone cigolante chiuso con forza. Romano sussulta, si leva, sale, con le gambe che a mala pena lo reggono, fino all'inferriata. In un momento di grande silenzio, si ode un passo sul selciato risuonante della strada deserta e illuminata dalla luna. Romano aggrappato all'inferriata guarda intensamente.

ROMANO

(le parole gli escono come un rantolo)

Sei tu?... Lorenzo?! No!... No!... (sforzandosi quasi a urlare) Lorenzo!... Non lasciarmi, Lor...

JACOPO

(accorrendo)

Che cosa c'è Romano? Eh? (guardando nella strada) Lorenzo è quello?... Se ne va?... Così mi piace!... Vedi se ci son riuscito a farlo scappare?