DEI ROMITAGGI.

I romitaggi, che si collocano nei giardini, opere dell'imitazione, sono destinati meno ad essere abitati, che a far gioire per qualche istante del riposo, e della solitudine, ed a rinforzare le impressioni, che destano i cantoni pacifici, e melancolici.

L'eremo domanda una situazione nascosta, ama le montagne, e le rupi. Talvolta una grotta può essere situata colla maggior naturalezza agli orli d'un'acqua, ma l'eremo sembra unicamente fatto per le foreste, e per i deserti.

Il romitaggio è una capanna, una semplice casuccia fabbricata per man dell'uomo; o allorchè è praticato nel sasso, e che si accosta alla natura delle grotte, è travagliato a foggia di stanza, che s'approssimi alla regolarità.

Devesi rappresentare come abitato da un solo. La riunione di molti romitaggi ai fianchi l'uno dell'altro, diminuirebbe coll'idea di società la forte sensazione, che è propria al romitaggio. Appartiene ai siti solitarj, ove regna una dolce malinconìa.

Il romitorio ci rammemora que' tempi, in cui la pia innocenza abbandonava il mondo per trovare il paradiso ne' deserti. Quì la vita de' primi monaci era santa, ed utile; coltivavano le terre, e rendevano sani, e fertili una quantità di siti incolti. I deserti non risuonavano solo delle loro preghiere, ma del fracasso ancora dell'ascia, che dirigeva le lor mani; l'agricoltore del vicinato andava a domandar loro non solamente delle benedizioni, ma delle istruzioni ancora sopra i suoi travagli. Un genere di vita, privo di tutt'i piaceri mondani, e di tutte le comodità della società, ed impiegato, e diviso fra il travaglio, la penitenza, e la meditazione, non era veduto che dal cielo, che doveva ricompensarlo un giorno. Li brevi giorni della lor carriera scorrevano in seno di una felice uniformità, senza bisogni, e senza passioni. I raggi del sole cadente, rischiarando la fronte del romito, lo trovavano così sereno, che quelli dell'aurora, che lo svegliavano. Il solitario aveva fatto cambio di tutte le sue pretensioni su questa vita, per le speranze della futura, verso la quale il suo spirito indefessamente si avanzava colla tranquillità, che inspira la confidenza. Quando s'approssimava l'ora del suo passaggio, pien di fiducia, porgeva l'orecchio alla voce degli angioli, che lo chiamavano a loro; col crocifisso in mano abbandonava questo mondo con una maestosa gioja, e lasciava la sua cella, e la memoria della sua pietà ad un fratello, le cui preci l'accompagnavano in cielo. Simili rimembranze si risvegliano all'aspetto d'un romitaggio, che hanno una tenera energìa, e che destano sentimenti dolci, ed affettuosi.

Stantechè ne' giardini non si hanno considerabili porzioni di monti, e difficilmente una scoscesa rupe, ed agreste, dietro cui si possano nascondere gli eremi, non si saprebbe collocarli meglio, che in alcuni ritagli di terreno imbrattati d'arbusti, e di sterpi, o in luoghi rabbassati, ed ombrosi, ove più facilmente possono acquistare il carattere, che esigono. Un romitaggio è felicemente situato quando s'appoggia ad un colle, ed a rocche; e qualche volta troverà il suo posto fuori del ricinto del giardino nelle adjacenze d'una vicina landa.

Il cantone, ossia la scena, che circonda immediatamente un romitaggio, dev'essere priva di fasto, d'attrattive, e d'ornati; ma presentare un'aria d'abbandono, di modestia, di pacifica semplicità, senza brio, e senza bellezze, che faccian colpo.

Una placid'acqua, o una chiara sorgente è conforme quanto mai al suo carattere. Si potrà rinforzare l'idea della solitudine col mezzo di piantagioni d'alberi a rami pendenti, ed a foglie oscure, e con spessi cespugli.

L'edifizio può essere egualmente di sasso, che di legno, purchè la sua struttura sia della più rigida semplicità, e della maggior negligenza. Nessun'arte, nessun lusso; la stessa ignoranza delle proporzioni dell'architettura risulta quì per un merito. L'aspetto del totale non deve annunziare, che sobrietà, indigenza, dimenticanza di se stesso. Un tetto di stoppia, o d'ardesia, informi pilastri, che lo sostengano, una parete di cretoso fango, ne' cui fianchi si vedan i danni del tempo, e delle stagioni, riunita in parte, ed in parte ricoperta da musco; un'inelegantissima porta fra un rozzo steccato, che rinchiuda lo spazio; delle finestrelle con stamigne, o con vetri consunti, o colorati, formano l'esterior corredo d'un romitaggio.

L'interior distribuzione deve limitarsi alla decenza, ed alle comodità indispensabili: della semplicità dappertutto, della modestia, e della gravità; una panca, un letto per il riposo in un angolo; una cappelletta in un altro; una specie di nicchia colla semplice immagine del santo titolare; nei muri qualche sentenza, che c'insegni la saggezza in questa vita con semplicissime parole; al dissopra della porta un campanello per annunziar l'ora della preghiera, compongono la decorazione più conveniente ad un eremo, oggetto ricavato dalla vita monastica.

Ne' romitaggi deve trovarsi una certa oscurità, cagionata dal picciol numero delle aperture, e dalla fosca piantagione all'intorno. Le tinte predominanti saranno brune, o griggio-cariche.

Risguardando talvolta un romitaggio come oggetto, che non deve produr impressione, che colla sola apparenza, si pensa di aver tutto fatto, quando l'esterior solo porta l'impronto della solitudine, e si crede che l'interno si possa adornare con tutte le bellezze di una fastosa sala. Ma lasciando da parte, che questa disposizione mette in contraddizione l'esterno coll'interno della costruzione, essa interrompe l'impressione ognivoltachè si entra, e si sorte, e fa sì, che il circondario stesso perde il suo effetto. Nessuna necessità giustifica questa pratica, e la leggier sorpresa, che si prova al primo aspetto, è troppo fugace, e debole, onde compensare le impressioni che toglie.

Avanti di costruire un romitaggio fa di mestieri indagare il carattere, e la destinazione delle parti, che compongono il giardino, e consultare la di lui ampiezza. Non vi ha luogo sempre[18].