GIARDINI, O SCENE RELATIVE ALLE PARTI DEL GIORNO.

Le differenti parti del giorno nella bella stagione s'annunziano con differenti caratteri. La vivacità, ed il sereno accompagnano il mattino. La forza del sole nella state, ed il caldo pesano sul mezzodì; il riposo e qualche cosa di quieto, e di temperato rinfrescano la sera. La natura aggiunge a ciascheduna parte del giorno un seguito di fenomeni, che le son proprj; e gli oggetti de' campi, diversamente illuminati, presentano ad ogni istante nuove forme. Si potrà in conseguenza compor scene, nelle quali non solamente le qualità proprie a ciascuna parte del giorno s'offrano all'osservazione, ma dove ancora sciolte queste qualità da quanto hanno d'incomodo, abbandonino al godimento attrattive più dolci.

Ora seguendo il proprio gusto, ora la posizione del sito, che si abita, ora i bisogni del suo genere di vita, e delle sue occupazioni, si può fare del suo giardino un di mattina, del mezzogiorno, e della sera. In un vasto ricinto si potrà pure combinare armoniosamente col totale queste specie diverse di piantagioni, e di locali, riguardandoli come altrettante scene distinte.

Il giardin del mattino vuol essere esposto al sol levante, in sito aprico, con libere vedute dell'orizzonte, e dominato da cime di colli, e da punte di roccie, ed anche da fabbriche, contro cui scherzino piacevolmente i nascenti raggi. Ama il leggiero fogliame, ed una feconda irrigazione. Una vaga pescareccia capanna alle rive del lago, che inviti ai piaceri della pesca, in altra parte più colta un tempio ad Apollo, l'amico delle ore del mattino, riescono oggetti convenevolissimi a tal parte di giardino. Contemplate questo tempietto dorico in rovina. Collocato sopra una leggiera eminenza, ha da un fianco il folto del bosco, dall'altro vede montare il sole sull'orizzonte. Il vestibolo è chiuso da ramata, e serve d'uccelliera. La parte intatta del tempio contiene internamente un gabinetto con porta, che v'introduce, e con un'altra che mette al vestibolo. Lo spazio sotto al tetto, che rimane, è destinato per la nidificazione degli uccelli, ed a servire ad essi di ricovero nella cattiva stagione. Nel mezzo zampilla una fontana; quattro piccoli gruppi di piante la circondano.

Tav. XXXV. Tempietto antico in rovina, consacrato al mattino.

Al mezzogiorno ricerchiamo l'ombra, e la freschezza; e tutta l'attenzione dell'artista giardiniere debb'essere rivolta a ritrovare i mezzi atti a pervenire a quest'intento. Acque placide, e zampillanti, vaghi boschetti non abbastanza folti da impedire la corrente dell'aria, e fabbriche avviluppate, almeno in parte, nell'ombra, la cui destinazione risponda ai bisogni dell'ora. Vi sieno bagni, gabinetti per il riposo, e tempj sacri a Bacco, ed a Como.

Allorchè la freschezza al tramontar del sole (rimarca un osservatore delicato, il signor Gerardin) viene a distendere quella tinta dolce, e piacevole, che annuncia le ore del diletto, e del riposo, regna allora in tutta la natura un'armonìa sublime di colori. Egli è in questi istanti, che il Lorenese ha colpito l'affettuoso colorito de' suoi quadri pacifici, a cui l'anima si attacca insieme cogli occhi; egli è in allora che la vista si compiace di passeggiare liberamente su di un gran tratto di paese. I massicci d'alberi penetrati dalla luce, sotto i quali l'occhio travede un ameno passeggio; vaste superficie di prati, il cui verde è raddolcito dall'ombre trasparenti della sera; il puro cristallo d'una placid'acqua, nella quale riflettono gli oggetti vicini; i fondi leggieri d'una bella forma, e d'un vaporoso colorito: tali sono gli oggetti, che convengono all'esposizione della sera. Sembra che in tal momento il sole vicino ad abbandonare l'orizzonte prenda piacere avanti di partire a maritare la terra col cielo; in conseguenza appartiene al cielo la più gran parte dei quadri della sera; poichè allora l'uomo sensibile ama a contemplare l'infinita varietà di mescolanze, e di degradazioni dolci, e toccanti, delle quali si abbelliscono il cielo, ed il fondo de' paesi, in questo delizioso momento di tranquillità, e di raccoglimento.

La notte, che la providenza destinò al riposo degli esseri, sembra dover rimanere priva del privilegio d'avere un giardino, che le sia consacrato. Con qual piacere tuttavolta noi occupiamo una parte di essa per gioire de' suoi piaceri nella state! E con quanta ragione il saggio non occupa egli, durante questo religioso riposo della natura, il suo spirito a riflettere sui mondi, che risplendono al dissopra della sua testa!

Allorquando la luna si mostra pomposamente sull'orizzonte, il cielo, sgombro da' vapori, offre uno spettacolo, che comunica alla terra un nuovo incanto. Tutti gli oggetti vi guadagnano per l'effetto de' suoi lumi smorzati, e teneri. Una tacita, e larga superficie d'acqua, oppure un lago, sopra il quale si stende l'amica luce della celeste fiaccola; i mormoranti ruscelli, e le cadute, i gruppi d'alberi, ed i boschi, fra cui si caccia l'argentea luce, e si disperde soavemente; una pacifica valle, che esala i profumi delle rinfrescate piante, o del trifoglio recentemente tagliato; piantagioni composte di fiori, e di cespugli odorosi: tutti questi oggetti appartengono al voluttuoso godimento d'una bella notte estiva.

Un osservatore degli astri, nemico del sonno, ama trovare in un consimile soggiorno, collocata su d'un poggio, una specula destinata all'astronomìa. Il quì appresso esposto disegno rappresenta una torre ottangolare atta all'osservazione dei venti, secondo i precetti di Vitruvio. Il tritone, che poggia in alto, mostra colla sua conchiglia le differenti direzioni del vento. Sul fregio sono disegnati gli otto venti primarj, che sono suddivisi in ventiquattro minori, marcati dalle testine introdotte nella cornice. Il ripiano superiore contiene una sala adattata alle osservazioni astronomiche, che ha grandi aperture da ogni lato, ed una maggiore in alto, levandosi il tritone.

Tav. XXXVI. Torre astronomica, d'invenzione di Weinling.

Da quanto si è accennato nel corso di quest'opera si concluderà che un giardino del moderno gusto si presta a qualunque estensione di terreno, dalla più piccola alla più vasta, formando un solo quadro semplicissimo, oppure una serie diversa di quadri. Può farsi egualmente in città, che alla campagna, con fabbriche, e senza fabbriche, senza il soccorso dell'acqua, e tanto meglio con essa. Può essere oggetto di pochissimo tempo, e di pochissima spesa, e diventare oggetto di sommo dispendio, e d'una lunga cura.

A parti eguali d'un giardino magnifico dell'antico stile, costerà sempre meno un moderno di gusto fisso. Non si dovranno mai appianar monti, nè valli, nè fare l'immensa spesa per mettere a livello tutto il circonvicino terreno. Il buon gusto non riconosce più le mostruose macchine idrauliche, e le diramazioni immense di canne di piombo, che penetravano nelle viscere della terra a foggia d'altrettante vene, ed arterie. Si risparmia la spesa, ch'era cagionata dall'abbondanza disgustosa delle cattive statue, e de' pessimi vasi. È cessato il furore per i fiori a cipolla, delle quali cipolle taluna si è pagata oltre la somma di mille fiorini. Si risparmia la spesa della perpetua tosatura dei muri verdi, dei pilastri, delle colonne, degli architravi, delle volte verdi; e la maggiore, ch'era necessaria, de' legnami, de' ferri, e delle vernici. Si evita la lunga cura, e l'instancabile educazione, che addomandava la formazione de' mostri di tasso, e di sabina. Gli alberi, e le verdi masse, che pianta il nuovo gusto, si conservano quasi da per se sole.

Lo spazio in vero degli antichi giardini era ordinariamente più piccolo, che quello, che esigono le piantagioni moderne, ma quegli spazj rendevano nulla, e solo apportavano spesa; frattanto che gli spazj verdi, e coltivati di questi divengono nello stesso tempo proficui. Gli alberi, e gli arbuscelli forniscono legna con i rami superflui, e danno una quantità di rampolli da piantarsi altrove, o da vendersi. I verdi tappeti danno fieno. Havvi un maggior risparmio di viali, e di spazj sabbiati. Ne' vasti ricinti non si guastano campi, nè praterìe. I boschi non vi perdono nulla della loro utilità, benchè un sano discernimento li cambia in luoghi di delizia; vi guadagnano in cambio, attesa una cura maggiore, che loro si accorda.

Ma ci si dirà, quanto non costano mai tante costruzioni nei giardini moderni? Qualche domanda, fatta a vicenda da noi, servirà di risposta a questa obbiezione. Che non costavano mai le vostre grotte colle loro conchiglie, e gli altri loro ornamenti? Che non costavano le vostre prospettive, e le vostre fontane, i canali, i cancelli di ferro, ed i vostri belvedere? Si richiederà forse, che un ricinto rinchiuda tutte le specie di fabbriche, di cui devesi parlare nell'esposizione della teorìa dell'arte?[32] Ove si raccomanda più l'economìa in fatto d'opere d'architettura, che nel nuovo stile? Una semplice casuccia coverta di paglia, una capanna da pescatore non bastano sovente per risvegliare l'idea del conveniente, e del bello? E chi peccava più dalla parte della prodigalità di quella insulsa maniera, che collocava sempre un padiglione, una grotta in faccia l'una dell'altra, per soddisfare la falsa idea d'imitare l'uniformità regolare dell'architettura civile?

Finalmente la violenza, che s'impiegava per isfigurare la natura, era nello stesso tempo una profusione inutile. Quante colline e montagne non si sono spianate a tutto costo per cambiare in pianura lo spazio totale del giardino! E dopo aver trasformato il tutto in pianura, quante pene, e spese non vi bisognavano per dare all'acque, divenute stagnanti, un corso forzato! Qualunque tentativo fatto per opporre a se stessa la natura, di cui si può imitare i modelli con tanta facilità, e vantaggio, è una stravaganza, che punisce ben presto la spesa gettata, l'infelice successo, e il pentimento.

Se si volesse spingere avanti il paralello fra i due stili seguiti dalle due grandi nazioni, dir si potrebbe, che il Francese soffoca la natura colla industriosa attività, colla quale vuol abbellirla; l'Inglese la rende talvolta soverchiamente negletta, e quasi deforme, volendola copiare troppo scrupolosamente, e senza scelta. In Inghilterra si travaglia per se; in Francia per la propria vanità. L'Inglese cerca alla campagna i piaceri campestri; la città segue il Francese nei campi. L'Inglese è nelle sue terre giardiniere, ed economo; il Francese non vi è il più delle volte altra cosa che decoratore. Il Francese vuol gettarvi nell'ammirazione, e nella sorpresa; l'Inglese vuole occuparvi con un seguito d'idee, e di sentimenti filati. Il Francese conta sulle proporzioni; l'Inglese sulle scene, e sui quadri. Questi cerca la varietà, che presenta la natura; quegli le invenzioni dell'arte. L'Inglese si sforza di mostrare il paesaggio, ed il Francese di mostrare il proprietario.

Inoltre l'Inghilterra presenta una maggior quantità di cantoni agresti, romanzeschi, e fortemente caratterizzati, coperti da boschi, e da rocchi, e con una quantità di sorgenti, e di fiumi superbi, che portano le loro acque a fior di terra, e che non vi traboccano mai, non esclusa pur anche la regale Tamigi. La Francia al contrario ha meno di paese pittorico, e molto più di piano, che non permette una ricca varietà di scene, nè tocca la fantasìa, e che ha dato nascimento ai monotoni, e meschini giardini della pianura, che tali altronde convengono al Francese, cui bisognano de' giardini, dei quali possa colpirne al primo sguardo il totale; de' giardini vezzosi, che blandamente sorridano ai suoi occhi, e lo solletichino mollemente, e prestino alla vivace, e ristretta sua immaginazione un proporzionato campo.

È cosa inutile arrestarsi di più sulla profusione, e sul non senso dei giardini della vecchia maniera, i quali non erano, che copie servili l'uno dell'altro, sorgenti di noja, ed il frutto dei pregiudizj, della mancanza di gusto, e della pigrizia più crassa. Fortunatamente in questi ultimi tempi si è principiato a riconoscere, che anche in fatto di giardini, come di musica, e di pittura, non vi può essere che un solo genere, il bello.

La rivoluzione nell'arte dei giardini ha resa più ricca, più ridente, più pittoresca la faccia dell'Inghilterra, spogliando il paese del suo aspetto agreste, e monotono, non per rifonderlo, ma per abbellirlo. Ha propagata la conoscenza, e la ricerca delle piante indigene, e forastiere, coll'avvantaggio, che ne hanno saputo tirare in seguito le arti, ed i mestieri; ha esteso i progressi dell'agricoltura, e della scienza dell'acque, rendendovi più attenta, ed invogliandone la classe de' più facoltosi possessori; ha propagato, e diffuso in tutti l'amore, ed i beni della vita campestre, allargando la sfera degl'innocenti piaceri, delle utili occupazioni, e dell'osservazione sagace, e comunicando lo studio, e l'intelligenza delle belle arti.

Per distruggere poi l'idea, non si sa come tra noi prevalsa di soverchio dispendio, e di perdita di terreno, aggiungerò, che taluni dei parchi Inglesi non son altro che una possessione di lusso, e tale la chiamano spesso gli stessi loro autori, e proprietarj.

Alcuni ricinti Inglesi sono quanto di più fino, e di più speculato è forse stato trovato finora nell'arte di unire l'utile al dolce, e di saper trarre profitto da tutte le circostanze, e da tutti gli oggetti; e fra tutte le possessioni sono forse quelle, che rendono più colà al suo proprietario, come quelle sotto l'occhio perpetuo del padrone, delle quali n'è riservata a se la cura, e l'amministrazione, e ne ha formato un simultaneo oggetto di profitto, e di delizia.

Per capacitarsene, convien rimontare alla necessaria Cognizione degl'immensi terreni incolti, sparsi su tutta l'isola, e perfino negli stessi contorni di Londra, dove attesa l'opportunità degl'ingrassi, la facilità de' trasporti, e l'approvigionamento della capitale, questi terreni dovrebbero sembrare i più preziosi; e sono in tale stato per mancanza di braccia, occupate nella marina, e alle manifatture, ed altresì per l'interesse maggiore, che ne risulta ai particolari nell'impiego diverso dei loro capitali. Alcuni di questi tratti incolti appartengono a comunità, ed il loro acquisto diventa imbarazzante, ma non impossibile in un paese, dove le conversioni all'utile, e le proficue speculazioni sono famigliari a chicchessìa, e ben presto abbracciate. I terreni ancora sono l'oggetto il meno caricato, e la loro tassa non equivalente a quelle degli altri articoli, perchè regolata su' vecchj catastri, che non si rinnovano, perchè interessanti la parte legislativa, cui spetta l'imposizione delle tasse. Risulta adunque che il costo delle terre è moderato, e nulla in Inghilterra è meno aggravato dalle imposte. Quindi un tratto di terreno incolto, ridotto colà a parco, effettivamente guadagna. Edotti dell'importante, non si persuaderà essere oggetto di somma spesa il cingere questo tratto di terreno con meschino murello, o con barriera di legno, ove invece di legna si abbruccia il carbon fossile, ed anche per maggior risparmio coll'economico cartello, che avvisa esservi trappole, ed inciampi nascosti. Ciò fatto, a norma delle qualità, e delle differenti situazioni del fondo, questo è posto a colture analoghe, ed opportune. Un tratto di costiera al mezzodì sarà messo a viti, pianta esotica, e che dando puranche un vino pestifero, sarà sempre prezioso per il padrone di casa, ricavato da un suolo ribelle, e sotto i suoi occhi; un pezzo di terreno sarà paludoso, e vi si tenterà la coltivazione del riso. Ma siffatte cose consideransi pure per semplici capricci, e per vani tentativi di nessun lucro. Tutto il restante del parco, vale a dire la massima parte del terreno, forma altrettante praterìe effettive, e variate, abbellite da gruppi d'alberi diversi, ed irrigate da copiose acque bellissime, di cui qualcheduna ha la sua sorgente sul sito. Numerose mandre vi pascolano, talune in tratti separati, affittati, e tal altre in altri spazj riserbati al padrone. Sopra alture meno fruttifere vedonsi arrampicare montoni, e nei boschi, che danno legna d'opera, si vedono correre daini, e qualche cervo, ricercatissimi, e di sommo costo. Le case rustiche in quà, e in là disperse, o che formano casale, sono abitate da' contadini, e guarnite d'ogni genere di pollame, e d'animali. Subordinato il tutto al maggior comodo, all'economìa, ed all'ordine più preciso, tuttavìa un genio pittorico ha preordinate le situazioni, e la costruzione d'ogni cosa. Perfino la cappelletta del luogo, situata sopra un poggio, sembra appartenere al recinto, e fa quadro. Le acque abbondano di pesci, ed in alcuni tratti di prato pascolano i cavalli. Gli ortaggi, i frutteti, e le serre sono in parti nascoste, vicine alla casa, e formano scene separate.

Il nostro terreno prezioso, e generalmente coltivato non acquisterebbe certo come in Inghilterra ad essere ridotto a parco; ma tuttavìa una possessione ridotta un po' pittorescamente, e mantenuta con lusso, non può che migliorare e per l'effetto degli occhi, e per quello della borsa[33]. Obbliga altresì alla riunione de' fondi, e a piantarvi la casa nel mezzo, giusta i precetti de' buoni agricoltori. Con poca spesa, ma con assidua cura si ritrarrebbero sommi utili, che crescerebbero in ragione della superiorità del nostro clima, e della varietà, e bellezza de' nostri prodotti.

La supposizione poi che il nostro paese sia diggià un giardino, sarebbe la stessa di quella, che la nostra popolazione sia formata da altrettante Veneri, ed Apolli, come ce li descrivono i poeti, e come ce li mostrano l'opere dei migliori scultori; e si avverta, che come appunto l'Apollo di Belvedere rappresenta un bello ideale per la bellezza delle singole parti, che lo compongono, e la squisitezza del suo totale, composizione ricavata dalla natura umana, ma che realmente in essa non esiste, così dovranno essere i giardini pittorici. Ricavati da' siti naturali li singoli pezzi superiormente belli, formeranno un totale, che diventerà bello ideale (come si è detto a suo sito); e come appunto i mostri d'ogni genere hanno precedute le belle statue Greche, e Romane, così gli altri giardini hanno preceduto i giardini pittorici, stati singolarmente adottati dagl'Inglesi, e ridotti a somma perfezione; punto fisso, siccome il bello, da cui non si saprebbe deviare, che per effetto di prevalsa barbarie, o di luttuosa catastrofe di calamità.

Un'altra conseguenza, che risulta dall'osservazione di quest'opera, si è, che i giardini regolari dell'antico stile non potranno altrimenti amalgamarsi, o formar parte de' giardini naturali del moderno gusto. Il volerne da principio far saggio, e la mancanza di coraggio d'abbattere, e di conformare così il restante, hanno potuto suggerire da principio questo mezzo termine, che non quadra punto col risultato, e cogli effetti, che attendere si devono dal totale; ed anzi questa parte isolata, e perduta fa mal opera a se, ed al resto.

Si è detto, che la natura dei giardini moderni, accostandosi alla casa, ne diventa più colta, e più gentile, e vi ammette puranche qualche ornato dell'arte; ma non potrà per questo fondersi, ed accoppiarsi con una natura, che non è natura, e che non appartiene ad alcun'arte. Grandemente parlandosi, e con precisione, non vi è che un solo stile in fatto di giardini; e i giardini promiscui sono mostri.

La formazione dei giardini Inglesi, come tutte le opere, che abbracciano totalità, non potrà essere ideata, e diretta, che da una sola persona. Si sono abbastanza dettagliate le qualità, che costituiscono l'artista giardiniere, al quale potrebbe con onore supplire anche un amatore, di nessun mestiere, e che avesse una giusta conoscenza di molti, dotato d'un colpo d'occhio sicuro, e di sano discernimento, avvezzo all'osservazione, e all'esame. Richiedesi in lui molta immaginazione, o piuttosto una facile ritentiva di quanto ha veduto, e che abbia veduto assai; e per ultimo l'arte, ossia la conoscenza, il giudizio, l'industria di saperlo variamente applicare a proposito, e conformare con buon effetto. Non basterà, come si è detto, di porre in carta il disegno, e quello del circondario; gioverà ancora farne il modello, e sovrattutto disegnar ogni cosa al naturale sul sito. Walpol rimarca, che il proprietario, per poco che abbia di gusto, è il migliore ordinatore del suo giardino.

L'arte dei giardini deve travagliare non solamente per l'occhio, e per l'immaginazione, ma ancora per il sentimento. «Laddove è introdotta una miglior maniera, dice Chambers, ove i giardini sono naturali senza rassomigliare alla natura ordinaria, nuovi senza essere affettati, e straordinarj senza essere stravaganti; ove l'attenzione dello spettatore è continuamente tenuta in sospeso, punta la sua curiosità, ed il suo spirito occupato da una grande diversità di sensazioni; là bisogna, che i giardinieri siano gente di genio, d'esperienza, e di criterio; bisogna, che dessi siano pronti a sentire, ricchi di mezzi, fertili in invenzioni, e che conoscano a fondo tutt'i movimenti del cuore umano.»

Per quanto sorprendenti siano i progressi fatti in Inghilterra nell'arte dei giardini pittorici, tuttavìa sarebbe uno strano pregiudizio quello di riguardare quest'arte come pervenuta colà alla sua perfezione. Per forza di carattere, e per sovrabbondanza di mezzi molto hanno fatto gl'inglesi anche in quest'arte, ma molto resta loro da farsi ancora; ed un esame imparziale ci mostrerà gli errori, ne' quali incorrono sovente. Uno de' principali loro difetti è d'essere ancora troppo limitati. Fino al presente si sono generalmente ristretti al solo genere aggradevole, e non si sono abbastanza estesi su tutte le altre specie sì variate di giardini, che si ponno disporre a norma della differenza dei siti, e dei caratteri proprj a ciaschedun cantone. Questa sterilità si mostra ancora non solamente nella continua ripetizione di torri Chinesi, di kioschi, d'obelischi, di colonne, di tempj, e di cose, e di avanzi gotici, ma puranche nella stessa maniera del piantare. A Kent si rimproverava che le sue masse erano soverchiamente piccole, e non proporzionate agli spazj, e che si attaccava di troppo agli effetti immediati, e che non piantava per l'avvenire. Non mi è riuscito di vedere in Inghilterra de' giardini relativi alle stagioni, e alle parti del giorno. Il miscuglio intelligente delle diverse qualità di verdi, ed il contrasto delle loro forme è appena conosciuto ne' modernissimi giardini. È cosa ordinaria al lungo de' tratti erbosi, de' ruscelli, e de' fiumi la continuazione di gruppi, composti esattamente del medesimo numero, e della medesima specie d'alberi, e di vedere nel restante una continua schiera piramidale di piante, cominciando dalle più basse alle più alte. Gl'Inglesi hanno altresì accumulata una quantità di cose gotiche, d'archi trionfali, di statue equestri, di piramidi, e di circhi, che non sembrano gli oggetti fatti per un giardino.

Il gusto de' giardini Inglesi si è diffuso ben presto in tutta l'Europa, ed è stato avidamente abbracciato dalle nazioni più colte. La Francia si vanta d'avere dato il giorno a Watelet, artista, e poeta d'un rango distinto, che fu il primo scrittor Francese, che sommise i giardini all'invariabilità del bello. Penetrato delle massime, e degli effetti della pittura, fece, per quanto si poteva, l'applicazione delle regole di quest'arte a quella de' giardini; e quest'applicazione fu più felice di quella degli architetti quando trasportarono ne' giardini la simmetrìa dei loro edifizj.

Il signor di Girardin ha composta un'opera preziosa sulla composizione del paesaggio, e sui mezzi d'abbellire la natura intorno le abitazioni, accoppiando l'utile all'aggradevole; e non contento di avere esposta la teorìa, ha presentato il celebre suo giardino di Ermanonville.

In Francia è comparso il poema di Delille, che merita la palma fra tutt'i poemi didascalici sopra i giardini; l'immaginazione del cui autore è ricca, e fiorita, il suo gusto delicato, e formato dall'osservazione della natura, e dallo studio de' migliori modelli.

Anche la Germania in fatto di giardini moderni presenta de' capi d'opera, che possono gareggiare coll'opere più belle delle emule nazioni. La Germania possiede Hirchfeld. Ghesner sollevò alquanto la benda, e Sulzer fu il primo in Germania a collocare l'arte del giardinaggio fra le belle arti.

Dall'ingegno Italiano è fuor di dubbio, che colla scorta de' materiali, col favore della limpidezza del nostro cielo, e bontà di clima[34], questo ramo novello di delizia, e d'utile potrà col tempo essere portato ad un eminente grado di bello nel paese natìo dell'arti geniali; ma era necessario frattanto di avere tra noi in qualche modo una guida, onde conoscere questi giardini, e giudicarne; e sino a che i veri principj dell'arte non erano stati sviluppati a dovere, e resi generalmente cogniti, non prendendosi la buona strada, si andava soggetti a traviare spesso. Scarsi d'immaginazione, e di principj analoghi, privi d'idee chiare, e senza una giusta cognizione della cosa, si vacilla mai sempre, e non si sa che copiare a stento, e con cattivo successo de' pezzi già veduti in altri giardini; ed in questo genere non si tratta mai di copiare, ma d'inventar sempre.

Ora il cammino, che si deve percorrere, seguendo la riflessione, e lo studio della natura, è almeno in gran parte indicato; e si ritenga per massima fondamentale, che il più bel giardino è quello, che è precisamente tutto ciò, che può essere a seconda dell'indole, e qualità del sito, e de' suoi contorni.

[ INDICE DELLE MATERIE.]

[Origine dei giardini Inglesi] Pag. 1

[Descrizione di Chambers] dei giardini della China 18

[Osservazioni] relative all'arte dei giardini del moderno gusto 36

[Della destinazione, e dignità dei giardini] 47

[Della grandezza, e della varietà] 52

[Quadro della grandezza] 54

[Quadro della varietà] id.

[Della bellezza] 56

[Del colore] 59

[Del movimento] 63

[Della vaghezza] 65

[Della novità, e della sorpresa] 67

[Del contrasto] 70

[Della parsimonia, e sobrietà] 73

[Dei differenti caratteri del paesino], e de' suoi effetti 76

[Parti individuali del cantone] 79

[Eminenze] 81

[Degli sfondi] 82

[Delle roccie] 83

[Boschi] 85

[Dell'acque] 87

[Delle praterìe] 92

[Delle lontananze] 93

[Accidenti] 96

[Caratteristico dei diversi cantoni] 98

[Romanzesco, e magico] 101

[Dello spazio totale] 108

[Degli alberi, ed arbusti] 125

[Catalogo] d'alberi, d'arbusti, d'erbe a fiori, e d'erbe da prato atte al giardino all'Inglese 126

[De' caratteri distinti delle piante] 154

[Dei gruppi d'alberi] 159

[Boschetti] 163

[Boschi] 166

[Foresta] 170

[Cespuglio] 172

[Landa] 173

[Dell'ombra], e della degradazione de' colori delle foglie 175

[Dei fiori] 180

[Dell'erba] 183

[Delle acque] 187

[Del lago] 188

[Stagni] 191

[Dei torrenti] 192

[Fiume] 194

[Ruscelli] 197

[Cascata] 201

[Delle cateratte] 203

[Osservazioni sopra le acque] 204

[Dei cammini, e sentieri] 206

[Dei viali] 213

[Dei tempj] 215

[Delle grotte] 226

[Dei romitaggi] 234

[Ruine] 239

[Siti di riposo] 247

[Dei ponti] 250

[Porte] 251

[Statue] 252

[Monumenti] 255

[Iscrizioni] 262

[Delle fabbriche nei giardini] 265

[Delle case] 268

[Abbellimenti di parti] isolate di casa di campagna 270

[Dei villaggi] 278

[Dei verzieri] 281

[Delle citroniere] 285

[Ripresa, ed osservazioni] su varj articoli, particolarmente relativi alla piantagione 290

[Concezione d'un giardino] 303

[Condotta, e filo d'un giardino] 309

[Dei giardini pubblici] 316

[Giardini d'università, e d'accademie] 321

[Giardino d'ospitale] 324

[Dei giardini di convento] 325

[Giardini annessi a' cimiterj] 326

[Giardini relativi alle stagioni] 332

[Giardino di primavera] 333

[Giardino estivo] 337

[Giardino d'autunno] 340

[Giardino d'inverno] 343

[Giardini, o scene relative alle parti del giorno] 347

[Conclusione] 353