ISCRIZIONI.

Le iscrizioni sono addizioni che si fanno agli edifizj, e ai monumenti per ispiegarne l'origine, o la destinazione. Servono adunque a togliere qualunque sorta d'incertezza sulla significazione di queste fabbriche, ed a soddisfare nel punto stesso la curiosità di chi vi si accosta.

Le proprietà essenziali delle iscrizioni sono d'essere concise, e chiare, d'un buono stile, convenevoli all'oggetto, e di sembrar nate senza stento dalla natura stessa, e dalla destinazione della cosa.

Un edifizio, o un monumento non soffre che una sola iscrizione. La fabbrica non è là in favore della iscrizione, ma l'iscrizione in favore della fabbrica.

Si possono altresì spargere in un giardino delle iscrizioni sopra siti di riposo, su panche, su porte, ec. Allora cessano d'essere rischiarimenti necessarj, e s'allontanano dalla primiera loro istituzione. In questi casi, non servendo più d'indizj, potranno essere più lunghe, e più circostanziate. Potranno riportarsi alle bellezze della scena, richiamare alla mente qualche util precetto, esprimere un sentimento coerente al carattere del luogo. Quando sono morali, devono esprimere un pensiero importante, o un sentimento vero, ed elevato; quando si riportano al carattere della scena, saranno energiche, e vibrate. Riescono quasi sempre importanti nei giardini, perchè danno luogo ad un seguito d'idee, e di sentimenti, a cui l'anima forse non vi si sarebbe così facilmente abbandonata senza tale incitamento.

La lettura dei classici nelle rispettive lingue metterà in istato facilmente il proprietario del giardino di scegliere ciò, che più conviene al suo caso, e farà contribuire gli autori più accreditati alle bellezze del luogo, disseminandone i precetti, le riflessioni con saviezza, e collocazione giudiziosa. I poeti patetici, georgici, didascalici, buccolici sono piucchè mai ridondanti di sentimenti analoghi alla coltivazione, al riposo, alla solitudine, all'amor delicato, alla campestre tranquillità.

Per ottenere un buon effetto dalle iscrizioni, convien usarne con sobrietà; troppo frequenti annojano, e manifestano una cert'aria di pedanterìa: altronde varj oggetti chiaramente espressi non ammettono iscrizioni.

Nelle iscrizioni vuol essere impiegata quella lingua, ch'è più facile a comprendersi, cioè la lingua del paese. È un peccato, che le iscrizioni in buona prosa italiana formino quasi tuttora un tentativo da farsi[21]. Non conviene far pompa di molte lingue, e di lingue morte; convien imprimere dei sentimenti, e dare nozioni chiare, e distinte.

Tav. XXIV. Pagoda Chinese, suo spaccato, e pianta, d'invenzione de la Gardette.

Spiegazione del piano generale

Spiegazione del piano particolare

DELLE FABBRICHE NEI GIARDINI[22].

La comodità fu la cagion primiera delle piccole fabbriche, che si praticarono nei giardini. Si cercava un sito, ove porsi al coperto dalle pioggie, dal vento, dal freddo, e dal caldo; si voleva un grato ricovero, in cui godere in pace dei piaceri della società, e di quelli della solitudine.

Il gusto in appresso avendole considerate come mezzi di abbellimento, si cominciò a precisarne le forme, l'eleganza, il carattere, la situazione.

Avanti di farne la scelta convien usare la più diligente attenzione alla situazione, all'indole, ed alla disposizione del giardino, e soprattutto distribuirle con discernimento, e sobrietà.

Gli edifizj devono produrre il loro effetto nei giardini egualmente, che nei paesetti, e non comparirvi come semplici oggetti, ma come oggetti di una significazione determinata. Devono esser proprj, non solo ad indicare più chiaramente il carattere del cantone, cui appartengono, ma ancora a comunicargli una nuova energìa, che si diffonda sul totale. Devono rinvigorire l'amenità, l'allegrìa, la gravità, la malinconìa delle scene, delle quali fanno parte, e rendere ciascheduno di questi caratteri vieppiù sensibile. Un rottame rinforza l'aspetto solenne, un eremo il malinconico, un tempio il nobile, una capanna il campestre.

Sarà dunque essenziale che la fabbrica si accordi col carattere del luogo, in cui è riposta; ed anzi il carattere di ciascheduna scena determinerà la qualità dell'edifizio, che le conviene.

Inoltre la grandezza, e l'ornato esteriore dell'edifizio devono misurarsi sull'indole particolare del distretto. Soverchia estensione e ricchezza spegne soventi l'impressione, che produr deve la scena naturale; e se è troppo poca, non la fa spiccare abbastanza: poichè si avrà presente, che non bisogna considerare la fabbrica, e il sito, in cui risiede, come parti tra loro isolate, ed indipendenti, ma che devono formare un totale, sostenersi amichevolmente colle reciproche loro relazioni, ed accrescere le mutue loro impressioni con combinazione armoniosa.