I.
Quando il capitano di vascello Ruggero Carleoni, comandante della «Siracusa», ebbe finito di decifrare nella sala del Consiglio della nave il lungo dispaccio del ministro della Marina, chiuse il foglio in uno dei cassetti della scrivania, strappò e stracciò la pagina del taccuino dove aveva trascritto alcuni dei passi più importanti degli ordini telegrafici, e disse a Catenuti, il sott'ufficiale-segretario:
— Chiami subito il comandante in seconda.
A bordo, finite le esercitazioni militari e marinaresche di orario, parte dell'equipaggio lavorava a rimettere in assetto il formidabile strumento di guerra, parte si godeva il riposo che precede l'ora del pasto. Il caporale-portalettere aveva già fatto la prima distribuzione; alcuni marinai, nel ponte di batteria, curvi sulle tavole dei ranci, rispondevano ai loro cari. Barbarini, il secondo, chiacchierava col capitano medico, a poppa, fumando, quando fu avvertito di scendere giù presso il comandante, che lo aspettava d'urgenza.
— Comandante Barbarini, — gli disse Carleoni, rispondendo con un breve cenno del capo e della mano al suo saluto, — siamo al totale di munizioni e di carbone?
— Sì, signor comandante.
— E di viveri?
— Mancheranno una quindicina di giorni alla dotazione normale.
— Si rifornisca nel più breve tempo possibile. Mandi una forte comandata, per affrettare il trasporto e l'imbarco. — Dopo avere alzato gli occhi all'orologio, riprese: — Dia ordine al direttore di macchina che accenda subito i fuochi e sia pronto a partire non più tardi delle cinque. Vi è molta gente a terra?
— Una ventina d'uomini, in permesso ordinario.
— Nessun ufficiale?
— Due guardiamarina e un sottotenente di vascello....
— Chi è?
— Suo figlio.
Carleoni tacque un poco. L'espressione già grave del maschio viso incorniciato dai capelli grigi e dalla barba candida, sulla quale spiccavano i folti baffi ancora del colore dell'oro, divenne severa.
— Scende troppo spesso a terra, quel ragazzo.
— M'aveva chiesto il permesso fino da ieri; non credetti di negarglielo.
— Lei sa che non deve accordargli nessuna preferenza, che è mio vivo desiderio di vederlo trattato come tutti i suoi compagni.
— Non gli ho accordato preferenze, comandante! Mi disse che aveva un impegno; era franco di servizio....
Dopo un'altra pausa Carleoni riprese, rapidamente, quasi per guadagnare il tempo perduto nella parentesi:
— Richiami tutta la gente a bordo. Senta il capitano medico se quei due infermi gravi sono da sbarcare. Avverta le mense che si provvedano di viveri freschi per una settimana, ed anche più.... — Parve cercare nella memoria altre cose; poi, movendo un passo verso il secondo, con voce più riposata, con tono di confidenza amichevole: — Del resto, — soggiunse, — non ho bisogno di spiegarle altro. Lei sa quel che deve fare. Appena la macchina sarà pronta si partirà.... Andiamo al Marocco. Pare che la feccia della popolazione tangerina, in uno scoppio di fanatismo religioso, abbia fatto strage di Europei. Il Consolato italiano sarebbe invaso e saccheggiato.... Ci toccherà probabilmente di menar le mani.... — Si stropicciò le sue, che erano belle e bianche, poi disse: — Mi mandi l'ufficiale di rotta e il commissario.
Alla nuova chiamata, agli ordini impartiti in macchina, alla formazione della comandata per l'imbarco dei viveri, un senso di curiosità cominciò a diffondersi tra l'equipaggio, e crebbe, fino all'inquietudine, quando l'ufficiale di guardia, sulla plancia, dopo avere ordinato al personale di timoneria d'invergare la bandiera di partenza e al capo cannoniere di caricare un pezzo in salva, ordinò:
— A riva il segnale!... Fuoco!...
La bandiera azzurra col dado bianco salì lentamente in cima all'albero; la cannonata rimbombò, ripetuta dall'eco per la cerchia delle colline.
Da una manica a vento emerse la testa affumicata di un fochista, il quale domandò a un gruppo di marinai confabulanti:
— Neh, ched'è?
— Zitto voi! — ingiunse l'ufficiale. — E voialtri, ai vostri posti!
Ma l'agitazione, repressa in quel punto, si diffuse altrove.
— Che è successo?... Una torpediniera nemica?... Compie gli anni il Re.... Un incendio a terra!... Ma che: si parte!... No, è una finta manovra!... È scoppiata la rivoluzione....
Le notizie più stravaganti s'incrociavano, dette sul serio e da burla, credute ingenuamente o accolte con sorrisi d'incredulità. Le risa dei tenenti di vascello scoppiarono sonore quando uno di essi, De Ricci, avendo domandato di che si trattasse al piantone, un Tarantino famoso per la sua stupidaggine, si udì rispondere: — È partorito un principe!
Giù, frattanto, nella sala del Consiglio, accorsi alla chiamata, il commissario Barresi, e Mietti, l'ufficiale di rotta, aspettavano gli ordini del capo. In piedi, presso la scrivania, col cifrario in mano e molte carte dinanzi, Carleoni dettava telegrammi al segretario.
— Eccomi a loro, — esclamò, quando ebbe finito. — Occorre provvedersi di fondi, Barresi, e specialmente di oro. Quanto ne abbiamo in cassa?
— Poche migliaia di lire, comandante: sei o sette. Se vuol sapere con precisione....
— Prepari subito una richiesta di centomila lire d'oro, e si rechi immediatamente alla Banca d'Italia per ritirarle.... Partiamo alle cinque, — riprese, volgendosi all'ufficiale; — partiamo per le coste marocchine.... Mi porti le carte e i portolani per stabilire le rotte.
Su, in coperta, gli ordini s'incrociavano, gruppi di marinai correvano da un capo all'altro, in mezzo al frastuono dei congegni messi in azione. I cannonieri rizzavano le artiglierie, altri uomini le forge, i banchi, tutto ciò che non era fissato alla nave; gli argani cigolavano, a prora, recuperando la catena dell'áncora fino a lasciarla a picco lungo; i fumaioli già eruttavano fumo misto a faville, e il fumo si disegnava nero e denso sulle volute delle nuvole emergenti dal mare di libeccio come foschi vapori di un vasto incendio lontano.
— Il barometro è basso, — fece osservare Barbarini al primo medico; — non avremo una comoda traversata. Dice il comandante se credi di sbarcare i due ammalati?
— Uno soltanto, il timoniere. L'altro va meglio.
Mentre l'infermo, pallido, esangue, era portato su, nella barella, i primi gruppi degli sbarcati ritornavano a bordo; poco dopo giunsero insieme i due guardiamarina. Una barca da nolo portò un altro fattorino del telegrafo con un espresso: un piego del ministero degli Esteri. Barbarini, dopo averlo mandato al comandante, vedendo che il suo figliuolo tardava a tornare, e concependone qualche inquietudine, fece chiamare il sottotenente di vascello Marco Roccaforte.
— Lei è molto amico di Luigi Carleoni: sa dove si potrebbe trovare, a quest'ora?
— Non so, comandante.... Forse.... — Parve che il giovane volesse dire qualche cosa; poi, come non potendo o non volendo spiegarsi, ripetè: — Non so davvero.... Potrei domandarne all'attendente.