NOTE:

[1]. Zurita, Annales de Aragon, V, 36.

[2]. Appendice de' documenti alla Lucrezia Borgia, [n. 6].

[3]. Zurita (IV, 55) afferma, che morì sin dexar ninguna succession. L. N. Cittadella, senza badare a ciò, nel suo Saggio di Albero genealogico e di memorie su la famiglia Borgia (Torino, 1872), gli dà due figliuoli, Silvia e il cardinale Giovanni Borgia juniore.

[4]. Raynald, su questo anno, n. 31.

[5]. Statura procerus, colore medio, nigris oculis, ore paululum pleniore: Hieron. Portius, Commentarius, edizione rara del 1493: nella Casanatense in Roma.

[6]. Appendice di documenti, [n. 1].

[7]. Appendice di documenti, [n. 30], sulla fine.[10]

[8]. Giannandrea Boccaccio al duca, Roma, 25 febbraio, 11 marzo 1493; e su questi dispacci ritorneremo più oltre. Archivio di Stato di Modena.

[9]. Marin Sanudo, Diario, vol. I, fol. 258.

[10]. Devo avvertire che nel rendere qui le corrispondenze e i documenti italiani, mi son deciso, dopo matura considerazione, a ridurli a lezione moderna, prestando loro forma e linguaggio più rispondenti a quelli dell'oggi. Ho sempre però tenuti presenti e scrupolosamente seguiti i testi originali. Mi son quindi rimasto fedele al concetto, non senz'anco, ov'era possibile, conservare l'espressione e sin le parole. Documenti e corrispondenze del tempo occorrono in questa storia frequenti troppo e numerosi. E riprodurre le une e gli altri testualmente nella lingua genuina e nella forma primitiva ancora e molto rozza, sarebbe stato come far del libro una specie di centone goffo e fastidiosissimo alla lettura. Niuno, per poco famigliare che sia con le scritture del tempo, di cui qui si discorre, vorrà per ciò muovermi rimprovero. Anzi, mi confido, approverà il modo usato. Chè, del resto, provvedendo così all'unità di stile e all'armonia di forma, non s'è defraudato alcuno d'alcuna cosa. Il lettore curioso e diligente troverà alla fine del volume, in Appendice, riprodotti originalmente i documenti più importanti e tuttora inediti, quelli che l'Autore stesso ha creduto dover pubblicare. (Nota del Traduttore.)

[11]. Appendice di documenti, [n. 4].

[12]. Appendice di documenti, [n. 1].

[13]. Un estratto delle tavole nuziali è nell'Archivio del Campidoglio, Cred. XIV, t. 72. Da un istrumento del notaro Agostino Martini.

[14]. Vedi in proposito le notizie da me tolte dall'Adinolfi nella mia Geschichte der Stadt Rom im Mittelalter, 2 Aufl., VII, 312.

[15]. La lettera con l'indirizzo: A messer Carlo Canale, si trova nell'edizione: Le Stanze e l'Orfeo ed altre poesie di Angelo Poliziano. Milano, 1808.

[16]. Nell'Archivio di Mantova trovasi una lettera della marchesa Isabella a Carlo Canale del 4 dicembre 1499.

[17]. Tutto questo intorno al Canale nella prefazione all'Orfeo di Ireneo Affò, messa nella citata edizione di Milano, specialmente nelle note.

[18]. Appendice di documenti, [n. 2].

[19]. Ludovico Gonzaga a Bartolomeo Erba: Siamo contenti contrahi in nome nro. compaternità cum M. Carolo Canale et cussì per questa nostra ti commettiamo e constituimo nostro Procuratore... Nota dell'Affò nella sua prefazione all'Orfeo, pag. 113.

[20]. Ma. Adriana Ursina, la quale è socera de la dicta madona Julia (Farnese), che ha sempre governata essa sposa (Lucrezia) in casa propria per esser in loco de nepote del Pontifice, la fu figliuola de messer Piedro de Milla, noto a V. Ema. Sigria, cusino carnale del Papa. — Dispaccio ad Ercole, del 13 giugno 1493, nell'Archivio di Stato di Modena. E in un altro dispaccio del 6 maggio 1493 lo stesso la chiama: Madona Adriana Ursina soa governatrice figliola che fu del quondam messer Pietro del Mila.

[21]. Altro vocabolo, che più s'accosti al tedesco Blaustrumpf, non mi sovviene, e forse non v'è. Gl'Inglesi hanno l'equivalente bleu-stocking, e i Francesi bas-bleu. Nella nostra lingua espressione più specifica e viva manca, perche prima, come ben dice l'Autore, ce ne mancò il concetto, e poi la cosa. Dico ci mancò, non ci manca, perche timidamente sì, ma oramai comincia anche tra noi a mostrarsi. Del resto quel che importa è comprendere il valore intrinseco della parola tedesca. Blaustrumpf vocabolo composto, letteralmente indica persona dalle calze cilestri. Si adopera al traslato ironico, e vuol dire donna che ha messo calze maschili, dandosi aria e pretensioni gravi di uomo. Risponde estrinsecamente un po' a quel che noi si vuol significare con donna coi calzoni. Questo però va inteso più nel senso di donna di spirito libero. Per tanto ho preferito dottoressa, che, come il Fanfani nota, è usato per indicar donna sacciuta e salamistra. (Nota del Traduttore.)

[22]. Jacobus Bergomensis, De claris mulieribus. Paris, 1521.

[23]. Appendice di documenti, [n. 4].

[24]. Appendice di documenti, [n. 3].

[25]. Accedit studium illud tuum et perquam fertile bonarum litterarum in quo hac in state seris.... Non deerit surgenti tuae virtuti commodus aliquando et idoneus praeco. — At tu Caesar profecto non parum laudandus es; qui in hac aetate tam facile senem agis. Perge nostri temporis Borgiae familiae spes et decus. — Prefazione alla Syllabica, edizione romana del 1488: nell'edizione del Gennarelli del Diario di Burcard.

[26]. Appendice di documenti, [n. 4].

[27]. Sullo studio di Cesare in Pisa: Angelo Fabroni, Hist. Acad. Pisan., I, 160, 201.

[28]. Appendice di documenti, [n. 4]. — Il 16 giugno 1491 furono fatte alcune mutazioni al contratto, le quali Beneimbene ha registrate nello stesso protocollo.

[29]. Tutto ciò apparisce dallo scioglimento del contratto matrimoniale con Don Gasparo: Appendice di documenti, [n. 7].

[30]. Cum simonia et mille ribalderie et inhonestate si è venduto il Pontificato che è cosa ignominiosa et detestabile.... Dispaccio dell'ambasciatore ferrarese in Milano, Giacomo Trotti, al duca Ercole. Milano, 28 agosto 1492: nell'Archivio di Modena.

[31]. Compose i distici Jeronimo Porcio, che gli pose nel Hieronymus Porcius Patritius Romanus Rotae Primarius Auditor.... Commentarius. Edizione rara di Eucario Silber in Roma, 18 settembre 1498. — Altri distici di Michele Ferno di Milano finiscono:

Borgia stirps: bos: atque Ceres trascendit Olympo,

Cantabunt nomen saecula cuncta suum;

il che è stato una vera profezia. Vedi: Michael Firnus, Historia nova Alexandri VI ab Inocentii obitu VIII. Edizione similmente rara dello stesso Eucario Silber, anno 1493.

[32]. Ex arce Spoletina, die V Oct. (di propria mano) Vr. uti fr. Cesar de Borja Elect. Valentin. Pubblicato dal Reumont nell'Archiv. Stor. Ital., serie 3ª, tomo XVII, 1873, 3ª dispensa.

[33]. Era venuto il primo marito de la dicta nepote, qual fu rimesso a Napoli, non visto da niuno... Dispaccio di Giannandrea Boccaccio, vescovo di Modena, Roma, 2 novembre 1492, e i seguenti del 5 e 9 novembre, nell'Archivio di Modena.

[34]. Appendice di documenti, [n. 7].

[35]. Dispaccio nell'Archivio di Mantova. Ne' rapporti officiali la Lucrezia era a volte chiamata anche Nipote del Papa.

[36]. Giannandrea Boccaccio al duca Ercole. Roma, 25 febbraio 1493.

[37]. Vedi il contratto di matrimonio nell'Appendice di documenti, [n. 9].

[38]. Memorie manoscritte di Pesaro, di Pietro Marzetti e di Lodovico Zacconi, nella Biblioteca Oliveriana di quella città.

[39]. Appendice di documenti, [n. 8].

[40]. Dispacci del Boccaccio. Roma, 25 febbraio e 11 marzo 1493.

[41]. Magni et excellentis ingenii et praeclare indolis; prae se fert speciem filii magni Principis, et super omnia clarus et iocundus, e tutto festa: cum magna siquidem modestia est longe melioris et praestantioris aspectus quam sit dux Candie germanus suus. Anchora lui è dotato di bone parte. — Dispaccio del 19 marzo 1493.

[42]. Mai fu visto il più carnale homo; l'hama questa madona Lucrezia in superlativo gradu. Dispaccio del Boccaccio, Roma, 4 aprile 1493. L'espressione carnale è da prendere solo nel senso del nepotismo: così l'ambasciatore stesso l'adopera anche in altro luogo in modo chiaro e che non ammette dubbio.

[43]. Se ne vegga la descrizione nella mia Geschichte der Stadt Rom im Mittelalter.

[44]. Appendice di documenti, [n. 10].

[45]. Cod. Aragon., II, 2, 67. Edizione Trinchera.

[46]. Carte Strozziane, filza 343. Archivio di Firenze.

[47]. Il 13 gennaio 1494, Lelia Ursina de Farnesio si congratula con lui della nomina. Ibidem.

[48]. Appendice di documenti, [n. 11].

[49]. Appendice di documenti, [n. 11].

[50]. Atti e Memorie di Storia patria per le provincie Modenesi e Parmensi. Modena, 1863, vol. I, pag. 443.

[51]. Dispacci di Giorgio Brognolo al marchese. Roma, 6 e 15 maggio 1494. Archivio di Mantova.

[52]. Dispaccio di Giacomo Trotti al duca Ercole. Milano, 11 giugno 1494. — Le donne il 1º maggio erano ancora in Roma, avendo in tal giorno madonna Adriana scritto alla marchesa di Mantova, per raccomandarle un'amica. — Lettera nell'Archivio di Mantova.

[53]. Questo Breve trovasi nella Storia de' Conti e Duchi d'Urbino dell'Ugolini, II: docum. n. 13. Vedi l'originale nell'Archivio di Stato di Firenze: solo la firma è di mano d'Alessandro; il rimanente è del datario Giovanni Lopez, che si sottoscrive: Io Datarius.

[54]. Memorie di Tommaso Diplovatazio, Patrizio Costantinopolitano e Pesarese, di Annibale Olivieri. Pesaro, 1771.

[55]. Su Collenuccio vedi lo scritto del suo concittadino Giulio Perticari, nelle Opere di costui. Bologna, 1837, vol. II, pag. 52 e segg.

[56]. Questa notizia la dà Marin Sanudo, Venuta di Carlo VIII in Italia. L'originale è nella Biblioteca di Parigi, ma ultimamente riprodotto in copia nella Marciana. Egli chiama Giulia favorita del Pontefice, di età giovane, et bellissima, savia, accorta e mansueta.

[57]. Secondo un dispaccio di Brognolo, nell'Archivio di Mantova, Giulia e Adriana tornarono il primo dicembre. In quel giorno Pandolfo Collenuccio, che trovavasi allora in Roma, scriveva: Una optima novella ce è per alcuno. Che M. Julia si è recuperata, et andò Messer Joan Marrades per Lei. Et è venuta in Roma: e dicesi, che Domenica de nocte allogiò in Palazzo. — Archivio di Modena.

[58]. Dispaccio di Giacomo Trotti. Milano, 21 dicembre 1494. — Archivio di Modena.

[59]. Che li pareva ogni hora vedere Messer Bartolomeo da Calcho a Sua Eccellenzia cum una staffetta, chel Papa fosse preso, e li fosse taliata la testa.

[60]. Trotti al duca di Ferrara. Milano, 24 dicembre 1494.

[61]. Queste date le porge Marin Sanudo nella sua storia manoscritta dell'invasione di Carlo VIII, fol. 470.

[62]. Queste date sono tolte dalle notizie di Marin Sanudo, Diario, vol. I, fol. 55, 58, 85.

[63]. Il dì de S. Laurentio il Duca de Gandia, figliuolo del Papa, intrò in Roma accompagnato dal Cardinale di Valenzia, et tutta la Corte con grandissima pompa. Dispaccio di Lodovico Carissimi al duca di Ferrara. Roma, 15 agosto 1496. Archivio di Modena. — Il 12 settembre il Gandia scrisse una lettera al marchese Gonzaga, che è riprodotta nell'Appendice di n. 12, affinchè si abbia anche una lettera di questo Borgia.

[64]. Il Boccaccio ad Ercole, 24 maggio 1495.

[65]. La Civiltà Cattolica (fascicolo del 15 marzo 1873, pag. 727) dà un estratto della notizia del Diario di Marin Sanudo, vol. I, 258. Essa suona così: Da Roma per le lettere del orator nostro se intese et etiam de private persone cossa assai abominevole in la chiesa di Dio che al papa erra nato un fiolo di una dona romana maridata, ch'el padre l'havea rufianata e di questa il marito invitò il suocero ala vigna e lo uccise tagliandogli el capo ponendo quello sopra uno legno con letere che diceva questo e il capo de mio suocero che a rufianato sua fiola al papa et che inteso questo il papa fece metter el dito in exilio di Roma con taglia. Questa nova vene per letere particular etiam si godea con la sua spagnola menatali di Spagna per suo fiol duca di Gandia novamente lì venuto.

[66]. Epitaphia clarissimarum mulierum quae virtute: arte: aut aliqua nota claruerunt. Codice di Hartmann Schedel nella Biblioteca Nazionale di Monaco.

[67]. Lod. Zacconi, Hist. di Pesaro, manoscritto nella Biblioteca Oliveriana; e così pure Pietro Marzetti.

[68]. Le lettere sono nell'Archivio Gonzaga a Mantova.

[69]. Battista Almerici, I, e Pietro Marzetti, Memorie di Pesaro. Il manoscritto è nella Oliveriana. Queste cronache non sono esatte nelle date e spesso sono piene d'errori.

[70]. Marin Sanudo, Diario, vol. I, fol. 410, marzo 1497.

[71]. Nell'Appendice di documenti, [n. 14], v'è la lettera di condoglianza del cardinale Giuliano Della Rovere.

[72]. Quest'atto è dato in sunto dall'Amati nel Periodico di Numismatica dello Strozzi, anno III, fasc. II, pag. 73.

[73]. Appendice di documenti, [n. 17].

[74]. Nell'Archivio di Modena fra le Lettere di Donato Aretino da Roma.

[75]. Lettera di Lodovico Carissimi. Roma, 8 agosto 1497. — Archivio di Modena.

[76]. Et mancho se è curato de fare prova de se qua con Done per poterne chiarire el Rev. Legato che era qua, sebbene Sua Excellentia tastandolo sopra ciò gli ne abia facto offerta. Dispaccio dell'ambasciatore ferrarese a Milano, Antonio Costabili, al duca Ercole. Milano, 23 giugno 1497. — Archivio di Modena.

[77]. Di ciò Pandolfo Collenuccio, che era in Roma al seguito del cardinale Ippolito, scrive al duca di Ferrara il 25 dicembre 1498 (1497). La lettera autografa è nell'Archivio di Modena: El S. de Pesaro ha scripto qua de sua mano: non haverla mai cognosciuta.... et esser impotente, alias la sententia non se potea dare.... El prefato S. dice però haver scripto così per obedire el Duca de Milano et Aschanio.

[78]. Nello stesso dispaccio da Milano del 23 giugno 1497, l'ambasciatore ferrarese Costabili scriveva, Giovanni Sforza aver detto al duca Ludovico: Anzi haverla conosciuta infinite volte, ma chel Papa non gelha tolta per altro se non per usare con lei. Extendendose molto a carico di Sua Beatitudine.

[79]. L'originale del Breve si trova nell'Archivio di Modena: proviene dalla Cancelleria di Lucrezia. — Appendice di documenti, [n. 15].

[80]. Appendice di documenti, [n. 16]. — Il Ducato di Bisceglie, città oggi di 19,000 abitanti, cui mena la strada ferrata di Foggia. Si diceva e scriveva allora anche Biseglia o Biselli.

[81]. Dispaccio di Giovanni Lucido Cataneo. Roma, 8 agosto 1498. — Archivio Gonzaga.

[82]. I Brevi sono nell'Archivio di Stato di Venezia.

[83]. L'istrumento è nel protocollo di Beneimbene. Vedine l'estratto nell'Appendice di documenti, [n. 18].

[84]. Nel protocollo di Beneimbene.

[85]. Appendice di documenti, [n. 23].

[86]. La notizia è nel Diario di Marin Sanudo, II, 751.

[87]. Il Breve è nell'Archivio di Stato di Spoleto.

[88]. La Bolla d'investitura su pergamena è datata da Roma 1499 Non. (il mese manca). È un'ampia donazione. — Dalla Cancelleria di Lucrezia nell'Archivio di Modena.

[89]. I due Brevi sono nell'Archivio della Casa comunale di Nepi.

[90]. Gli atti relativi alla vendita, dagli 11 al 15 febbraio 1500, sono nell'Archivio di Modena.

[91]. Vedi la protesta di Jacopo Gaetani nell'Appendice di documenti, [n. 19].

[92]. Appendice di documenti, [n. 22].

[93]. Manoscritto nella Vaticana, n. 5205.

[94]. Collocutores itinerantes Tuscus et Remus, Romae in Campo Florae, 1497. Un altro scritto, del quale Jeronimo si vanta, De gentilicium nuptiarum ritu libellus, non m'è riuscito vederlo.

[95]. Appendice di documenti, [n. 5].

[96]. Appendice di documenti, [n. 13].

[97]. Vedi Appendice di documenti, [n. 41], [42].

[98]. Vedi il mio scritto: Das Archiv der Notare des Capitols in Rom und das Protocollbuch des Notars Camillus de Beneimbene von 1457 bis 1505. Resoconto di una tornata della Reale Accademia Bavarese delle Scienze a Monaco, 1872, fascic. IV.

[99]. Nel Codice di Hartmann Schedel, nella Biblioteca Nazionale di Monaco.

[100]. Nell'Archivio Gonzaga.

[101]. In questa mattina ho hauto lo adviso de la morte del Rmo Card. Borgia MIO FRATRE passato de questa vita in Urbino. Forlì, 16 Ian. 1500. — Archivio di Modena.

[102]. A. 1500 22 gennaio (la data è sbagliata) morì il Card. Borgia, fiolo del Papa Alexº a Orbino. Silva Cronicarum Bernardini Zambotti. — Manoscritto nella Biblioteca di Ferrara.

[103]. La bona memoria del Cardinale Borgia mio fratre. Roma, 30 luglio 1500 — Archivio Gonzaga.

[104]. È erroneo ciò che crede il Cittadella, che Giovanni Borgia iunior sia stato un figlio di Pierluigi, il fratello di Alessandro.

[105]. Femina quasi virago crudelissima et di gran animo. — Venuta di Carlo VIII, pag. 811. Manoscritto. Qui Virago non sta nel senso indicato innanti a pag. 28, ma nell'altro di donna di tempra virile — Mannweib.

[106]. O bona Madonna, hora non te mancherà da.... Dispaccio dell'ambasciatore ferrarese Giorgio Seregni al duca Ercole. Milano, 15 gennaio 1500. — Archivio di Modena.

[107]. Appendice di documenti, [n. 20].

[108]. Appendice di documenti, [n. 26].

[109]. Appendice di documenti, [n. 21].

[110]. Sulla facciata di Porta Romana e sui bastioni si veggono ancora le armi colossali in pietra di Paolo III, e quelle di suo figlio. Un'iscrizione dice: «P. Aloisius Farnesius Dux i Castri et Nepete Munimentum hoc ad tutelam civitatis exstruxit, mdxl.»

[111]. Corrispondenza di lui col Gonzaga conservata nell'Archivio di Mantova.

[112]. Ad Pisaurenses: Guidi Posthumi Silvestris Pisaurensis Elegiarum, Libri II, pag. 33. Bonon., 1624.

[113]. Appendice di documenti, [n. 24].

[114]. Pietro Marzetti, Memorie di Pesaro. Manoscritto nella Oliveriana.

[115]. Appendice di documenti, [n. 25].

[116]. Il cardinal Ferrari al duca Ercole. Roma, 18 febbraio 1501. Prima lettera, tra quelle esistenti nell'Archivio di Modena, relativa a questo affare.

[117]. Lettera di Ercole al suo inviato Manfredo Manfredi in Firenze, 25 aprile 1501. — Archivio di Modena.

[118]. Il Ferrari a Ercole, 1 maggio 1501.

[119]. Girolamo Sacrati a Ercole. Roma, 8 maggio 1501.

[120]. Bartolommeo dei Cavallieri, inviato ferrarese in Francia, a Ercole. Châlons, 26 maggio 1501.

[121]. Bartolommeo dei Cavallieri. Lione, 22 giugno 1501.

[122]. Ercole a Giovanni Valla, 8 luglio 1501. Ercole al cardinale di Rouen, 8 luglio 1501.

[123]. Dispaccio di Bartolommeo Cavallieri, inviato di Ferrara presso la Corte di Francia, a Ercole, 10, 14, 21 luglio 1501.

[124]. Dispacci dello stesso senza data.

[125]. Il duca Ercole a Giovanni Valla, suo ambasciatore presso il cardinale di Rouen in Milano, 21 e 26 luglio 1501.

[126]. Da Roma accertasi, che la figliola del Papa ha partorito.... Gio. Alberto della Pigna al duca. Venezia, 15 marzo 1498. — Archivio di Modena.

[127]. Uno dei primi ad annunziare che Cesare fosse stato l'uccisore del fratello, fu un inviato ferrarese a Venezia. De novo ho inteso, come de la morte del Duca di Candia fo causa el Cardinale suo fratello. Dispaccio del Pigna ad Ercole, Venezia, 22 febbraio 1498.

[128]. Si paragoni l'epitaffio di Alessandro VI del Sannazzaro con l'epigramma di Guido Postumo: In Tumulum Sexti.

[129]. Nella lettera presso il Malipiero (Arch. Stor. Ital., VII, I, 499) è detto: Si dice che il signor Giovanni Sforza ha fatto questo effetto (l'uccisione di Gandia), perchè il Duca di Gandia usava con la sorella, sua consorte, la quale è fiola del Papa, ma d'un'altra madre: il che è positivamente falso. L'ambasciatore veneziano Polo Capello accenna a quel rumore con un SI DICE nella sua conosciuta Relazione del settembre 1500.

[130]. Il Cavallieri ad Ercole: Lione, S agosto 1501. Informa avere il Papa scritto al suo nunzio di accettare le domande del duca per concludere il matrimonio, il quale sarebbe straordinariamente vantaggioso per quest'ultimo e pel duca di Romagna.

[131]. Dispacci dell'inviato ferrarese Bartolommeo Cartari da Venezia: 25 giugno, 28 luglio, 2 agosto 1501. — Archivio di Modena.

[132]. Lettera di Ercole al Pozzi in Ferrara, 25 agosto 1501. Le lettere di Massimiliano non si trovano nell'Archivio d'Este, nè a Vienna.

[133]. Il contratto del 26 agosto 1501 fu ricevuto dal Beneimbene. Tanto questo, quanto l'altro contratto stipulato a Ferrara il primo settembre 1501 in Belfiore, allegato in copia nel protocollo del Beneimbene, non sono riprodotti nell'Appendice, perchè troppo lunghi.

[134]. Il cardinal Ferrari ad Ercole. Roma, 27 agosto 1501.

[135]. Minute ducali, primo settembre 1501.

[136]. La lettera è stampata nella Lucrezia Borgia duchessa di Ferrara, del Zucchetti. Milano, 1869.

[137]. Ed altre cose che egli disse per maggiormente magnificare il fatto. Matteo Canali al duca di Ferrara. Roma, 11 settembre 1501.

[138]. Quale mi pare già essere optima Ferrarese. Dispaccio da Roma del 15 settembre.

[139]. Che voleva havessimo veduto che la Duchessa non era zoppa. Il Saraceni a Ercole. Roma, 16 settembre.

[140]. Saraceni. Roma, 23 settembre.

[141]. Dispaccio del 25 settembre.

[142]. Appendice di documenti, [n. 29]. Ercole fece rispondere in modo da calmare i timori. Lettera a' suoi due oratori in Roma, 30 settembre 1501.

[143]. Dispaccio di Matteo Canali ad Ercole. Roma, 18 settembre 1501.

[144]. Vedi le Bolle nell'Appendice di documenti, [n. 27] e [28]. Entrambe sono nell'Archivio di Modena. La prima è un duplicato, la seconda originale. Manca il suggello di piombo; ma rimane ancora il filo di seta rossa e gialla, cui era sospeso. Lo stesso m'accadde incontrare in un manoscritto della Barberiniana in Roma, che diedi già nella Storia della città di Roma nel Medio Evo.

[145]. In un mandato del Papa, relativo a certi balzelli, del 21 luglio 1501, si dice: Nobili Infanti Johanni Borgia nostro secundum carnem nepoti. Anche in un Breve del 12 giugno 1502 alla Comunità di Gallese: Dil. filii nobilis infantis Johannis Borgia ducis Nepesini dilecti filii nobilis viri Caesaris Borgia de Francia, etc. — Archivio di Modena.

[146]. Il Saraceni ad Ercole. Roma, 28 settembre.

[147]. Datum in civitate Hispali, 7 gennaio 1502. Yo el Rey. — Archivio di Modena, nel Liber Arrendamentorun Terrarum ad Illmos Dnos Rodericum Bor. de Aragonia Sermoneti et Jo. de bor. Nepesin. Duces infantes spectantium alearq. scripturar. status eorundem tangentium. Biselli, 1502.

[148]. Lucrezia ad Ercole, 18 ottobre. Ercole a Lucrezia, 23 ottobre.

[149]. Gerardo Saraceni ad Ercole, 15 ottobre 1501.

[150]. Ercole a Don Francesco Roxas, 24 ottobre 1501.

[151]. Gerardo Saraceni ad Ercole. Roma, 26 ottobre 1501.

[152]. Il Saraceni ad Ercole, 26 ottobre 1501.

[153]. L'oratore Manfredo Manfredi ad Ercole. Firenze, 22 e 24 novembre 1601.

[154]. Il duca a' suoi due ambasciatori in Roma, 7 ottobre 1501.

[155]. Ercole a Gerardo Saraceni, 24 novembre 1501, e altre sue lettere dello stesso tenore a' suoi ambasciatori.

[156]. Ercole a Gerardo Saraceni in Roma, 11 ottobre 1501.

[157]. Dispaccio dell'inviato Ferrarese ad Ercole. Roma, 31 ottobre 1501.

[158]. Il qual mal effecto volendo nui fugire, seamo condescesani a contrahere la affinità cum soa Santità. Responsum ill.mi Dni ducis Ferrarie D. Angustino Semetic Ces. M.tis secretario. Ferrara, 22 novembre 1501.

[159]. Che il procedere del Duca era un procedere da mercatante. Ercole a Gerardo Saraceni, 1º dicembre 1501.

[160]. Ercole ad Alessandro VI, 1º dicembre 1501.

[161]. Dispaccio di Giovanni Lucido, nell'Archivio di Mantova.

[162]. La relazione di questo Reporter, che si segna El Prete, si conserva nell'Archivio di Mantova.

[163]. Appendice di documenti, [n. 34].

[164]. Dispaccio di Gianluca Pozzi ad Ercole. Roma, 25 dicembre 1501.

[165]. Gianluca Pozzi ad Ercole. Roma, 25 dicembre 1501.

[166]. Fu necessario che la abreviasse. Gianluca e Gerardo ad Ercole. Roma, 30 dicembre 1501.

[167]. E ciò nello scopo, che se mancasse essa Duchessa verso lo ill.mo Don Alfonso non fosse più obbligato di quanto voleva esserlo circa dette gioie. Ercole al cardinale Ippolito, 2 dicembre 1501. Della stessa data sul medesimo oggetto è pure la lettera di Ercole a Gianluca Pozzi.

[168]. Il Pozzi a Ercole, 1º gennaio 1501. — Archivio di Modena.

[169]. El Prete ad Isabella. Roma, 2 gennaio 1502. Appendice di documenti, [n. 35].

[170]. Appendice di documenti, [n. 34].

[171]. Pozzi al duca Ercole. Roma, 28 dicembre 1501.

[172]. Pozzi e Saraceni. Roma, 28 dicembre 1501.

[173]. Roma, 9 gennaio 1502. Appendice di documenti, [n. 36].

[174]. Pozzi e Saraceni ad Ercole. Roma, 6 gennaio 1502.

[175]. Nell'Archivio comunale di Nepi, dove lo copiai dal Libro de' Brevi, ec. Appendice di documenti, [n. 33]. — Con la stessa formola e sotto la medesima data, un altro Breve alla Comunità di Trevi trovasi nell'Archivio di questa città, ed è stato stampato nell'Arte Cristiana: Passeggiate nell'Umbria, 1866, pag. 358, di Tullio Dandolo.

[176]. Beltrando Costabili al duca Ercole. Roma, 6 gennaio 1502.

[177]. Appendice di documenti, [n. 37].

[178]. I colori della Lucrezia erano giallo e nero bruno (morello aperto), e quelli di Alessandro giallo e nero.

[179]. Spogli di Giambattista Almerici, I, 284. Manoscritto nell'Oliveriana di Pesaro.

[180]. Dispaccio da Rimini, 22 gennaio 1502.

[181]. Ferrante ad Ercole. Rimini, 23 gennaio 1502.

[182]. L'espressione tecnica è: lavarsi il capo.

[183]. Ferrante ad Ercole. Imola, 27 gennaio 1502.

[184]. Gianluca al duca Ercole. Bentivoglio, 31 gennaio 1502.

[185]. Bernardino Zambotto. Vedi lo scritto di monsignor Giuseppe Antonelli: Lucrezia Borgia in Ferrara, sposa a Don Alfonso d'Este. Memorie storiche.... Ferrara, 1867.

[186]. L'ambasciatore Beltrando Costabili al duca Ercole. Roma, 7 gennaio 1502.

[187]. Il duca al suo ambasciatore in Roma. Ferrara, 22 gennaio 1502, nelle Minute Ducali a Costabili Beltrando Oratore a Roma.

[188]. Il signor Cittadella, il più grande conoscitore della sua città natale, mi fu guida in quel luogo, e devo la cognizione, che ne acquistai, ai dati, alle indicazioni e alle antiche carte da lui fornitimi.

[189]. Lo dice egli stesso in una lettera al suo ambasciatore Beltrando Costabili a Roma. Ferrara, 3 febbraio 1502.

[190]. Isabella Gonzaga, che stava a vedere il corteggio dalla finestra di un palazzo, dà espressamente questo posto al duca. Lettera a suo marito: Ferrara, 2 febbraio, nell'Archiv. Stor. Ital., App. II, 305. Le notizie di lei furono in gran parte inserite nelle descrizioni di Marin Sanudo (Diario, vol. IV, fol. 104 e seg., sotto il titolo: Ordine di le pompe e spectaculi di le noze de mad. Lucretia Borgia). Rawdon Brown le ha già pubblicate nel suo Ragguaglio su la vita e le opere di M. Sanudo, II, 197 e seg.

[191]. Da Roma egli scriveva a Lucrezia il 16 gennaio, essere stato a visitare il figlio Rodrigo e averlo trovato che dormiva il più placido sonno che mai. Il 9 febbraio lo stesso cardinale scrive, il Papa averlo invitato per la sera insieme con Cesare, il cardinal Borgia e la signora principessa, che probabilmente era Sancia. Lettere nell'Archivio di Modena.

[192]. Così la dice la stessa Isabella Gonzaga. La Relazione del Cagnolo nomina invece un'altra Adriana, come moglie di Francesco (Colonna) di Palestrina.

[193]. Cronica manoscritta di Mario Equicola nella Biblioteca di Ferrara, nel Palazzo dell'Università, altra volta Paradiso.

[194]. Paolo Zerbinati, Memorie manoscritte, nella Biblioteca di Ferrara, pag. 3.

[195]. Il manoscritto è nella Biblioteca di Ferrara: Nicolai Marii Paniciati ferrariensis Borgias. Ad Excell. D. Lucretiam Borgiam III Alphonsi Estensis Sponsam celeber, MDII — Uno degli epigrammi suona così:

Tyndaridem jactant Heroica saecula cujus

Armavit varios forma superba Duces.

Haec collata tibi, merito, Lucretia, cedit,

Nam tuus omne Helenes lumen obumbrat honor.

Illa neces populis, diuturnaque bella paravit:

Tu bona tranquillae pacis opima refers.

Moribus illa suis speciem temeravit honestam:

Innumeris speciem dotibus ipsa colis;

Ore deam praestas: virtute venustior alma:

Foeda Helenae facies aequiparata tuae.

[196]. Caelii Calcagnini ferrariensis. In Illustriss. Divi Alphonsi Primogeniti Herculis Ducis Ferr. ac Divae Lucretiae Borgiae Nuptias Epithalamium. Laurentius de Valentia Imprimebat, Ferrariae Deo, Opt. Max. Favente Calend. Febr. MDII.

[197]. Egli dice pure:

Est levis haec jactura tamen, ruat hoc quoque quicquid

Est reliquum, juvet et nudis habitare sub antris,

Vivere dum liceat tecum pulcherrima virgo.

Ludovici Areosti ferrariensis Epithalamion, nel vol. I de' Carmina Illustrium Poetarum Italorum, pag. 342-46.

[198]. Vedi il passo in Lucrezia Borgia in Ferrara. Ferrara, 1867, pag. 20.

[199]. Vedi il passo in Lucrezia Borgia in Ferrara. Ferrara, 1867, pag. 39.

[200]. Agnolo Firenzuola, Della perfetta bellezza di una donna, vol. I.

[201]. Fu essa Lucrezia di venusto e mansueto aspetto, prudente, di gratissime maniere negli atti, e nel parlare di molta grazia e allegrezza. — Così il segretario intimo di Alfonso, Bonaventura Pistofilo, nella Vita di Alfonso I d'Este. Tutti i contemporanei le danno della venusta, gentile, graziosa, amabile.

[202]. Queste rappresentazioni cominciarono il 13 febbraio: vi furon anche delle moresche. — Cronica manoscritta dello Zambotto nella Biblioteca di Ferrara.

[203]. Le notevoli lettere d'Isabella sulle feste nuziali in Ferrara sono pubblicate nelle Notizie di Isabella Estense, di Carlo d'Arco (Archiv. Stor. Ital., App. II, 223 e seg.). La lettera della marchesana di Cotrone, del 1º febbraio, è nella Biblioteca di Mantova, e nell'Archivio poi sono parecchie altre lettere della stessa al Gonzaga a proposito delle feste.

[204]. Qual Madonna sposa danzò molte danze, al suono delli suoi Tamburini alla Romanesca e Spagnuola. — Relazione di Niccolò Cagnolo di Parma, che aveva accompagnato a Ferrara l'ambasciatore francese. Questa descrizione delle feste nuziali fu inserita dallo Zambotto nella sua Cronica; sicchè è pubblicata nel piccolo scritto già citato: Lucrezia Borgia in Ferrara, ec. (1867).

[205]. La Cassaria fu rappresentata la prima volta nel 1508, i Suppositi nel 1509. Giuseppe Campori, Notizie per la vita di Lodovico Ariosto, seconda ediz. Modena, 1871, pag. 67.

[206]. Dispaccio dell'inviato ferrarese Bartolomeo Cartari ad Ercole. Venezia, 25 gennaio 1502. — Archivio di Modena.

[207]. Nel dispaccio stesso il Cartari dice, che le vesti da lui descritte erano state destinate per servire di regalo. — Li Ambasciatori veneziani le presentarono due vesti grandi in forma di patii di velluto Cremesino foderati di ermelini, quali levatesi di sopra loro le presentarono: Cagnolo.

[208]. Ano dato materia di ridere ad hogni homo cum suo presente: La marchesana di Cotrone al marchese di Mantova. Ferrara, 8 febbraio 1502.

[209]. Violas arcu pulsantes.... Cesare Borgia ad Ercole. Roma, 3 settembre 1498.

[210]. Vedi le lettere di Isabella del 3 e 5 febbraio.

[211]. Appendice di documenti, [n. 39].

[212]. La lettera è pubblicata dallo Zucchetti, pag. 12.

[213]. Appendice di documenti, [n. 40].

[214]. P. S. Li gentilhomini de lo illustrissimo signor Duca di Romagna, poichè sono stati qui dodici giorni, sono stati da me licenziati per essere impertinente e senza fructo alcuno a la Santità de N. S. et allo illustrissimo signor Duca de Romagna. — A Beltrando Costabili, nelle Minute Ducali, 14 febbraio 1502.

[215]. Appendice di documenti, [n. 38].

[216]. Il Cittadella (Guida del forestiere in Ferrara. Ferrara, 1873) ride pello specchio che avrebbe tradito l'amore di Ugo e Parisina. Vedi il Castello di Ferrara (Torino, 1873) dello stesso, e la descrizione del castello nelle Notizie storico-artistiche sui primarii palazzi d'Italia. Firenze, Cennini, 1871.

[217]. Il primo tipografo in Ferrara nel 1471 fu il francese Andreas, nominato Belforte. Luigi Napoleone Cittadella, La stampa in Ferrara. Ferrara, 1873.

[218]. Vedi le prime pagine della nota Biografia del Savonarola, di Pasquale Villari.

[219]. Maxime intendendo che continuano dormire insieme la notte. Se ben intende ch'el signor Don Alfonso el dì va a piacere in diversi loci come giovane; il quale, dice Sua Santità, fa molto bene. — Beltrando Costabili al duca. Roma, 1º aprile 1502.

[220]. Appendice di documenti, [n. 41].

[221]. Carlino d'argento con la scritta: Joannes Bor. Dux. Camerini; il bove, arme de' Borgia, circondato di gigli, e le strisce de' Lançol. Sul rovescio: San. Venantius. De. Cameri. Tali monete sono illustrate nel Periodico di Numismatica e Sfragistica per la storia d'Italia, diretto dal marchese C. Strozzi (Firenze, 1870, A. III., fascic. II, pag. 70-77); da G. Amati, e poi (A. IV, fascic. VI, pag. 259-265) da M. Santoni. Gl'illustratori cadono entrambi nell'errore di tener Gio. Borgia per un figlio del duca di Gandia; e l'Amati scambia pure Valenza (Valence) nel Delfinato, con Valenza (Valencia) nella Spagna.

[222]. Le date delle due visite di Cesare sono nella Cronaca Estense di F. Paolo da Rignano. — Manoscritto nell'Archivio di Stato degli Este.

[223]. Il duca al suo ambasciatore Costabili a Roma, 9 e 23 ottobre 1502.

[224]. Appendice di documenti, [n. 44].

[225]. Appendice di documenti, [n. 45].

[226]. Dispaccio di Bartolomeo Cavalieri ad Ercole. Macon, 8 settembre 1503.

[227]. Appendice di documenti, [n. 46].

[228]. Appendice di documenti, [n. 49].

[229]. Bembo, Opere, vol. III, pag. 309.

[230]. A Beltrando Costabili, nelle Minute Ducali. Ferrara, 28 agosto 1503.

[231]. Appendice di documenti, [n. 47].

[232]. La medaglia è nel Gabinetto numismatico della Biblioteca Olivieriana di Pesaro. È stata riprodotta nella Nuova raccolta delle Monete e Zecche d'Italia, di Guidantonio Zannetti, pag. 1.

[233]. Vedi Giulio Perticari, Opere. Bologna, 1839, vol. II: Intorno la morte di Pandolfo Collenuccio. Il giudizio del Perticari è troppo parziale ed entusiastico. L'inno bellissimo sulla morte, composto dal Collenuccio poco innanzi di morire, deve essere stato, senza dubbio, fatto in altro e meno terribile momento.

[234]. Appendice di documenti, [n. 48].

[235]. Il diploma è nell'Archivio d'Este.

[236]. È un registro intitolato: Liber arrendamentorum terrarum ad illustrissimos Dominos Rodericum Borgiam de Aragonia, Sermoneti etc., et Johannem Borgiam Nepesini Duces, infantes spectantium aliarumque scripturarum status eorundem tangentium. Biselli, 1502.

[237]. Appendice di documenti, [n. 50].

[238]. Ercole al suo ambasciatore in Roma, 31 dicembre 1503.

[239]. Dispaccio di Manfredo Manfredi ad Ercole. Firenze, 20 agosto 1504.

[240]. Perchè la Mogliera del Duca di Candia, che fu morto dal Duca Valentino, ha procurato questo acto de tencione et vendicta, et che Lei è parente del Re di Spagna. — Lettera di Giovanni Alberto della Pigna a Ercole. Venezia, 18 giugno 1504.

[241]. Dispaccio del Costabili al duca. Roma, 27 ottobre 1504.

[242]. Contratto nel Protocollo di Beneimbene.

[243]. Appendice di documenti, [n. 51].

[244]. Dissertazione del sig. Dottor Baldassare Oltrocchi sopra i primi amori di Pietro Bembo, indirizzata al sig. conte Giammaria Massucchelli Bresciano. — Nella Nuova Raccolta d'Opuscoli scientifici del Calogerà, tomo IV. — Lettere di Lucrezia Borgia a Messer Pietro Bembo, dagli autografi conservati in un Codice della Biblioteca Ambrosiana. Milano, coi tipi dell'Ambrosiana, 1859.

[245].

Laeto nata solo, dextra, rosa, pollice carpta;

Unde tibi solito pulcrior, unde color?

Num te iterum tinxit Venus? sin potius tibi tantum

Borgia purpureo praebuit ore decus?

[246]. «Ad Bembum de Lucretia:»

Si mutatur in X. C. tertia nominis hujus

Littera LUX fiet, quod modo LUC fuerat.

Retia subsequitur, cui tu haec subiunge paratque,

Subscribens lux haec retia, Bembe, parat.

[247].

La prima inscrizion ch'agli occhi occorre

Con lungo onor Lucrezia Borgia noma,

La cui bellezza ed onestà preporre

Debbe all'antiqua la sua patria Roma.

I duo che voluto han sopra sè torre

Tanto eccellente ed onorata soma,

Noma lo scritto: Antonio Tebaldeo,

Ercole Strozza: un Lino, e un Orfeo.

[248]. Vedi lo scritto del marchese Giuseppe Campori: Una vittima della storia (Lucrezia Borgia), nella Nuova Antologia del settembre 1866.

[249]. Vedi il Frizzi, Storia di Ferrara, vol. IV, pag. 205.

[250]. Cose tutte che sono in onta del vero, dice in proposito Antonio Cappelli nella Prefazione (pag. XXXIII e seg.) alla sua edizione delle Lettere di Ludovico Ariosto: Bologna, 1866. L'egloga si trova nelle Opere minori dell'Ariosto, vol. I, pag. 267. Angela Borgia è nominata nella quarta ottava dell'ultimo canto dell'Orlando Furioso.

[251]. Appendice di documenti, [n. 18].

[252]. La Bolla è nell'Archivio di casa Gaetani.

[253]. Vedi Fioravante Martinelli, Carbognano illustrato. Roma, 1644.

[254]. Appendice di documenti, [n. 53].

[255]. Appendice di documenti, [n. 54].

[256]. Appendice di documenti, [n. 55].

[257]. Dispacci dell'ambasciatore ferrarese in Francia, Manfredo Manfredi, al duca Alfonso, gennaio 1507.

[258]. Lettere di Jeronimo Magnanini al suo signore Alfonso. Ferrara, dagli 11 al 22 aprile, nell'Archivio Este.

[259]. Cæsaris Borgia Ducis Epicedium per Herculem Strozzam ad Divam Lucretiam Borgiam Ferrariæ Ducem. Nello Strozii Poetæ Pater et Filius. Parigi, 1530.

[260]. Vedi Genealogia della Casa Borgia, del Cittadella.

[261]. Lettera di Giulio Alvarotti dalla Francia, del 14 febbraio 1550. — Archivio di Modena.

[262]. Campori, Una vittima della storia; Antonio Cappelli, Lettere di L. Ariosto, prefazione, pag. LXI. Vedi anche W. Gilbert, Lucrezia Borgia Duchess of Ferrara, vol. II, pag. 240 e seg.

[263]. Di ciò egli diede nuova al marchese Gonzaga con lettera da Pesaro, 4 novembre 1505. — Archivio di Mantova.

[264]. Gli Atti relativi a questi ultimi Sforza di Pesaro sono in copia nell'Archivio di Stato di Firenze: testamento di Giovanni Sforza del 24 luglio 1510; trattato di Galeazzo col legato papale del 30 ottobre 1512; testamento di Galeazzo del 23 marzo 1515; in Pesaro poi le tavole nuziali d'Isabella del 29 settembre 1520.

[265]. «J'ose dire que, de son temps, ni beaucoup avant, il ne s'est point trouvé de plus triomphante princesse, car elle était belle, bonne, douce et courtoise à toutes gens.» Le Loyal serviteur, Histoire du bon Chevalier, le seigneur De Bayard, chap. 45.

[266]. Il dispaccio dell'agente è nell'Archivio di Mantova.

[267]. Gl'istrumenti nel Liber Arrendamentorum, già citato, provengono dalla Cancelleria di Lucrezia.

[268]. Vedi Cittadella, Genealogia della famiglia Borgia, pag. 41 e seg.

[269]. Pubblicate nell'edizione italiana della Vita di Leon X del Roscoe, cap. VII, pag. 300 e seg.

[270]. Cittadella, Albero genealogico, n. XXXI.

[271]. Trovai gli Atti nell'Archivio di Stato di Firenze, fra le carte di Urbino, cl. I, div. C, fil. 14. — Giulia Varano nel 1534 sposò Guidobaldo II di Urbino, cui portò in dote Camerino. Ma colui dovette nel 1539 cederlo a Paolo III, che lo diede al nipote Ottavio Farnese.

[272]. Dispaccio di Beltrando Costabili al duca Ercole. Roma, 7 marzo 1504.[273]

[273]. Il dispaccio del Costabili è uno degli ultimi citati in questa storia. Dispacci e relazioni officiali di oratori, agenti, inviati e ambasciatori della Repubblica di Venezia, delle Corti di Ferrara e di Mantova, incontrammo sin qui ad ogni passo. I nomi dei Capello e Zorzi; dei Pozzi, Trotti, Manfredi, Seregni, Sacrato, Cartari, Saraceni, Bellingeri, Boccaccio, Carissimi e Costabili; dei Brognolo, Cataneo e Carola, e per la molta attività che spiegavano, e per la intera fiducia che meritamente godevano, hanno dovuto lasciare nel lettore gradita impressione. Quanto a noi, procedendo nella traduzione di questo libro, in verità ci parve mano mano formassero il più spiccato e più nobile contrapposto a un mondo ricchissimo e splendidissimo, senza dubbio, nelle forme, ma guasto nelle intime essenzialità della vita; a un mondo, ove ogni cosa, per sacra che fosse, cedeva spesso alla passione e all'interesse brutale, e ogni idea di moralità sembrava quasi del tutto ottenebrata, e carattere proprio degl'uomini pubblici era quello di non averne alcuno. Rimpetto a quel mondo sì profondamente commosso e tutto pieno d'instabilità negl'animi e in qualsiasi umana relazione, splende davvero di bella luce quella pleiade di uomini seriamente e costantemente devoti al dover loro e ai loro Stati, scrupolosi nel loro ufficio, fedeli ai Principi loro, cauti, oculati, attenti sempre, quanto alacri, abili ed esperti! E come quei che gli si affidarono, dovettero esser contenti de' segnalati servizii che n'ebbero e del modo onde furon resi! Nel dividerci da essi sia lecita questa parola che ne onori la memoria. Valga la fama di quegli uomini egregii a riabilitare, non fosse che in parte, il nome italiano in quell'epoca floridissima e tristissima insieme. Nè, da un altro lato, l'operosità e svegliatezza, onde fecero mostra, avrà forse contribuito poco a fondare quella reputazione di sagacia e d'avvedutezza che l'ingegno diplomatico degl'Italiani s'è acquistata. (Nota del Traduttore.)

[274]. Documento nell'Archivio Sancta Sanctorum, armadio IV, mazzo VI, n. 7.

[275]. Atto del 4 dicembre 1503, nell'Archivio suddetto.

[276]. Archivio Sancta Sanctorum: istrumento del 1º aprile 1504.

[277]. Archivio Sancta Sanctorum, armadio IV, mazzo VI, n. 5.

[278]. Archivio Sancta Sanctorum, armadio VI, mazzo VI, n. 7.

[279]. Appendice di documenti, [n. 58].

[280]. Testamento di Vannozza nell'Archivio del Campidoglio, cred. XIV, T. 72, pag. 305, negli Atti del notaio Andrea Carosi.

[281]. Presso Marin Sanudo, Diario, vol. XXVI, fol. 135.

[282]. Pubblicata nella Lucrezia Borgia, duchessa di Ferrara, dello Zucchetti, pag. 21.

[283]. Appendice di documenti, [n. 59].

[284]. Edita dallo Zucchetti, pag. 23.

[285]. Edita dallo Zucchetti, pag. 23. Lo Zucchetti crede che il cilizio di Lucrezia non fosse la veste di crini, ma quel cordone che sogliono portare stretto e nascosto sotto gli abiti gli ascritti al Terziarato di San Francesco. Anche Dante deve averlo portato siffatto cordone.

[286]. Devo alla bontà del signor Giulio Friedländer, direttore del Gabinetto numismatico di Berlino, una copia in gesso della medaglia colà esistente, e che è l'esemplare più perfetto tra quelli che se ne trovano (in Ferrara, Modena e Bologna). L'incisione è presa dal rame stesso, che il signor Friedländer fece disegnare pel suo scritto sulla medaglia di Lucrezia: Eine Schaumünze der Lucrezia Borgia von Filippino Lippi, ne' Berliner Blätter für Munz = Siegel= und Wappen = Kunde. Bd. III, Berlin, 1806. In quello scritto il lettore può vedere ciò che l'esimio Numismatico ha detto a proposito della medaglia e del tempo dell'impressione. Egli pensa che nel gennaio 1502 ne fu fatto in Bologna il modello in cera, che non venne poi eseguito che nel 1505, quando Lucrezia era divenuta di fatto duchessa di Ferrara.

[287]. Le due medaglie si trovano nel Trésor de Numismatique et de Glyptique, II, pl. XXV, 2, e II, pl. XXIV, 1.

[288]. Vedi Ugolini, Storia dei Duchi d'Urbino, cap. II, pag. 248.

[289]. J. M. S. Daurignac, Histoire de S. Francois de Borgia, duc de Gandie, troisième General de la Compagnie de Jésus. Paris, 1863.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni indicate a pag. [439] (Errata-Corrige) sono state riportate nel testo.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.