SCENA III

CECA, MINIO, IULIA, LIVIA.

CECA. Oh che l'è da bene! oh che l'è la buona giovane, quella madonna Fulvia! Per certo che, ora ch'io ho inteso el tutto, li ho quella compassione che alle povere bisognose e vedove aver si deve. Grande infelicitá l'è certo la sua, ché né vedova né maritata se gli può dire; ma molto… Domino! Esce di casa piangendo Minio; e madonna è sulla porta.

MINIO. Eh! mamma mia, perdonateme.

IULIA. Vien qui, giottoncello! Piglialo, Ceca.

CECA. Che cosa hai tu fatto?

MINIO. Eh Dio! aiutame, Ceca mia.

IULIA. Menalo qui da me; piglialo pei capegli.

MINIO. Eh Dio mio!

CECA. Vieni; non dubitare: ché non ti fará male, no.

IULIA. Giottone, ti credevi fugire, eh? E dove volevi andare, ch'io non ti trovassi?

MINIO. Oimè! perdonatemi, mamma mia.

CECA. Madonna, non piú, di grazia. Vanne dentro tu.

MINIO. Oimè! Oimè!

IULIA. Aspetta pur, ché queste non son nulla a rispetto di quelle che io ti darò. Vanne pur lá.

CECA. Che cosa ve ha egli fatto?

IULIA. Ma non si curi, quel pedante tristo, sciagurato!…

CECA. E chi, madonna? el maestro?

IULIA. El maestro, sí.

CECA. E per che cosa?

IULIA. Come per che cosa? El mando alla scola perché gl'impari le vertú, e quello mel fa un ribaldo!

CECA. Madonna, oggidí non si può la persona fidar di nessuno; e i maestri propri son quegli che gli fanno viziosi e cattivi, che meritarebbono el fuoco, la maggior parte.

IULIA. El poltrone l'ha mandato perché gli scusi ruffiano.

CECA. E con chi?

IULIA. Con la sorella, con Livia. Forsi che con meco?

CECA. A pena el posso credere.

IULIA. L'è pur cosí. Ma non si curi!… Basta. S'io non ne lli impago, laméntise di me. Gli darò una tal moglie che forsi gli rencrescerá. Bastaria ch'io non ci stessi per nulla in casa.

CECA. E che gli ha mandato a dire, se Idio vi guardi?

IULIA. Io non l'ho possuto troppo bene intendere, ché gli parlava all'orechio; ma io me delibero che me dica ogni cosa a suon di frustate.

CECA. Madonna, quanto piú presto ve lla levate de casa è meglio per voi.

IULIA. Non piú: basta. Qualche cosa será.

LIVIA. Madonna, Minio non vol star cheto.

IULIA. Digli che, se io vengo di sopra, ch'io gli romperò el capo.

LIVIA. A punto piglia lo bastone per darme, vedete?

IULIA. Andiamo dentro.

CECA. Fuggi, Minio, ch'ecco madonna. Livia, ditegli che fugga, ché madonna nol trovi.

LIVIA. Di' quanto vòi, che nol credo. Che sí, fraschetta, tristarello!…