NOTE:

[1.] Prefetto di Torino. (N. d. C.)

[2.] Quali relazioni corressero tra Crispi e Gambetta dopo questo incontro, si rileva dalla seguente lettera del Gambetta a Crispi:

«Paris, ce 21 octobre 1877.

Mon cher Président,

Je profite du voyage de mon ami Armand Ruiz à Rome pour vous envoyer l'expression des sentiments d'affectueuse solidarité que m'a laissé votre charmante liaison.

Je tiens à vous redire que je serai toujours fort aise de rester en communication avec vous, et vous rendre ici les services que je sais que vous n'hésiteriez pas à me rendre à Rome. Vous pouvez croire qu'on est heureux dans la vie publique de rencontrer des hommes d'un caractère aussi ouvert, aussi ferme que le votre. Donc vous pouvez user de mon ami Ruiz et avoir en lui la confiance la plus entière.

C'est à ce titre de confident que je l'introduis auprès de vous.

Croyez à mon amicale sympathie.

Léon Gambetta.» (N. d. C.)

[3.] Il barone Rodolfo di Bennigsen, capo del partito nazionale-liberale, era stato a Roma in maggio 1877, accolto con molta cortesia dal Presidente della Camera e da gran numero di deputati italiani. (N. d. C.)

[4.] Cfr. Memorie del principe di Hohenlohe, II. 407: «5 settembre 1877. Gastein. Quant à la France il [Bismarck] compte l'écarter de toutes les combinaisons de grande politique et veut eviter tout rapprochement.» (N. d. C.)

[5.] Siccome avevo scritto a Depretis, la questione alla quale allude era stata ampiamente trattata. (Vedi mia lettera del 20 settembre).

[6.] Nella stessa lettera del 20 settembre parlo delle mie obiezioni ai proposti acquisti dell'Austria e riferisco le risposte del principe di Bismarck.

[7.] Trattato dell'8 febbraio 1863.

[8.] Per motivi facili a comprendersi, ho riassunto il discorso del Bennigsen dalla National-Zeitung.

[9.] La frase del Principe fu precisamente questa: «Vous l'avez emboité dans le coton, et personne peut l'atteindre».

[10.] Le parole entro parentesi sono cifrate nell'originale. (N. d. C.)

[11.] Il conte Giulio Andrássy per avere negli anni 1848-49 preso parte alla rivoluzione dell'Ungheria, sua patria, fu condannato a morte dai tribunali di guerra austriaci ed impiccato in effigie il 22 settembre 1851. (N. d. C.)

[12.] Cfr. Les Mémoires de Bismarck recueillis par Maurice Busch. Tome second, Chapitre VII. Paris, librairie Charpentier et Fasquelle.

[13.] La politique française en Tunisie — Le Protectorat et ses origines (1854-1891) par P. H. X. — Paris, Librairie Plon, pagg. 79-80.

[14.] F. Crispi, Discorso di Firenze, 8 ottobre 1890.

[15.] F. Crispi, Discorso di Firenze, 8 ottobre 1890.

[16.] A Primo Levi, direttore della Riforma. (N. d. C.)

[17.] Sino al 24 luglio fu presieduta dal conte Corti, ambasciatore d'Italia a Costantinopoli, quale decano di quel corpo diplomatico. (N. d. C.)

[18.] L'on. Crispi evidentemente ignorava, quando scrisse questa lettera, il trattato della Triplice Alleanza stipulato pochi mesi prima. (N. d. C.)

[19.] Il telegramma al generale Fabrizj era così concepito: «Prega Mancini riprendere trattative col Ministero inglese. Faccia presto. Ogni indugio rovinoso». (N. d. C.)

[20.] Agli zuavi pontificii, morti a Mentana, furono trovati i libretti (livrets d'hommes de troupe), dai quali appariva ch'essi appartenevano di fatto all'esercito francese, quantunque al servizio del Papa. Abbiamo sotto gli occhi il libretto di Haslen Etienne del 33.º reggimento d'infanteria di linea, stato arruolato nella Legione romana.

[21.] Si accenna alla missione inviata nel novembre del 1887 dal Governo inglese al Negus Giovanni e affidata al signor Gérald Portal, segretario dell'Agente diplomatico della Gran Brettagna al Cairo, sir Evelyn Baring. (N. d. C.)

[22.] Cfr. Comte Charles de Moüy, Souvenirs et causeries d'un diplomate. Paris, librairie Plon, 1909. Pag. 256.

[23.] Nel citato volume, a pagg. 257-258, il conte de Moüy fa questo ritratto del Goblet: «L'accession de M. Goblet au Ministère des Affaires étrangères avait soulevé dans les journaux français des objections sérieuses: on disait avec raison que cet homme politique, estimé d'ailleurs, orateur disert, logicien exercé, était mal préparé, par son caractère raide et irascible, au maniement des choses diplomatiques qu'il traitait pour la première fois: on lui reprochait ses opinions anguleuses et son style peu engageant. Je n'étais pas, à cet égard, sans quelque souci, et je regrettais l'éloignement de M. Flourens dont j'appréciais vivement la connaissance parfaite de notre situation délicate à Rome, la douceur et l'abile sagesse.» (N. d. C.)

[24.] I fuochi erano preparati al di là del cancello che chiudeva la proprietà Bismarck. Il Principe, recandosi in mezzo alla folla plaudente venuta in gran parte da Amburgo, la invitò a gridare «Viva Crispi». La folla ripetè tre volte l'acclamazione, stando il Principe a capo scoperto. (N. d. C.)

[25.] Il conte de Moüy nei suoi Souvenirs (pagg. 264-266) riconosce che il Goblet cercò, col creare la questione della quale ci occupiamo, una rivincita dello scacco subito per le tasse di Massaua, ma riferisce molto inesattamente lo svolgimento di essa. Egli afferma che l'on. Crispi «avait un esprit trop fin et trop pratique pour soulever la moindre objection(!)». I documenti che pubblichiamo dimostrano quante e quali obiezioni sollevasse l'on. Crispi, e come riuscisse a vincere il punto. Deve avvertirsi, a spiegazione dell'errore del de Moüy, che egli non era più a Roma quando l'incidente delle scuole della Tunisia si svolse. (N. d. C.)

[26.] Il signor Mariani, durante la sua breve missione (morì in Roma nel gennaio 1890) non modificò, naturalmente, la politica francese verso l'Italia, ma si fece apprezzare per l'animo sereno e la leale condotta.

[27.] Cfr. Atti parlamentari.

[28.] L'on. Francesco Cucchi era conosciuto dal principe di Bismarck sin dall'agosto 1870. Egli fu allora inviato al Quartier Generale germanico dal Comitato della Sinistra parlamentare, del quale era anima Crispi, per assicurarsi del riconoscimento da parte di Bismarck dell'occupazione italiana di Roma. (N. d. C.)

[29.] Il 4 giugno 1889 a Gabes (Tunisia) due barche italiane da pesca furono visitate, senza intervento del Console italiano, da Agenti del monopolio francese i quali maltrattarono i pescatori e insultarono la bandiera italiana. (N. d. C.)

[30.] Cancellata la parola.

[31.] Mutato poi di pugno del Cardinale in «sequestrarci dalla vita moderna».

[32.] Mutato in «Persona intima di S. E. Crispi mi assicurò che il pensiero del Ministro a questo proposito, è il seguente».

[33.] Periodo cancellato.

[34.] La lettera doveva essere consegnata al cameriere fidato del Papa da monsignor Azzocchi, affinchè non venisse intercettata. Il cardinale di Hohenlohe scriveva in data 27 luglio a Pisani-Dossi «questa mattina sarà consegnata la nota carta».

(Note di Pisani-Dossi, Capo di gabinetto alla Consulta).

[35.] Cfr. [Capitolo Secondo].

[36.] Il conte Tornielli era stato nominato ambasciatore presso la Regina d'Inghilterra dopo la morte del conte di Robilant, avvenuta a Londra il 17 ottobre 1888. L'on. Crispi aveva richiamato in servizio il Robilant, pochi mesi innanzi, nell'aprile, dopo un anno dacchè quell'eminente diplomatico aveva abbandonato il Governo nelle circostanze ben note.

INDICE ALFABETICO
delle persone citate nel volume.

INDICE DEL VOLUME.

Avvertenza[Pag. v]

[Capitolo Primo.]
Una missione segreta.
(Pag. 1 a 69).

La Grande Italia. — Il nuovo Regno. — La politica estera della Destra. — Andrássy e Bismarck nel 1873 chiedono invano una entente intime ai ministri della Destra. — L'irredentismo e le relazioni italo-austriache. — La guerra russo-turca. — Le istituzioni repubblicane francesi in pericolo. — Necessità per l'Italia di uscire dall'inerzia. — La missione da Vittorio Emanuele e da Depretis affidata a Crispi alla fine di agosto 1877. — Memorie originali di Crispi e carteggi con Vittorio Emanuele e Depretis, resoconti di colloqui con Decazes, Thiers, Gambetta, Bismarck, Derby, Gladstone, Andrássy, ecc. — Crispi conviene col principe di Bismarck il negoziato per un trattato d'alleanza italo-germanica.

[Capitolo Secondo.]
La politica estera dell'Italia dal 1878 alla Triplice Alleanza.
(Pag. 71 a 99).

Il conte Corti respinge la proposta di accordi segreti con l'Inghilterra alla vigilia del Congresso di Berlino. — Come la Francia ottiene carte bianche per Tunisi. — La politica dell'isolamento. — Causa l'irredentismo, l'Austria minaccia di passare la frontiera. — La francofilia di Benedetto Cairoli non evita l'occupazione francese della Tunisia. — Storia documentata dell'impresa tunisina e del disinteressamento dell'Inghilterra. — L'Italia avrebbe allora potuto occupare la Tripolitania. — Disillusi della Francia, ci rivolgiamo alla Germania. — Prodromi della Triplice Alleanza. — Il conte Maffei. — Il trattato del 20 maggio 1882.

[Capitolo Terzo.]
La questione Egiziana nel 1882.
(Pag. 101 a 123).

L'Italia, invitata a intervenire in Egitto con l'Inghilterra, rifiuta. — Viaggio di Crispi a Berlino e a Londra. — Colloquii col conte Hatzfeldt e con lord Granville. — Nove lettere di Crispi sulla convenienza per l'Italia di accettare la proposta inglese.

[Capitolo Quarto.]
Dal primo al secondo trattato della Triplice Alleanza.
(Pag. 125 a 133).

L'errore d'origine: l'Imperatore d'Austria non viene a Roma. I Reali d'Italia, per ciò, non possono andare a Berlino. — Colloquio tra il principe di Bismarck e il duca di Genova: il pericolo di guerra è rappresentato dalla Francia e dalla Russia. — Il principe Federico Guglielmo a Roma. — Il gabinetto italiano scontento degli alleati. — Il generale Robilant ministro degli Affari esteri. — Un altro giudizio del principe di Bismarck sulla situazione in ottobre 1885. — I negoziati per la rinnovazione della Triplice Alleanza. — Con quali argomenti il principe di Bismarck indusse l'Inghilterra ad un accordo con l'Italia per il Mediterraneo. — Il nuovo trattato del 20 febbraio 1887.

[Capitolo Quinto.]
Crispi e la questione Bulgara.
(Pag. 135 a 157).

La crisi ministeriale del febbraio 1887: il contegno dell'on. Crispi, suoi colloqui col Re, sua nomina a Ministro dell'Interno. — La questione bulgara e la condotta del Governo italiano prima che Crispi assumesse la direzione della politica estera, e dopo. — Carteggi e documenti. — L'Italia propone e fa accettare dalle Potenze il non-intervento in Bulgaria. — La triplice per l'Oriente.

[Capitolo Sesto.]
Il primo viaggio a Friedrichsruh.
(Pag. 159 a 194).

Crispi e la Francia — Giudizii di Crispi su l'Impero e su la Repubblica. — L'Esposizione di Parigi del 1889 e l'Europa monarchica. — Primo viaggio di Crispi a Friedrichsruh per visitarvi il principe di Bismarck: loro colloquii. — Il discorso di Torino.

[Capitolo Settimo.]
La rottura delle relazioni commerciali con la Francia.
(Pag. 195 a 221).

Negoziati per la rinnovazione del trattato di commercio italo-francese. Una missione officiosa dell'on. Boselli a Parigi: sue lettere a Crispi. Ragioni politiche ed economiche che condussero alla guerra di tariffe. — Dal Diario di Crispi, ottobre-dicembre 1887: questioni internazionali — colloquio tra lo Czar e il principe di Bismarck — documenti falsi — l'incidente consolare di Firenze.

[Capitolo Ottavo.]
Dal “Diario„ di Crispi: Ricevimenti diplomatici dal gennaio a tutto giugno 1888.
(Pag. 223 a 245).

Germania e Russia in un colloquio del principe di Bismarck. — La pubblicazione dei trattato austro-germanico del 1879. — Italia e Russia in un colloquio tra Crispi e l'ambasciatore Uxkull. — Flourens vuole evitare l'alleanza franco-russa. — Informazioni sulla situazione interna della Francia. — Preparativi militari in Francia. — Il principe imperiale di Germania in Liguria. — Morte di Guglielmo I. — Le squadre italiana e austriaca a Barcellona. — Cordialità tra Crispi e Bismarck. — Un aspro colloquio tra il conte Bismarck e l'ambasciatore Herbette. — Morte di Federico III. — Re Umberto esprime il desiderio di recarsi a Berlino.

[Capitolo Nono.]
Un altro incidente franco-italiano.
(Pag. 247 a 272).

La questione con la Francia per le tasse di Massaua: tre Note diplomatiche di Crispi sui diritti dell'Italia e sulle vessazioni francesi. — Le Potenze danno causa vinta all'Italia. — Dal Diario di Crispi: Spagna e Vaticano. — Un allarme del re Luigi di Portogallo pel viaggio dei Sovrani italiani in Romagna. — Seconda visita di Crispi al principe di Bismarck. — Il Gran Cancelliere austriaco incontra Crispi a Eger.

[Capitolo Decimo.]
Il terzo incidente con la Francia.
(Pag. 273 a 305).

Una lettera apocrifa di Felice Pyat. — Guglielmo II a Roma. — Colloqui di Crispi col conte Erberto di Bismarck. — Storia documentata dell'incidente per le scuole italiane in Tunisia. — Dal Diario di Crispi. — La situazione in Francia alla fine del 1888.

[Capitolo Undecimo.]
1889.
(Pag. 307 a 348).

Il suicidio dell'arciduca Rodolfo di Asburgo. — La Federazione balcanica e una iniziativa di Crispi. — L'inaugurazione dell'Esposizione di Parigi. — Il pericolo di guerra con la Francia: missione del cardinale Hohenlohe presso Leone XIII; missione del deputato Cucchi presso il principe di Bismarck. — Italiani a Parigi. — L'abolizione delle tariffe differenziali e l'ostilità della Francia. — Giudizii di Spuller sulla stampa francese.

[Capitolo Duodecimo.]
1890. — Tunisi e Tripoli.
(Pag. 349 a 387).

Il licenziamento del principe di Bismarck; i rescritti imperiali per la protezione degli operai; spiegazioni dell'imperatore Guglielmo; Crispi e Bismarck. — La progettata annessione alla Francia della Tunisia; l'opposizione di Crispi; l'appoggio delle grandi Potenze; corrispondenza Crispi-Salisbury. — Tripoli per Tunisi. — Le fortificazioni di Biserta. — In previsione dell'occupazione italiana della Tripolitania.

INDICE ALFABETICO delle persone citate nel volume Pag. [389]
AUTOGRAFI:
Lettera 21 ottobre 1877 di Leone Gambetta [13]
Lettera 2 ottobre 1877 di William Gladstone [56]
Autografo dell'imperatore Federico III [237]
Lettera 24 luglio 1889 del cardinale Hohenlohe [331]
Lettera 21 aprile 1890 del principe di Bismarck [356]
Lettera 4 agosto 1890 di lord Salisbury [370]
RITRATTO di Francesco Crispi nel 1888 col [frontispizio]

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (sotto-segretario/sottosegretario, benefici/beneficî, follia/follìa e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

A pag. 56 è stata inserita la trascrizione della lettera di Gladstone a Crispi, non presente nell'originale.