NOTE:

[1.] Corpi erranti che entrando nella nostra atmosfera diventano luminosi. Humboldt afferma essere periodici; piovono dal cielo tra il 12 al 14 novembre e verso il 10 agosto. Olmested e Palmer, americani, in una notte sola, nello spazio di nove ore ne videro cadere 240,000. Questo fenomeno riceve dai vari popoli diversi nomi; i tedeschi lo chiamano smoccolatura di stelle, gli svedesi, caduta di stelle, gli inglesi scoppio di stelle, gli indiani dell'Oriente sconciamente piscio di stelle, gli italiani lacrime di San Lorenzo. Il mito lituano è amabile: quando un fanciullo nasce, Werpeia fila per lui il filo del destino: ogni filo termina con una stella; al punto di morte il filo si rompe e la stella casca.

[2.] Upas pohon. Albero che stilla presso i Malesi terribilissimo veleno; e non pertanto ne cavano altri più mortifero dalla liana tietek; una tigre punta, trema, irrigidisce e in meno di un minuto muore.

[3.] La legge Servilia.

[4.] Plutarco, in Mario.

[5.] V. Antologia del 1827, art. del Tommaseo.

[6.] A certo francese, che si vantava artista drammatico, fu domandato quali parti facesse, al che rispose superbamente: je fais le flot, vale a dire l'arte di quelli che, mettendosi sotto la tela grigia, coll'alzare e abbassare del groppone danno immagine agli spettatori delle onde del mare in burrasca.

[7.] Popolo certamente vario, instabile, leggero, mostruoso e vano, e in tutte le più pazze forme cangiabile a' pari delle nuvole, dai venti in qua ed in là trabalzate. Salvini. Dis. 2, 130.

[8.]

Chi vuol veder quantunque può natura

Nel fabbricare un uom di carta pesta,

Che par mover le mani e i piedi a sêsta

A guisa d'ingegnosa architettura.

Tassoni, Son. su Filippo da Narni.

[9.] Quanto fu la guerra bandita immortale per castronerie di tattica e di strategia, altrettanto fu memorabile lo scritto del Ricasoli per ispropositi di lingua e di senso comune: di vero, tre volte ci occorrono le frasi al seguito delle dimissioni date... in seguito della partenza... al seguito dell'ingiuste minacce; — più oltre: l'Austria temette... il Governo del Re credette... credette, che a ciò gli desse diritto: il più bello all'ultimo: «per queste aspirazioni nazionali troviamo soldati pronti a spargere sangue e fatiche in tutte le parti della Camera!» Quindi nulla manca a farlo detestabile: turpitudine di locuzioni straniere, barbarie di dettato, errata assimilazione di sangue e di fatiche da spargersi in tutte le parti della Camera! Nè anche un montanino di Garfagnana si attenterebbe menare tanta strage della lingua e del buon senso. Erat in fatis, che la monarchia in occasione tanto solenne si commettesse a due sciagurati come Ricasoli e La Marmora. Quali l'ingegno, le opere, la fama di costoro? — Si predicavano avversi al popolo, avversi ai volontari, e tanto bastò. Così in grazia del partito moderato e dei suoi uomini, noi abbiamo perduto tutto, fino la reputazione dello idioma, che sola ci rimaneva conservata in mezzo alla secolare molteplice tirannide. La Camera applaudiva: un giorno ella sarà giudicata severamente senza circostanze attenuanti, perchè gli applausi avvennero in giugno, mese di già copioso di proietti vegetali. Per questa guisa il governo d'Italia, se fu argomento di molti sospiri, infinito si attirò eziandio il riso della gente stupefatta.

[10.] Proprio così fu detto, da un soldato ferito, nell'Ospedale di Brescia.

[11.] Il generale Sirtori, con lettera dell'8 febbraio 1867, afferma essersi accorto subito della deviazione della avanguardia, ed averci provveduto immediatamente: dichiara avere proceduto con ogni più squisita precauzione di guerra: esclude tutta sorpresa: fu lasciato solo; se lo avessero soccorso, anco verso le ore 4 pom., avrebbe vinto, egli dice; peccato che veruno ci creda.

[12.] Guerra del 1866, p. 139.

[13.] Il Rustow afferma fossero 6000 i garibaldini al rompere della guerra; a mezzo luglio confessa che gli mandarono rinforzo, e allora egli ebbe 10 reggimenti di linea, 2 battaglioni di bersaglieri, ovvero 5 brigate, 1 squadrone di guide a cavallo; alcune batterie di artiglieria gli somministrò l'esercito regolare. In tutto 72,000. Altri dice che furono 40,000.

[14.] Umiltà. I volontari del 1866, T. 1.

[15.] Memorie dell'Anonimo; Umiltà loc. cit.

[16.] Memorie dell'Anonimo e tutti gli Autori.

[17.] Rustow. Cadolini, Memorie dello Anonimo, ecc.

[18.] «Il prode esercito ha corrisposto degnamente alla fiducia del re... esso sta cacciando davanti a sè il nostro secolare nemico, e sul suolo rigenerato della Venezia già si stringono le destre, il glorioso milite della libertà ed il liberato fratello.» Ordine del giorno del generale Garibaldi (24 giugno 1866).

[19.] Palata, s'intende il tratto che il notatore scorre col movere le due braccia nell'acqua. La Crusca definisce la palata: «il tuffare di tutti i remi della nave a un tempo nell'acqua» ed è errore: anco nel moto delle barche, la palata è il tratto che la barca scorre in mare per lo impulso dei remi. Nel linguaggio pittorico del popolo si dice: in due palate lo sbrigo, come sarebbe: facilmente e presto.

[20.] Martino diacono. Vedi la stupenda descrizione nell'Adelchi, tragedia di A. Manzoni.

[21.] Stefano II.

[22.] Stefano II.

[23.] Giovanni XII.

[24.] Ebbi l'onore di conoscere la consorte di Faa di Bruno, l'eroe di Lissa, che non sostenne sopravvivere alla perdita del Re d'Italia; e seppi esserle stata assegnata tale meschina pensione, da sopperire appena alla spesa della educazione del figlio. S'ella non avesse di casa, si troverebbe in angustia pel mantenimento delle figliuole.

[25.]

Scorse per le ossa ai terrazzani il gelo

Quando vider costui piover dal cielo.

Ariosto.

[26.] Relazione degli Oratori veneti. Relazione dei tempi di Emanuele Filiberto.

[27.] Rustow. Guerra del 1866, p. 381.

[28.] Rustow. Op. cit., p. 321.

[29.] Rustow. Op. cit., p. 381.

[30.] Il Castlereagh fu ministro d'Inghilterra ai tempi felici della Santa Alleanza: rimorso dalla coscienza, si tagliò la gola. Il Byron scrisse per questa morte: «Non lamentate il fato di costui; non trovando più da tagliare le gole degli altri, egli si è tagliato la sua.»

[31.] .... essendosi fatto quel suono... tutti stupivano e si maravigliavano.... e dicevano: sono pieni di vino dolce. (Atti degli Apostoli Cap. II, 13).

[32.] Anco il conte Vittorio Alfieri la pensava così. Vedi sua lettera al conte Alfieri di Sostegno.

[33.] L'Abate di W. Scott, c. 22.

[34.] Madonna, così in greco come in russo: tutta santa.

[35.] Monodia.

[36.] Mi sono astenuto, per ragioni facili a comprendersi, di nominare il pio scannatoio, ma che colpisca giusto imprecando a simili istituti si può ricavare dal libro Sui riformatorii pei giovani, studi del dottore Serafino Biffi, Milano, 1870, temperatissimo uomo, il quale si esprime in proposito con queste miti parole: «Abolite quelle corporazioni dalle leggi dell'attuale regno d'Italia, le più accorte seppero tramutarsi in libere associazioni, le quali continuano a possedere i loro vecchi istituti, si reggono con le oblazioni dei pietisti e, nonostante la nuova forma assunta, internamente vivono come prima, spiegando un asceticismo di altri tempi, facendo ai loro membri emettere in modo segreto gli antichi voti religiosi, che, irriti davanti alle odierne leggi nazionali, pure non cessano avere pieno vigore per le anime pie e timorate. In Milano havvi oggidì qualche riformatorio sorretto dal favore del Governo, che accoglie i giovani minorenni condannati per oziosità e per vagabondaggio, ma anco questi sono in mano di pie associazioni o di preti.» (pag. 85).

[37.] V. Potter, Vita di Monsignor Ricci, o Lastri, Osservatore fiorentino — Galluzzi, Storie.

[38.] È noto come Luigi XVI, udendo eletto all'arcivescovato di Parigi un ateo, levando le mani al cielo esclamasse: — Signore! almeno l'arcivescovo di Parigi dovrebbe credere in Dio. — Tutti gli storici riportano il fatto. V. Thiers, Storia della Rivoluzione di Francia.

[39.] Franci mendaces. Salv. l. 7, p. 169. Si peieret Francus quid novi faceret? Qui periurium ipsum sermonis genus putat, non criminis. Id. l. 4, c. 14. Franci quibus familiare est ridendo frangere fidem. Flav. Vopis in Proculo, l. 1, p. 216. Les Galles ont aimé de bonne heure a gaber, comme on disait au moyen âge. La parole n'avait pour eux rien de serieux. Ils promettaient, puis riaient, et tout était dit: «ridendo frangere fidem». Il trattatello del Segretario fiorentino è sempre vivo e verde di verità. Se tanto sta loro a cuore il dominio temporale del papa, perchè non incominciano essi a dare il buono esempio restituendogli Avignone e il contado Venosino?

[40.] Dante, Inferno 30.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (brulichio/brulichío, còmpito/cômpito, Goethe/Goëthe e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.