NOTE.
Pag. 76.—(1) È verità storica. Lo statuto, scritto in latino, vieta mettere a partito le proposizioni dopo pranzo nel Consiglio dei Priori, propter vinum.
Pag. 78.—(2) Singolarissima cosa! Santo Agostino concorda in questo con Hobbes. Ambedue dichiarano nascere l'uomo inclinato al male; e il Santo non dubita affermare che l'uomo persevererebbe perdutamente in quello, dove gl'insegnamenti della religione, la virtù delle preghiere, lo esercizio delle opere pietose, e sopra tutto poi la grazia divina, non lo ritraessero dal sentiero della iniquità avviandolo sul cammino del Paradiso. Ma sentiamo favellare il Santo:—«Io rubava varie sorte di cose di casa e dalla mensa paterna, o per soddisfare la intemperanza dei miei appetiti, o per comprare dai giovanetti il sollazzo di giuocare con loro. E sovente giuocando adoperava l'astuzia e la frode per uscirne vincitore, tanto mi talentava la vanità di superarli. Ed all'opposto quando essi si avvisavano ingannare me, davo in escandescenze e li vituperava con ogni maniera d'ingiurie. Ed è questa la pretesa innocenza dei fanciulli? Essi non ne hanno, o Signore: essi non ne hanno, mio Dio. Questa prima corruzione dell'anima contamina la rimanente lor vita. Ciò che furono contro i precettori e i maestri, diventano poi contro i re e i magistrati: dopo avere commesso lievi ingiustizie per acquistare noci o palle, o uccellini, ne commettono molto maggiori per accumulare tesoro, possedere case, mantenere numerosa famiglia di fanti e servitori. Così, mio Dio e mio re, allorquando nello Evangelio diceste appartenere il regno dei cieli a coloro che si assomigliano ai fanciulli, voi non proponeste già per modello di virtù la innocenza del loro spirito, ma soltanto la piccolezza dei loro corpi come immagine di umiltà.—Confessioni, l. I, cap. 19.
E con parole ed esempii più singolari nel l. II, cap. 4,—5 e 6:—«Voi Signore, condannate il furto…….., e nonostante, Signore, io ho voluto commettere un furto, e lo commessi non mica per necessità, ma per puro spreto di giustizia, per eccesso e colmo d'iniquità, avendo involato cose di cui non pativo diffatta, anzi pure ne possedevo in copia e migliori di quelle che io rubava. Rubai, niente altro cercando nel furto tranne il furto stesso, e compiacendomi saziarmi nella laidezza del vizio piuttosto che nel frutto dell'azione viziosa. Era un pero presso la vigna paterna che produceva pere nè belle alla vista nè piacevoli al gusto. Noi fanciulli dopo avere giuocato fin presso a mezzanotte, andammo in frotta a scuotere l'albero e spogliarlo di tutti i suoi frutti, e ritornammo carichi di pere, non per mangiarle, ma solo per rapirle e gittarle ai porci, contenti nel piacere di fare quello che ci era vietato.»—E dopo questo racconto il Santo di raziocinio in raziocinio non dubita paragonare il furto delle pere con i misfatti di Catilina, ed anzi a quegli stessi misfatti anteporlo, imperciocchè a fine di conto Catilina amasse gli omicidii non come omicidii, ma come mezzi di pervenire ai suoi fini, mentre egli trucidasse coteste pere senza scopo, se togli quello di fare del male. Citando Catilina in proposito di pere, mi sembra che Santo Agostino si accosti all'avvocato di Marziale, che difendendo l'abigeato di tre capre, prese a rammentare la guerra Cimbrica ed altri malanni della Repubblica Romana; e poi la esagerazione dei paragoni scredita o la sincerità del pentimento o la rettitudine del giudizio. Come a Rousseau, avveniva a Santo Agostino: la veemenza della immaginazione superava in cotesti uomini il sentimento.
Pag. 79.—(3) San Giuliano era e forse ancora è il Santo protettore dei viaggiatori. «Poche orazioni ho per le mani, come colui che mi vivo all'antica e lascio correre due soldi ventiquattro danari; ma nondimeno ho sempre avuto in costume, camminando, di dire la mattina quando esco dall'albergo un paternostro ed un'avemaria per l'anima del padre e della madre di San Giuliano, dopo il quale io priego Iddio e lui che la seguente notte mi deano buono albergo. Boccaccio, Decamerone, Giornata II, Nov. 2.
Pag. 81.—(4)
Olim truncus eram ficulnus, inutile lignum:
Quum faber incertus scamnum faceretne Priapum,
Maluit esse Deum: Deus inde ego….
HORAT., Sat. 8.
Pag. 86.—(5) Io domandai al Sole s'egli era maschio o femmina, e mi guardò e si messe a ridere. Le Compère Mathieu, T. 2.
Pag. 93.—(6) Quis novit si spiritus filiorum Adam ascendat sursum, et si spiritus jumentorum descendat deorsum. Ecclesias., cap. 3, v. 22.
End of Project Gutenberg's La serpicina, by Francesco Domenico Guerrazzi