§ 2.
— Bella la patria mia! Tu in grembo al mare rassembri quasi un mazzo di fiori messo in fresco dentro un vaso di cristallo. Satana stesso passandoti allato, nel contemplarti tanto divina per forza di amore, ti ebbe a salutare come l'Arcangelo fece a Maria: Ave Italia piena di grazia! furono udite dire le labbra del diavolo; ma lo straniero è venuto, ha visto le magnificenze del tuo valore, la gloria delle tue antiche libertà, e la vipera dell'astio gli morse il cuore: allora egli adattò sopra il suo arco due strali: con uno, che gli dette Giuda, ti ferì l'ala destra; con l'altro, che gli porse Attila, sotto l'ala sinistra. O nobile falco pellegrino, ecco tu giravi in terra e del tuo sangue è rossa l'aria, intantochè un grido corse di valle in valle pei tuoi casolari; la Patria è spenta! — Lo straniero si ammanisce a strapparti ingegno, libertà, figliuoli e favella e memoria, come il cacciatore costuma con le penne dello uccello poichè lo ha morto.
— Maledetto lo straniero!