NOTE:

[1]. Manifesto dei Comunisti.

[2]. Ringraziamo Edoardo Bernstein di questa Introduzione critica, della quale egli consentì a fregiare la presente edizione del libro di Engels, e l'amico Carlo Tanzi che ce ne allestì la versione. — Quanto alla biografia e alla bibliografia di Engels, della quale Pasquale Martignetti aveva dato nella 1.ª edizione (1885) qualche rapido cenno, che oggi riuscirebbe necessariamente incompleto, preferiamo rinviare il lettore alle copiose notizie che raccogliemmo nell'Introduzione al primo saggio dell'Engels, da noi tradotto e pubblicato in occasione della sua morte (5 agosto 1895): L'Economia politica; con introduzione e notizie bio-bibliografiche di Filippo Turati, Vittorio Adler e Carlo Kautsky; e con appendice (Milano, Critica Sociale, 1895; cent. 50). (Nota degli Editori italiani).

[3]. Paris, George Carrés, 1893.

[4]. Ancient society, or researches in the times of human progress from savagery, through barbarism, to civilisation. By Lewis H. Morgan. London, Macmillan e C. 1877. Il libro fu stampato in America, ed è molto difficile trovarlo in Londra. L'autore è morto da pochi anni.

[5]. Pubblicata poi a Parigi, nel 1896, Georges Oarré editore; 58, Rue S. André-des-Arts. (Nota degli Editori Italiani).

[6]. Il tedesco testualmente dice: «oltre all'Einzelehe». Veggansi in proposito più addietro le Avvertenze filologiche. (Nota degli Editori Italiani).

[7]. Ritornando da New York nel settembre 1838, mi imbattei in un ex deputato al Congresso pel distretto elettorale di Rochester, il quale aveva conosciuto Lewis Morgan. Egli però non seppe, malavventuratamente, dirmi molto di lui. Morgan aveva vissuto in Rochester come uomo privato, assorbito esclusivamente nei suoi studi. Mercè l'interposizione di un suo fratello, colonnello, applicato al Ministero della guerra in Washington, egli era riuscito ad interessare il Governo delle sue ricerche e a pubblicare, a spese pubbliche, molte delle sue opere. A quest'uopo anche il mio interlocutore si era spesso adoperato, quando veniva alla capitale per prender parte al Congresso.

[8]. Il titolo di questo 1º capitolo è nel testo tedesco: Vorgeschichtliche Culturstufen — Veggansi più addietro le Avvertenze filologiche che seguono all'introduzione. (Nota degli Editori italiani).

[9]. Quanto poco il Bachofen comprendesse quello che egli aveva scoperto, o piuttosto indovinato, lo prova egli stesso designando questo stato primitivo col nome di eterismo. L'eterismo denotava presso i Greci, allorchè essi introdussero questa parola, il rapporto sessuale degli uomini celibi, o viventi in unione individuale, con donne non maritate; esso presuppone sempre una determinata forma di matrimonio, fuori del quale ha luogo questo rapporto, e include già la prostituzione, almeno come possibilità. In un altro significato questa parola non fu mai adoperata, e in questo senso io l'adopero col Morgan. Le scoperte più importanti del Bachofen vengono sempre snaturate dal concetto mistico, che i rapporti di famiglia fra l'uomo e la donna, variabili secondo le diverse epoche e nati storicamente, abbiano la loro sorgente nelle idee religiose degli uomini del tempo, non già nei loro reali rapporti di vita.

[10]. In una lettera della primavera 1882, Marx si esprime nei termini più vivi contro la completa falsificazione della storia primitiva, dominante nel testo dei Niebelungen di Wagner. «Fu egli mai udito che il fratello abbracciasse come sposa la sorella?» A questi «Dei della lascivia» di Wagner, che rendono più piccanti i loro intrighi amorosi, in modo affatto moderno, con un zinzino d'incesto, Marx risponde: «Nell'epoca primitiva la sorella era la moglie, e questo era morale

— (Alla IV edizione) — Un amico francese, adoratore di Wagner, non approva questa nota ed osserva, che, già nella vecchia Edda, che ha servito di base a Wagner, Loki, nella Egisdrecca, rimprovera a Freyja: «Tu abbracci il tuo proprio fratello innanzi agli dei»; volendo provare con ciò che il matrimonio tra fratelli e sorelle era già allora vilipeso. L'Egisdrecca è espressione di un tempo, in cui era completamente distrutta la fede nei vecchi miti; essa è una semplice satira, alla maniera di Luciano, contro gli dei. Il rimprovero, che Loki, facendo la parte di Mefistofele, muove ivi a Freyja, è piuttosto un argomento contro Wagner. Loki dice anche, alcuni versi dopo, a Niördh: «Tu generasti un (tale) figlio con tua sorella» (vidh systur thinni gaztu slikan mög). Niördhr non è un Ase, ma un Vane, e nella saga degli Ynglinga dice che i matrimoni tra fratelli e sorelle erano comuni nel paese dei Vani, e non presso gli Asi. Questo indicherebbe che i Vani erano deità più antiche degli Asi. In ogni caso Niördh vive tra gli Asi come loro pari, e quindi l'Egisdrecca è piuttosto una prova che, alle origini della mitologia norvegese, il matrimonio tra fratelli e sorelle non suscitava ancora orrore, almeno fra gli dei. A difesa di Wagner, meglio dell'Edda, potrebbe forse citarsi il Goethe, che, nella ballata del dio e della bajadera, commette un errore analogo circa alla pratica religiosa per la quale le donne facean copia di sè: pratica che egli assimila troppo alla moderna prostituzione.

[11]. Tedesco: Leiblichen Geschwister. Veggansi le Avvertente filologiche che fanno seguito all'Introduzione. (Nota degli Editori Italiani).

[12]. Le tracce della promiscuità sessuale indistinta, di quella ch'egli chiamava «generazione di palude» (Sumpfseugung), che Bachofen crede aver trovate, si riportano, ormai non si può più dubitarne, al connubio per gruppi. «Se Bachofen, trova «senza legge» questi connubii-punalua, un uomo di quel periodo troverebbe la maggior parte degli attuali matrimonii tra cugini prossimi e lontani, paterni o materni, altrettanto incestuosi quanto i matrimonii tra fratelli e sorelle consanguinei» (Marx).

[13]. Nel testo: Vielweiberei.

[14]. Vielweiberei.

[15]. Haushalt; Haushaltung: l'italiano non ha alcuna parola che, al pari del francese ménage, renda in breve e completamente la stessa idea. (Nota degli Editori Italiani).

[16]. Haushaltungen. Vedi la nota a [pag. 60] (Nota degli editori).

[17]. Nel testo: Einzelehe. In questo caso speciale Engels avrebbe impiegato Einzelehe come equivalente di Monogamie. — Veggansi le Avvertenze filologiche che fanno seguito alla Introduzione, (Nota degli editori italiani).

[18]. Haushaltung: Vedi nota a [pag. 60]

[19]. Come nel basileus greco, così nel duce dell'esercito azteco si volle a forza vedere un principe nel senso moderno. Morgan sottopone per la prima volta alla critica storica le relazioni degli spagnuoli, prima fraintese ed esagerate, poi direttamente menzognere, e prova, che i Messicani si trovavano nello stadio medio della Barbarie, tuttavia più elevati degl'Indiani-Pueblos del Nuovo-Messico, e che la loro costituzione, per quanto può dedursi da informi relazioni, corrispondeva a ciò: una federazione di tre tribù, che se ne era rese tributarie un certo numero di altre, e che era retta da un Consiglio federale e da un comandante dell'esercito della federazione, del quale ultimo gli spagnuoli fecero un «imperatore».

[20]. Il rex latino è il celto-irlandese righ (capo della tribù) e il reiks gotico; che questo, come in origine anche il tedesco fürst, principe (cioè, come in inglese first, in danese först, il primo), significasse capo della tribù o della gente, risulta dal fatto che i Goti possedevano giù nel quarto secolo una parola speciale per indicare quel che fu poi detto re, cioè il duce di tutto un popolo in armi: thiudans. Artaserse ed Erode, nella traduzione della bibbia di Ulfila, non si chiamano mai reiks, ma thiudans, e il regno dell'imperatore Tiberio non reiki, ma thiudinassus. Nel nome del goto thiudans, o, come noi traduciamo inesattamente, del goto re Thiudareiks, Teodorico, cioè Dietrich, le due denominazioni si confondono in una.

[21]. Avendo passati alcuni giorni in Irlanda, mi riconvinsi vieppiù di quanto ancora i concetti dell'epoca gentile dominino quelle popolazioni campestri. Ivi il proprietario di terreno, il cui fittaiuolo è il contadino, è tuttora considerato da questo come una specie di capo di clan, che deve amministrare i fondi nell'interesse di tutti, al quale il contadino paga il tributo sotto forma di affitto, ma dal quale egli deve anche ricevere appoggio in caso di bisogno. E del pari ogni benestante è considerato in dovere di fornire appoggio ai suoi vicini più poveri, se questi cadono in miseria. Siffatto aiuto non è un'elemosina, ma è ciò che è dovuto di diritto al compagno più povero dal compagno più ricco o dal capo di un clan. Si comprendono le lamentele degli economisti e dei giuristi sulla impossibilità d'inculcare al contadino irlandese il concetto della moderna proprietà borghese; una proprietà, che ha soltanto diritti e non doveri, è cosa che non entra affatto nelle teste irlandesi. Ma si comprende anche come degli Irlandesi, trabalzati improvvisamente, con tali ingenui concetti gentili, nelle grandi città inglesi ed americane, fra una popolazione che ha idee giuridiche e morali affatto diverse, perdano ogni concetto di morale e di diritto ed ogni ritegno, e sovente si demoralizzino in massa.

[22]. Marca, in tedesco, significa il terreno appartenente originariamente in comune agli abitanti di un villaggio o di un distretto. I campi e i prati erano divisi fra i capi di famiglia, ma nei primi tempi erano soggetti a nuove divisioni periodiche (il che perdura ancora in parecchi villaggi sulla Mosella); più tardi la parte di ciascuno divenne proprietà sua, ma sempre soggetta al regolamento della coltura per la comunità. I pascoli, le selve e altri terreni incolti restarono, e sono ancora oggi in molti casi, proprietà comune. La collettività degli interessati determina e il modo di coltura dei campi e l'uso del terreno comune. La costituzione della marca è la più antica costituzione dei Germani e la base su cui sono estrutte tutte le loro istituzioni del medio-evo.

(Nota aggiunta dall'autore pel lettore italiano, qui riprodotta dalla edizione di Benevento, 1885).

[23]. I Greci non conoscono più, se non per la mitologia dei tempi eroici, la stretta natura del vincolo tra zii materni e nipoti, proveniente dal tempo del diritto materno e comune a tanti altri popoli. Secondo Diodoro (IV, 34), Meleagro uccide i figli di Testio fratelli di sua madre Altea. Costei vede in tal fatto un delitto tanto inespiabile, che maledice l'uccisore, suo proprio figlio, e gli augura la morte. «Gli Dei esaudirono, come narrasi, i suoi voti, e posero fine alla vita di Meleagro». Secondo lo stesso Diodoro (IV, 41), gli Argonauti sbarcano sotto Ercole in Tracia e ivi trovano che Fineo, ad istigazione della sua nuova consorte, maltratta ignominiosamente i suoi due figli procreati colla moglie ripudiata, la Boreade Cleopatra. Ma tra gli Argonauti vi sono anche dei Boreadi, fratelli di Cleopatra, fratelli quindi della madre dei maltrattati. Essi prendono tosto le difese dei nipoti, e li liberano uccidendo le guardie.

[24]. Il testo tedesco traduce i due termini scandinavi rispettivamente con Geschwisterkinder e Geschwistersöhne. — Kind, Söhn è fanciullo, figlio. Geschwister equivale a fratelli, ma indifferentemente maschi o femmine. La parola corrispondente, che renderebbe più chiaramente il concetto, manca in italiano. (Nota degli editori italiani)

[25]. Questa cifra è confermata da un passo di Diodoro sui Celti gallici: «Nella Gallia abitano molte popolazioni di forze disuguali. Le più grandi ammontano a circa 200,000 individui, le più piccole a circa 50,000». (Diodoro Siculo, V. 25). Ossia 125,000 in media. I popoli Galli, stante il loro più alto sviluppo, dovevano essere più numerosi dei Germani.

[26]. Secondo il vescovo Liutprando di Cremona, il ramo principale dell'industria nel X secolo in Verdun, cioè nel Sacro Impero tedesco, era la fabbricazione degli eunuchi, che con gran profitto venivano esportati nella Spagna per gli harem dei Mori.

[27]. Particolarmente sulle coste nord-ovest dell'America (vedi Bancroft). Presso gli Haidahs, nell'isola della regina Carlotta, si trovano economie domestiche persino di 700 persone sotto un solo tetto. Presso i Nootaks vivevano sotto uno stesso tetto intere tribù.

[28]. Circa il numero degli schiavi in Atene, veggasi sopra a pag. 157. A Corinto, ai tempi prosperi della Città, esso ammontava a 460,000; a Egina a 470,000; in ambo i casi, il decuplo della popolazione dei liberi.

[29]. Il primo storico, che avesse un'idea almeno approssimativa della gente, fu Niebuhr, e lo deve — insieme agli errori che accettò senz'altro — alla sua conoscenza delle schiatte dithmarscie.

[30]. Il «System der erworbenen Rechte» (Sistema dei diritti acquisiti) di Lassalle si aggira, nella seconda parte, principalmente intorno alla tesi, che il testamento romano è vecchio quanto Roma, che nella storia romana non vi fu mai «un'epoca senza testamento», che il testamento nacque, anzi, in un'epoca anteriore alla romana, dal culto dei defunti. Lassalle, quale vecchio-hegeliano ortodosso, fa derivare le disposizioni del diritto romano, non dai rapporti sociali dei Romani, ma dal «concetto speculativo» del volere, e giunge così a quell'affermazione totalmente contraria alla storia. Ciò non può destar meraviglia in un libro che, in grazia dello stesso concetto speculativo, riesce a questo risultato, che nell'eredità romana la trasmissione dei beni sarebbe stata un mero accessorio. Lassalle non solo crede alle illusioni dei giuristi romani, particolarmente dei primi tempi; egli li supera.

[31]. Io avevo da principio l'intensione di porre la brillante critica della Civiltà, che si trova sparsa nelle opere di Carlo Fourier, accanto a quella di Morgan e alla mia. Pur troppo me ne manca il tempo. Noto solo, che già in Fourier la monogamia e la proprietà della terra sono le caratteristiche essenziali della Civiltà, e che egli la chiama una guerra del ricco contro il povero. In lui si trova già anche l'intuizione profonda, che in tutte le società difettose, scisse da antagonismi, le famiglie isolate (les familles incohérentes) sono le unità economiche.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

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