IN SAN PIETRO

Per la profonda nave, che tanta ne' secoli accolse

anima umana e tanta nube serrò d'aroma,

svolgesi il grave coro da bocche invisibili. Un rombo

l'organo a tratti caccia da la sua selva ascosa.

Cupo ne l'ombra il rombo propagasi giù pe' sepolcri:

pajon tremar da l'imo le portentose moli.

Vegliano al sommo i magni pontefici benedicendo:

stanno a le ferree porte gli angeli ed i leoni.

Come solenne il canto! Da l'onda eguale una voce

levasi, con un alto melodioso grido.

Piange la voce, e al mondo rivela un divino dolore.

Sgorgan le note, calde, quasi lacrime.

Piange la voce, sola. Non ode nel gelido sasso

il Palestrina? Sola piange la voce; e al mondo

narra un divin dolore. Non ode il sepolto? Non balza

l'anima sua raggiante su l'ideali cime,

quasi colomba alzata a vol su pinnacoli d'oro?

Piange la voce, sola, nel silenzio.