II
Sonetto del medesimo all'autore
Quasi fiamma che SERRA angusto luoco, s'avvien che per uscir via si procacci, ondeggia intorno, e par ch'il tutto abbracci, e gli è di largo van lo spazio puoco; del tuo molto valor ristretto il fuoco, pur vince di fortuna i duri impacci, e tra gli orrori, le catene e i lacci risplende sí, ch'altrui non sembra un giuoco. Studi giovar, e con remedi nuovi sani ben lunga infirmitá, che pria curò, ma non sanò, medica mano. Cosí il ciel, e chi può, non facci vano del tuo pronto saper l'effetto sia*, come in un tempo dilettando giovi.
* Cosí nel testo [Ed.].