II

BREVE TRATTATO DELLE CAUSE CHE POSSONO FAR ABBONDARE LI REGNI D'ORO E ARGENTO DOVE NON SONO MINIERE DI ANTONIO SERRA

All'illustrissimo ed eccellentissimo signor il signor don Pietro
Fernandez De Castro » 143

PROEMIO » 147
PARTE PRIMA:

CAPITOLO I. Delle cause per le quali li regni possano abbondare d'oro e argento » 153

» II. Delle cause accidentali e accidenti propri » 154

» III. Dell'accidenti communi » ivi

» IV. Dell'accidente commune della qualitá delle genti » 157

» V. Dell'accidente commune del trafico grande » 158

» VI. Dell'accidente commune della provisione di colui che governa » 160

» VII. Che non vi siano altre cause delle predette » 163

» VIII. Comparazione della cittá di Napoli con la cittá di Venezia e Genoa a rispetto delli predetti accidenti » ivi

» IX. Condizioni della cittá di Napoli e Venezia per
l'effetto predetto » 164

» X. Come, non obstante le condizioni predette, Venezia
abbonda d'oro e argento, e perché » 166

» XI. Come, stante le condizioni di Napoli, sia quella
povera di oro e argento » 170

» XII. Comparazione di Napoli con l'altre cittá d'Italia » 176

PARTE SECONDA:
PROEMIO » 177

CAPITOLO I. Se la bassezza o altezza del cambio della piazza di Napoli con l'altre piazze d'Italia sia o possa essere causa dell'abbondanza o penuria di moneta nel Regno » 178

» II. Se, essendo vera l'esperienza che dice, séquiti conclusione vera, che il cambio basso faccia abbondare e l'alto impoverire » 183

» III. Se è vera la esperienza detta di sopra » 185

» IV. Se è vera la ragione che il cambio alto dia guadagno a chi vuol portare denari in Regno per cambio e non in contanti, e per tal rispetto non vengano contanti » 189

» V. Delle prime ragioni e consequenze che deduce dalla altezza e bassezza del cambio, con le cause che non fanno essere denari in Regno » 192

» VI. Della provisione consultata farsi per l'abbondanza
di denari in Regno » 193

» VII. Se gli effetti, che dice dover produrre la provisione
predetta, siano veri » 194

» VIII. Del banno fatto dal signore conte d'Olivares sopra
il bassare del cambio » 196

» IX. Se la provisione o pragmatica predetta di bassare
il cambio possea essere impedita da altri prencipi
d'Italia » ivi

» X. Se l'entrate che tengono forastieri in Regno con
l'industrie e ritratto di mercanzie siano causa
della penuria della moneta » 199

» XI. Se contradicea alla giustizia la detta pragmatica » 201

» XII. Degli altri effetti, che dice seguitare da detta pragmatica, se siano veri » 203

CONCLUSIONE DI QUESTA SECONDA PARTE » 205
PARTE TERZA:
PROEMIO » 207

CAPITOLO I. Delli remedi fatti e proposti per fare abbondare
il Regno di moneta » 209

» II. Del remedio della proibizione dell'estrazione
della moneta » ivi

» III. Del remedio di far correre la moneta forastiera
o crescere la valuta » 212

» IV. Delli espedienti proposti come crescere la moneta
propria o bassarla di peso o di lega » 216

» V. Della proporzione giusta fra l'oro e l'argento,
tanto d'antichi quanto di moderni » 223

» VI. Delli espedienti contra la penuria della moneta
in generale » 224

» VII. Della difficoltá o possibilitá delli espedienti
predetti » 225

» VIII. Se, non ostante la difficoltá, si possa reparar
alla penuria e introdur l'abbondanza » 227

» ultimo.Come si possano facilitare gli espedienti predetti » 228

CONCLUSIONE » 233
APPENDICE » 235